Mal di testa, giornata nazionale: cure “fai da te” pericolose

sabato 11 maggio 2019
L’antinfiammatorio preso senza consultare il medico cronicizza l’emicrania. Il 17 maggio visite gratuite nel Centro Cefalee Calabrese di Cavallino: iniziative in tutta Italia. Ecco i consigli del neurologo Caggia.

Sono tantissimi i centri che in tutta Italia aderiscono alla XI^ Giornata Nazionale per la prevenzione e la cura del mal di testa: un problema che può essere il segnale di tutta una serie di patologie, oppure un dolore senza un male retrostante che abbassa inesorabilmente la qualità della vita. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità un adulto su due ha avuto almeno una volta questo problema. L’iniziativa, supportata dalle principali società scientifiche che studiano le cefalee (l’Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee, ANIRCEF, la Società Italiana di Neurologia, SIN, e la Società Italiana per lo Studio delle Cefalee, SISC), prevede visite e consulenze gratuite in tutti i centri specializzati aderenti. Nel Leccese l’open day si terrà il 17 maggio, dalle 9 alle 13 (su prenotazione), all’interno del Centro Cefalee dei dottori Maria Luisa e Ruggiero Calabrese, guidato dal neurologo Giovanni Caggia. Il calendario degli open day in tutta Italia è disponibile sui siti delle associazioni organizzatrici. Le cefalee che non sono legate ad altri disturbi vengono dette primarie, se invece sono il sintomo di altre patologie, come i tumori, sono dette secondarie. In Italia sei milioni di persone soffrono di emicrania. La giornata nazionale è un’occasione per informare, sensibilizzare e convincere pazienti e familiari a evitare le cure “fai da te”, che spesso finiscono per aumentare i danni e cronicizzare il problema. Gli open day, come quello del 17 maggio a Cavallino, serviranno a far conoscere ai pazienti le nuove terapie e tecnologie a disposizione, oltre a offrire visite gratuite e consulenze con alcuni specialisti che si occupano di questi problemi. 


INTERVISTA AL DIRETTORE DEL CENTRO CEFALEE CALABRESE DI CAVALLINO 

Dottore, come bisogna agire di fronte a un mal di testa prolungato o che ritorna periodicamente? 

“Nel discorso del mal di testa dovrebbe essere il medico di base a indirizzare il paziente verso un centro specializzato, dopo aver valutato la situazione”.

In troppi preferiscono il fai da te... 

“Il 50% delle persone che ha questi problemi non si rivolge nemmeno al medico di base e preferisce curarsi da solo complicando ancora di più la sua patologia. Si prendono a casaccio analgesici che peggiorano e cronicizzano il mal di testa. Il problema delle cefalee è sottostimato e sottovalutato. Molto spesso si usano antinfiammatori, anche in maniera massiccia, non sapendo che questi sono più indicati nelle cefalee di tipo tensivo. Quando si ricorre all’automedicazione, si rischia di scatenare un’emicrania ancor più dannosa. L’uso di analgesici senza che lo abbia prescritto un medico è pericolosissimo”.  

Si ragiona come se tutto fosse la stessa cosa... 

“Ogni tipo di mal di testa ha una sua terapia, nella fase acuta e in quella di profilassi: quindi, è possibile che quel medicinale che stiamo usando autonomamente faccia dei danni molto seri. Nel caso dell’emicrania, che non è comune come le cefalee di tipo tensivo, ma è comunque molto diffusa, l’OMS la inserisce tra le 20 patologie che producono invalidità (si perdono giornate di studio o di lavoro e l’impatto socio-economico sul Sistema Sanitario è devastante, per farmaci, prestazioni e altro). La vita di un paziente che soffre di emicrania è pesantemente condizionata dalla sua patologia nelle relazioni familiari e interpersonali”. 

Quando l’emicrania diventa cronica non si guarisce?

“Dall’emicrania non si guarisce: si può ridurre la frequenza e l’intensità della crisi.  Il cervello emicranico si adatta male al cambiamento, che può essere anche climatico, di lavoro o di una dieta: è una specie di reazione alle avversità della vita. Infatti, si parla di cervello emicranico”.

Chi è più esposto a questo problema?

“L’emicrania è più legata al ciclo riproduttivo della donna: comincia con le prime mestruazioni, migliora in alcune pazienti durante la gravidanza. Dunque, l’emicrania è collegata strettamente alla vita riproduttiva della donna e quindi a tutti gli aspetti ormonali”. 

Quando l’emicrania legata al ciclo delle donne diventa patologica?

“Tre crisi acute, durante il mese, possono già essere un campanello d’allarme. Le crisi possono essere altamente disabilitanti: il paziente resta bloccato a letto. Inquadrare correttamente il tipo di emicrania è fondamentale: ci sono delle linee guida internazionali per distinguere anche le cronicità. L’emicrania è cronica quando il paziente ha 15 o più episodi al mese, 7-8 volte con delle crisi importanti, per almeno tre mesi”. 

Curate molti casi di emicrania cronica in questo centro? Qual è l’età media?

“Un numero importante di pazienti ha un’emicrania cronica. L’età media in cui esplode il problema in maniera più forte è intorno ai 30 anni. Attraverso questo evento vogliamo promuovere una cultura delle cefalee: un’azione indirizzata non solo ai pazienti, ma anche ai familiari, proprio perché è necessario rivolgersi allo specialista prima che la malattia si cronicizzi. Bisogna educare anche la famiglia a intervenire quando si manifestano i primi problemi, perché le cefalee sono diffuse tra i giovani, ma cominciano in adolescenza. Negli adolescenti l’incidenza è del 18-30%, secondi alcuni studi”. 

Non è possibile individuare una sola causa dell’emicrania?

“L’emicrania è una patologia multifattoriale in cui la predisposizione conta molto. Quando ci sono dei familiari già soggetti a questo tipo di problema, è probabile che si sia predisposti: se intervengono una serie di fattori di rischio (alimentari, psicologici e altro), la patologia esplode”.

Ci sono vari tipi di cefalee, vero?

“Oltre all’emicrania è diffusa la cefalea di tipo tensivo, soprattutto tra le donne ed è legata allo stress. Bisogna intervenire sullo stress in questi casi e noi lo facciamo con un approccio multidisciplinare: psicoterapeuta e neurologo. Ci sono degli studi che dimostrano che la terapia di tipo cognitivo-comportamentale dà dei risultati uguali o superiori a quella farmacologica. Ad ogni modo, la terapia è sempre personalizzata e si possono affiancare più terapie”. 

Voi unite anche i farmaci alla psicoterapia, in alcuni casi?

“C’è un primo intervento nella fase acuta in cui si utilizzano i farmaci triptani. Poi, c’è una fase di profilassi che tende a ridurre la frequenza e l’intensità delle crisi. Sia che si tratti di emicrania o altro c’è sempre una fase acuta da affrontare farmacologicamente e una terapia di profilassi”. 

Quali altre terapie ci sono nell’emicrania cronica? 

“Se la profilassi ha fallito, si usa la tossina botulinica: in questo centro la utilizziamo regolarmente (è una terapia relativamente nuova). Si inseriscono delle piccole quantità di tossina botulinica in alcune zone del cranio. Ci può essere, però, un 25 per cento dei pazienti che non risponde alla tossina botulinica: in questo caso utilizziamo le tecniche di elettrostimolazione, rappresentate sia dalla stimolazione magnetica transcranica e, soprattutto, di recente, dalla stimolazione elettrica transcranica. Chiaramente l’approccio a questi pazienti è integrato: si continua a fare psicoterapia, perché sono pazienti che non hanno ottenuto sollievo con le medicine. La nostra esperienza sull’uso delle tecniche di elettrostimolazione è incoraggiante. Tra le nuove terapie c’è quella che prevede l’utilizzo dei fitocannabinoidi per la profilassi. Anche la Cannabis può essere affiancata alla terapia di tipo farmacologico”. 

Gaetano Gorgoni

Altri articoli di "Salute Sette"
Salute Sette
19/08/2019
 A guardarlo sembra un piccolo mostro fatto di ossa, sebo, denti e capelli, ma con ...
Salute Sette
10/08/2019
Dopo il caso di Bibbiano, si è acceso un faro sugli affidi in tutta Italia. ...
Salute Sette
09/08/2019
Monete, collane, biancheria intima, bigiotteria varia e tantissimi cibi contengono ...
Salute Sette
08/08/2019
La prima terapia a base di cellule CAR-T (Chimeric Antigen ...
 A guardarlo sembra un piccolo mostro fatto di ossa, sebo, denti e capelli, ma con una semplice operazione il ...
clicca qui