Ambiente e salute, per Fiorella: "Ilva e Cerano riguardano anche Lecce"

venerdì 26 aprile 2019

Per il candidato di Sinistra Comune le questioni ambientali riguardano anche il capoluogo salentino.

Ilva e Cerano riguardano anche Lecce: è il pensiero del candidato sindaco di Sinistra Comune, Mario Fiorella, che prova a spiegare il perché ritenga i problemi ambientali di Taranto strettamente collegati anche al capoluogo salentino.

“Già nel settembre 2012 – ricorda -, l’allora ministro dell'ambiente Corrado Clini dichiarò che ‘a Lecce si muore più che a Taranto’, riferendosi ai dati di mortalità per cancro pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità e dall'Osservatorio dei tumori della Puglia. Infatti, l'aumento di decessi per tumori, soprattutto polmonari, nella zona di Lecce è reale e sono anni che si sente parlare di ‘paradosso di Lecce’. Vi è da dire che i problemi dell’inquinamento ambientale a Lecce non derivano soltanto dall’acciaieria di Taranto. Tra Lecce e Brindisi si trova la centrale ENEL Federico II di Cerano, attiva dal 1991 e da tempo al centro delle inchieste per la nocività delle emissioni prodotte”.

“Nella classifica delle 662 industrie pesanti che inquinano di più in Europa, redatta dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), la centrale – insiste - è diciottesima. Nel rapporto dell’EEA sono state considerate tutte le emissioni di sostanze dannose provenienti dalla centrale, dai metalli pesanti (derivati dal processo di combustione industriale) agli inquinanti biologici (benzene, diossine e idrocarburi policiclici aromatici)”.

Per cercare di spiegare le ragioni del “paradosso di Lecce”, qualche anno fa l’Istituto Isac del Cnr dell’Università del Salento ha dimostrato che “buona parte degli inquinanti liberati – ricorda Fiorella - dalle ciminiere di Cerano e dall'ILVA vengono trasportati fino a Lecce. Monitorando il percorso dei venti, infatti, gli studiosi del Cnr sono riusciti a rintracciare le particelle rilasciate dagli impianti a circa 160 km di distanza, proprio nel leccese. Questo potrebbe essere il fattore cruciale in grado di influenzare i livelli di mortalità oncologica, soprattutto polmonare, nel Salento che, secondo recenti studi, si collocherebbe tra i primi territori in Italia per tasso di mortalità dovuto al cancro al polmone. Sarebbero presenti alti livelli di mortalità anche per il tumore della vescica e i tumori del sangue (come le leucemie)”.

“A questo punto – ribadisce -, quello che la città di Lecce deve proporre con tutte le sue forze è certamente la certezza della dismissione di Cerano, proseguendo una lotta pluridecennale iniziata col referendum del 1987, scongiurando l'ipotesi che il funzionamento della centrale possa essere ulteriormente prorogato. E, per quanto riguarda l’Ilva, considerato il persistere delle emissioni inquinanti anche dopo la vendita del siderurgico al gruppo Arcelor Mittal, vanno pensate tutte le iniziative, anche le più radicali, per impedire che si ripresenti questa situazione di inaudita gravità per la salute dei cittadini e dei lavoratori, non solo tarantini ma anche leccesi e salentini in genere”.

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