Leucemia mieloide acuta, alcune attività lavorative sono un fattore di rischio

giovedì 9 maggio 2019

Prima ci si ammalava con il benzene: l’inalazione di olii e polveri sottili sul posto di lavoro avvelena il sangue e causa il tumore, a lungo andare. La Corte d’Appello ha riconosciuto la malattia professionale a un elettrauto leccese ammalatosi di LMA. 

La leucemia mieloide acuta è una malattia che si sviluppa nel midollo osseo (il tessuto spugnoso interno alle ossa dove hanno origine le cellule staminali) con una progressione velocissima. Se il percorso che porta le cellule staminali a svilupparsi viene turbato da errori o mutazioni e i precursori dei granulociti vanno incontro a una trasformazione in senso tumorale, si origina la LMA. L’Associazione Italiana Registro Tumori segnala almeno duemila leucemie mieloidi acute l’anno (in maggioranza uomini). È raro che questa malattia colpisca i giovani: è molto più diffusa dopo i 60 anni. Fumo di sigaretta, benzene e derivati e varie sostanze chimiche sono i principali fattori di rischio in grado di avvelenare il sangue. Ci sono anche altri pericoli come i farmaci alchilanti e le radiazioni. È chiaro che la principale forma di prevenzione è quella di evitare il fumo e l’esposizione a tutta una serie di agenti chimici. A spianare la strada alla LMA ci sono pure le malattie genetiche (anemia di Fanconi, sindrome di Bloom, atassia-telangiectasia, sindrome di Li-Fraumeni, neurofibromatosi e altro), alcune anomalie cromosomiche (Sindrome di Down, trisomia del cromosoma 8) e certe malattie del sangue (disturbi mieloproliferativi cronici e sindrome mielodisplastica). Non è facile scoprire una leucemia mieloide acuta senza approfondire con esami specifici, perché i sintomi sono simili a tante altre problematiche: stanchezza, perdita di appetito, spossatezza, pallore, infezioni, sanguinamenti frequenti, sudorazione notturna e febbre. A questo bisogna aggiungere la perdita di peso, che si verifica quasi sempre, oltre ai dolori osteo-articolari diffusi, uniti a un senso di malessere. La malattia si può diffondere in altri organi procurando ingrossamento di milza, fegato e linfonodi. Alle volte la LMA può raggiungere il sistema nervoso con tutti i problemi che ne derivano. La diagnosi si fa attraverso il prelievo del sangue: una volta riscontrata la leucemia si passa a un ulteriore prelievo di sangue e di midollo osseo che, grazie a test molecolari e citogenetici, consente di caratterizzare in modo più preciso il tipo di leucemia. 

LMA UNA MALATTIA CORRELATA AD ALCUNI TIPI DI LAVORO: IL CASO DELL’ELETTRAUTO LECCESE 

La Corte d’Appello di Lecce nei giorni scorsi ha emesso una sentenza molto importante: ha riconosciuto la causa professionale per una leucemia mieloide acuta che aveva stroncato un elettrauto leccese, dopo 30 anni di lavoro in officina. L’uomo ha inalato per anni sostanze chimiche, senza dare troppo peso, prima da dipendente, poi da titolare dell’officina in cui lavorava. L’INAIL ha provato a resistere in giudizio per non concedere la causa di servizio (e quindi l’assegno alla moglie del defunto), basandosi sul presupposto che la patologia da cui era affetto l’uomo poi deceduto “non fosse eziologicamente collegabile all’ attività di elettrauto svolta”. La Corte d’Appello di Lecce (sezione lavoro), presieduta dalla dottoressa Daniela Cavuoto, ha dato ragione ai parenti dell’elettrauto leccese, accogliendo la domanda dell’appellante, che ora avrà diritto alla rendita in qualità di superstite. La moglie percepirà assegni della malattia professionale insieme agli interessi. A fugare ogni dubbio la consulenza del Tribunale, che spiega che la malattia che ha stroncato l’uomo non poteva non essere stata causata anche da quell’ambiente insano e da quei materiali che ha maneggiato per anni. 

Molti studi scientifici dimostrano che le leucemie dell’adulto (in particolare le leucemie mieloidi acute, dette LMA) possono essere classificate come malattie work-related, in cui le attivita? occupazionali sono da considerarsi come un fattore di rischio da associare alla multi-etiologia di queste malattie. È ormai sicuro che  tra i fattori di rischio ambientali che fanno insorgere questo tipo di leucemia c’è il benzene, ma incide anche il formaldeide ed esistono ipotesi che chiamano in causa pure i campi elettromagnetici a bassa frequenza.

“Analizzando l’ambito medico-legale ed assicurativo per le malattie professionali, il consulente del tribunale leccese ha rammentato che gia? il DPR 336/1994, recante la tabella delle malattie professionali indennizzate da INAIL ed il successivo Decreto Ministeriale 9 aprile 2008 hanno riconosciuto la presunzione legale della natura professionale alle leucemie mieloidi acute insorte in lavoratori esposti a benzene, restando se del caso a carico di INAIL dimostrare negli esposti una diversa causa”.

INTERVISTA ALL’ONCOLOGO GIUSEPPE SERRAVEZZA

Dottore, il lavoro a volte, senza le giuste precauzioni, diventa cancerogeno e mortale...È il caso del “mal di officina”.

“La manipolazione degli olii minerali sicuramente, senza le dovute precauzioni, può portare a questo tipo di malattia. La correlazione è più difficile da provare in una malattia multifattoriale come la LMA, mentre per le protesi mammarie è stato più facile: in quest’ultimo caso la correlazione è molto più semplice, perché nasce un linfoma specifico”. 

La leucemia mieloide acuta è diffusa nel Salento? 

“È una delle malattie del sangue più aggressive che esistano. Si tratta di una patologia abbastanza diffusa, solitamente colpisce le persone di età adulta: perlopiù anziani, diversamente da quell’altra forma di leucemia acuta, che è la leucemia linfatica (più diffusa tra i giovani e i bambini e risponde meglio ai trapianti di midollo)”. 

Ma si può guarire dalla LMA? 

“La leucemia mieloide acuta è molto più aggressiva delle altre forme, ma è comunque curabile: i dati in nostro possesso attualmente  registrano un 50% di remissione completa della malattia. Molte di queste forme di leucemia si rivelano resistenti alle cure. Però ci sono tanti casi che rispondono subito, al primo trattamento: altri hanno bisogno di più linee di cura”. 

Come si cura? In questo caso l’immunoterapia non si utilizza?

Per curarla, utilizziamo tecniche di chemioterapia (ampie dosi) e trapianto di midollo osseo. L’immunoterapia nel caso delle leucemie non si utilizza. Si comincia con una fase di induzione che ha lo scopo di eliminare le cellule leucemiche (blasti) presenti nel sangue e di riportare quelle del midollo osseo a livelli normali”. 

Dobbiamo stare attenti a quello che respiriamo, anche nelle officine: a lungo andare, si paga il conto...

“Il sangue si può ammalare utilizzando e inalando diverse sostanze. Nel momento in cui il benzene si è rivelato leucemogeno (scatenava leucemie acute), questa sostanza è stata messa al bando, eliminata anche dalla benzina attuale. Quella molecola provocava, negli addetti ai lavori e in chi si trovava nelle vicinanze di quegli impianti (soprattutto distributori di benzina), forme di leucemia acuta. Ci sono altre sostanze che espongono a rischi seri: la prevenzione nei luoghi di lavoro e le cautele che deve adottare il datore di lavoro sono imprescindibili”.


Gaetano Gorgoni




 

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