Le luminarie di Scorrano si accendono per i bimbi malati: ambiente festoso per guarire meglio

venerdì 26 aprile 2019

I colori tipici e le luci della grande festa di Scorrano da oggi illumineranno il reparto di Pediatria dell’Ospedale “Veris Delli Ponti”. La cerimonia di inaugurazione e il contributo degli esperti per una cura che mette al centro il paziente.

I bambini ricoverati nell’ospedale di Scorrano da oggi potranno vivere la loro condizione in un ambiente festoso e accogliente, con psicologi e personale capace di trasformare in occasioni ludiche anche gli esami più fastidiosi. 

Il tocco magico delle “luminarie” di Scorrano, patria salentina (e non solo) delle illuminazioni artistiche, darà una luce nuova anche al reparto di Pediatria. 

Il presidente della Regione Puglia ha voluto presenziare personalmente, cosciente di quanto sia utile per una cura ben riuscita un ambiente a misura di bambino, capace di distrarre i piccoli pazienti dalla sofferenza e dal distacco dalla propria abitazione. Il direttore medico del P.O. di Scorrano, dr. Osvaldo Maiorano, ha parlato dell’enorme impegno profuso per costruire un ospedale accogliente, che permetta la vicinanza continua dei familiari e ha ringraziato le associazioni dei volontari per lo sforzo fatto. “La Pediatria di Scorrano ha accolto la sfida di diventare un centro importante della rete pediatrica pugliese e ce la stiamo facendo. Abbiamo un reparto di neurochirurgia pediatrica importante. Le famiglie possono trovare tutte le risposte qui, senza migrare - spiega il Direttore Responsabile dell’Unità Operativa “Pediatria”, dottor Carmelo Perrone - Nulla dev’essere lasciato al caso. Il secondo obiettivo è puntare sulla cultura del sorriso, che migliora la guarigione. Un bambino triste, che non si sente coccolato, che non viene distratto dalla sofferenza avrà più difficoltà nel percorso di cura. Dobbiamo lavorare tutti per la cultura del sorriso: medici, operatori e infermieri. Il sorriso deve partire da noi”. A metà mattina le istituzioni e gli “addetti ai lavori” hanno fatto visita al Reparto pediatrico e hanno assistito all’accensione luminarie.

L’UMANIZZAZIONE DELLE CURE

L’umanizzazione delle cure pediatriche e la cultura del sorriso sono l’obiettivo primario di tutta l’attività assistenziale, e anche le associazioni di volontariato si stanno muovendo per accelerare il processo già iniziato qualche anno fa. “Portatori sani di sorrisi ets”, guidata dal presidente Pierangelo Muci, ha dato un grande contributo: il progetto è nato già nel 2014 presso la pediatria del nosocomio “Santa Caterina Novella” di Galatina e oggi viene esteso a Scorrano. 

Dare sollievo, regalare un sorriso e cercare di aiutare i piccoli a fare il loro percorso, affiancare psicologi che possano aiutare anche le famiglie e creare ambienti ludici, colorati e accoglienti: in questo consiste l’umanizzazione della medicina. L’aspetto psicologico, del resto, ha un grande impatto sulla salute del bambino: questo è scientificamente provato da innumerevoli studi scientifici. L’ambiente in cui vive il paziente influisce enormemente sulla convalescenza, ma anche nella fase degli esami e degli interventi. “Gli ambienti sono luoghi entro cui nascono emozioni, che guidano le nostre rappresentazioni - spiega il professor Ezio Del Gottardo- L’umanizzazione crea un rapporto empatico di vicinanza al medico e a quello che sta facendo per far star meglio il paziente. In altre parole, l’ambiente è quella condizione in grado di favorire una migliore narrazione rispetto a sé nel momento in cui si è oggetto di cura da parte dell’altro”. 

L’OBIETTIVO DI SCORRANO 

“Il nostro obiettivo finale è prenderci totalmente carico del malato - spiega il dottor Perrone - Il bambino vive un momento di dissociazione tra corpo e mente (intesa come mente giocosa): la malattia costringe il bambino a fare i conti con una realtà  difficile. Noi dobbiamo fornire cure di qualità, accoglienza, affetto e ambiente sempre più pregnante per l’immaginazione. Stiamo creando una Pediatria a misura di bambino, che faccia apparire la malattia come un momento transitorio e meno triste”. 

Gaetano Gorgoni

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