Ticket chiese, Fiorella: "Ingiusta privatizzazione di beni pubblici, la Curia ignora direttiva Cei"

giovedì 25 aprile 2019
Il candidato sindaco di Sinistra Comune chiede al vescovo di fare un passo indietro: "Monopolio affidato a privati". 

“Il ticket da 10 euro per entrare in alcune chiese del centro di Lecce rappresenta una tassa che, se confermata, graverebbe sulla libera fruizione di monumenti storici. Beni che, non va dimenticato, oltre che luoghi di culto, sono restaurati e conservati grazie ad ingenti erogazioni di denaro pubblico” Lo scrive in una nota il candidato sindaco di Sinistra Comune Mario Fiorella. “Beni comuni, che appartengono alla collettività, e come tali vanno condotti e tutelati in nome dell’interesse pubblico. Una imposizione senza precedenti in altre città d’arte italiane, ancor più grave se si considera che, a beneficiarne, sarebbe una cooperativa, costituita da privati, dando vita ad un monopolio di fatto, a danno di tutti gli altri operatori del settore”.

“Mi preme sottolineare che in una nota della stessa CEI, che l’Arcidiocesi di Lecce sembra trascurare, - scrive Fiorella - si stabilisce che l’adozione di un biglietto è ammissibile solo se applicata ad alcuni luoghi – cripta, campanile, battistero - separati dal corpo principale della chiesa. Chiesa che deve rimanere aperta a tutti i fedeli, senza limitazioni.

Ho incontrato nei giorni scorsi una delegazione di guide turistiche e operatori del settore che mi hanno manifestato diverse perplessità e criticità. Considerazioni che io e i candidati di Sinistra Comune condividiamo. In particolare, ci chiediamo come sia ammissibile che chi si reca in chiesa si veda costretto ad esibire un documento di identità, per certificare il proprio stato di residente o di visitatore. O, ancora, perché mai perfino per le scolaresche in visita a Lecce, dalla scuola media in su, sia previsto il pagamento della tassa.
Rivolgiamo, pertanto, un appello a S.E. l’Arcivescovo Michele Seccia, affinché intervenga per bloccare questo tentativo di privatizzazione di beni pubblici e storici, e a tutte le altre categorie (commercianti, ristoratori, albergatori, operatori culturali), sulle quali ricadrebbero le conseguenze economiche di una operazione così arbitraria e iniqua, affinché si mobilitino. Come candidato sindaco, sento il dovere di mantenere alta l’attenzione su questo tema e di assumere il massimo impegno affinché questa operazione possa essere ripensata”.

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