Cardiochirurgia al "Fazzi": "I numeri di un'eccellenza della sanità"

mercoledì 8 maggio 2019

Il direttore dell’Ordine dei medici chirurgi e odontoiatri della provincia racconta le professionalità e le eccellenze del team diretto dal dottor Giovanni Casali.

L’OMCeO (Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri) di Lecce ha intrapreso un “viaggio” all’interno della Sanità salentina per narrare in prima persona le professionalità, le eccellenze, ma anche le criticità e le difficoltà che rappresentano la sfida di ogni giorno per garantire, spesso con grandi e silenziosi sacrifici, la salute dei concittadini. Circa 1 anno fa l’OMCeO di Lecce ha avviato una campagna mediatica #iomicuroinsalento per sottolineare, in maniera documentata, che l’offerta sanitaria del territorio rappresenta spessissimo una risposta assolutamente adeguata e aggiornata ai massimi standard qualitativi nazionali sia in termini tecnologici, che organizzativi e soprattutto professionali.

Nella prima “tappa” i vertici dell’Ordine dei Medici hanno voluto testimoniare vicinanza, stima e profonda gratitudine al team della Cardiochirurgia del “V. Fazzi” di Lecce, diretto dal dottor Giovanni Casali, un centro che rappresenta motivo di orgoglio e riferimento per tutta la comunità medica e per l’intero territorio salentino e non solo.

Le patologie cardiache nel Salento vengono affrontate in un sistema virtuoso di rete che coinvolge con grande professionalità tutte le strutture ospedaliere (Tricase, Casarano, Gallipoli, Scorrano, Copertino, Galatina, V. Fazzi, “Città di Lecce”) e territoriali, con evidenti ricadute positive per tutti i pazienti.

L’incontro con il team diretto da Casali ha messo in evidenza, una notevole disponibilità tecnologica, che sarà maggiormente razionalizzata con il prossimo trasferimento nel Dipartimento di Emergenza, una organizzazione puntuale e adeguata alle più moderne esigenze, ma soprattutto  un grande impegno professionale che si declina nel rispetto delle linee guida accreditate dalle evidenze scientifiche, sia nella selezione dei pazienti, sia nelle tecniche e nelle procedure chirurgiche adottate, spesso innovative e mininvasive, sia nel delicato periodo post-operatorio, allorquando l’intesa con la cardiorianimazione è strettissima e decisiva. Il clima sereno che si è colto e la motivazione di Medici e personale sanitario, ma soprattutto evidente nei pazienti e nei familiari, racconta i risultati brillanti che si sono conseguiti e i progetti da realizzare: una qualità reale e percepita che si traduce in una irrilevante migrazione sanitaria in questo settore così delicato per la fragilità dei pazienti interessati. Più nel dettaglio, è interessante segnalare il notevole incremento dei volumi di attività, che registra un aumento del 73% passando da 289 a 500 interventi di cardiochirurgia maggiore, e la riduzione della mortalità che risulta essere assolutamente allineata alle migliori performances nazionali. A fronte di un’elevata percentuale di interventi eseguiti in emergenza-urgenza (47%), si registra una mortalità globale dell’1,8% che si riduce poi allo 0,7% negli interventi non urgenti. Colpisce, inoltre, l’adozione delle tecniche chirurgiche più avanzate, come ad esempio l’approccio mininvasivo che è utilizzato nell’84% delle procedure sulle valvole cardiache.

Tali prestigiose performances rappresentano la migliore risposta a chi – senza riuscirci – vorrebbe creare una frattura nel rapporto fiduciario con i cittadini, ma soprattutto devono essere interpretate non come l’autocompiacersi di un arrivo, ma il punto di partenza di ogni proficuo rapporto di cura, basato su qualità, ascolto, innovazione e servizio.

Donato DE GIORGI, presidente dell’OMCeO di Lecce 

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