Oms, no a smartphone e tv a bimbi sotto ai 2 anni: fino a 4 solo un'ora al giorno

giovedì 25 aprile 2019

Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità confermano quello che già sapevamo, ma fissano anche dei paletti chiari: si considera nocivo l’uso di tv e smartphone sotto i due anni. Per i più grandi meglio limitare a una sola ora la televisione e spingere il piccolo a muoversi e a fare attività fisica per almeno tre ore al giorno. 

Si sa da molto tempo che tv e videoterminali non sono consigliabili per i piccolissimi, perché si inibiscono tutta una serie di attività esplorative e relazionali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, però, sulla base di studi molto precisi, ha lanciato le sue raccomandazioni a tutti i genitori: per i bambini sotto ai 5 anni la tv, il tablet e gli smatphone sono mezzi da utilizzare con molta cautela. I bambini non dovrebbero trascorrere più di un’ora davanti allo schermo, inoltre l’attività fisica dovrebbe essere di almeno tre ore nel corso della giornata  e il sonno non dovrebbe mai essere inferiore alle 10 ore. I bambini sotto ai due anni, invece, dovrebbero essere tenuti lontani da tv, tablet e videoterminali per tutta una serie di ragioni. La televisione rafforza gli atteggiamenti passivi e la sedentarietà: i bambini obesi sono in aumento anche nel nostro paese, a causa di queste abitudini e del cibo spazzatura. Sotto ai due anni non si hanno ancora le capacità cerebrali per recepire tutti gli stimoli che si possono assimilare dalla tv: lasciare il proprio figlio davanti al teleschermo può essere comodo per sbrigare tutta una serie di faccende domestiche, ma è pericoloso anche dal punto di vista psicologico. Lo sviluppo neurologico del piccolo può essere danneggiato, se lo si lascia davanti alla tv per troppo tempo, perché si crea una sorta di dipendenza già nei primi mesi di vita e il piccolo potrebbe cominciare a estraniarsi dal mondo proprio in una fase in cui dovrebbe solo sperimentare e scoprire le cose intorno a lui. Gli stimoli sonori e visivi eccitano i sensi tanto da poter generare una trance ipnotica dei più piccoli. Le informazioni potrebbero non essere filtrate lasciando spazio all’inconscio. Il movimento degli occhi segue il pensiero, ma lo sguardo fisso davanti alla tv causa una specie di ipnosi in cui pubblicità e altri messaggi condizionano irreparabilmente il cervello del piccolo. A questi problemi si possono aggiungere disturbi dell’attenzione e del sonno. Esporre i bambini troppo piccoli alla tv per ore impedisce uno sviluppo sano. Alcuni studi scientifici dimostrano che troppa tv abbassa la soglia dell’attenzione. Inoltre, in una fase in cui il cervello non è ancora maturo non si crea qual meccanismo di «distanza critica» da ciò che si vede: i bambini possono confondere la tv con la realtà, soprattutto se ne guardano troppa, con tutta una serie di conseguenze nefaste.

PERCHÉ LA TV FA MALE

Negli anni ‘60 le tv emanavano radiazioni potentissime: troppa televisione poteva essere fisicamente nociva, ma anche oggi i problemi delle abbuffate televisive non sono da sottovalutare. Le moderne tecnologie comunque danneggiano gli occhi. In genere si sbattono le palpebre circa 18 volte al minuto, ma quando si è davanti a uno schermo il ritmo cala provocando stanchezza e secchezza oculare. La miopia è sempre più diffusa nei bambini che trascorrono troppo tempo al chiuso, perché ci si sforza di focalizzare oggetti vicini ripetutamente. Il sole, invece, quando si sta all’aperto, svolge un importante ruolo sulla salute oculare. Inoltre, chi guarda più televisione brucia meno calorie e si abitua alla sedentarietà: diabete e malattie cardiovascolari incombono di fronte a uno stile di vita fatto di ore passate alla tv. La televisione fa male anche prima di andare a letto, perché secondo alcuni studi riduce il sonno di qualità. I bambini, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non possono essere fermi per più di un’ora, specialmente se sono davanti a un monitor. Molti genitori sono spinti dalle vicissitudini quotidiane a trasformare la tv in una specie di babysitter elettronica, che ipnotizzando i bambini li tiene tranquilli per molto tempo senza dover impegnare il «controllore» in un’attenzione continua. Il problema è che l’esagerazione, come sempre, non fa bene al cervello del bimbo: lo abbiamo spiegato in precedenza, specie se si tratta dei primi due anni di vita. Dunque, la tv, al pari di un medicinale, può essere «assunta» in dosaggi modici e seguendo le raccomandazioni dell’OMS. 

BAMBINI E TECNOLOGIE: RAPPORTO MOLTO PRECOCE. IL PROFESSORE SCOTTI INVITA A NON DEMONIZZARE A PRESCINDERE

I bambini, già al primo anno d’età, cominciano già a «smanettare» sul cellulare dei genitori. Un’indagine condotta negli Stati Uniti dalla Pediatric Academic Societies di San ?Diego, quattro anni fa, ci svela che dai 6 mesi ai 4 anni i bambini hanno contatti costanti e continui con le nuove tecnologie e con i monitor. 

Su un campione di 370 genitori è emerso che i piccoli già all’età di sei mesi passavano fino a 30 minuti davanti ai cellulari dei genitori. 

«Come per ogni strumento, anche nel caso della tecnologia è l’uso che se ne fa a dover essere ben ponderato: lasciare i bambini da soli e per tanto tempo con uno smartphone in mano non gli farà bene. Ma far consumare dei contenuti adeguati alla loro età, con la presenza dei genitori, non può far male al loro sviluppo- spiega il professor Giuseppe Scotti, neuroradiologo dell’ospedale Humanitas - Tutti i bambini, anche a sette-otto mesi, sono attratti da smartphone e tablet. È inevitabile che siano incuriositi da un oggetto simile con cui possono giocare, sentire la musica o guardare un cartone animato. Più che dallo strumento in sé metterei in guardia dai contenuti, come per esempio dalle immagini violente. Dalla tecnologia – prosegue lo specialista – possono arrivare degli stimoli importanti che non vanno demonizzati, altrimenti andrebbero demonizzati tutti gli stimoli sensoriali che il piccolo riceve dall’esterno, come per esempio dal traffico cittadino».

«Il cervello matura in funzione degli stimoli che riceve- continua l’esperto - Non si impedisce a un bambino di ricevere stimoli olfattivi, uditivi e tattili, quindi aggiungere degli stimoli visivi non può far altro che favorire la maturazione di quelle zone del cervello connesse al movimento, per esempio. Se lo smartphone viene usato non come sedativo ma come mezzo di comunicazione, quindi secondo un uso intelligente, questi dispositivi possono anche favorire la socializzazione» - conclude il professore. Dunque, niente paura se le dosi sono modiche e il piccolo non viene abituato alla sedentarietà. Ad ogni modo, per i bambini al di sotto dei due anni, meglio limitare il più possibile l’utilizzo di tv e smatphone. 

Gaetano Gorgoni 

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