Indigestione e pesantezza allo stomaco: cause, ragioni e cure

lunedì 22 aprile 2019
Mangiare abbondantemente è tipico di questi periodi di festa, ma, se la Pasqua ci ha già messi KO, è meglio correre subito ai ripari per evitare reflusso, chili in più, alitosi, stanchezza e tutta una serie di problemi allo stomaco: ecco i rimedi. 


L’indigestione nella maggior parte dei casi è dovuta a pasti abbondanti o consumati troppo velocemente. Come in ogni festa che si rispetti, i dolci la fanno da padroni: alimenti grassi e fritti occupano le nostre tavole. Le festività sono il periodo più faticoso dell’anno per il nostro stomaco. Le tradizioni familiari e culinarie del sud non aiutano a restare leggeri. È possibile che dopo qualche giorno ci colpisca quella che in maniera troppo generica definiamo “indigestione”, ma che in realtà può avere tutta una serie di sintomi e cause. Bruciore, pesantezza, nausea, dolore diffuso all’addome, senso di gonfiore, meteorismo e tanti altri disagi possono essere dovuti alle abbuffate festive. In molti casi anche un mal di gola può essere causato dalla cattiva alimentazione: cioccolata e alcol in abbondanza, dolci, salumi e cibi acidi (spesso uniti a fumo e stress) possono scatenare il reflusso gastroesofageo nella notte (per chi ne soffre una vera iattura), che risalendo brucia la gola e la infiamma pesantemente. Stanchezza, nausea, sensazione di cibo in gola, gonfiore e altro possono essere dovuti anche a una serie di problematiche inerenti la digestione o le intolleranze, ma le abbuffate sono sempre sul banco degli imputati. I medici raccomandano di non esagerare mai: se lo avete già fatto, bisogna correre ai ripari. La dispepsia (che i profani chiamano indigestione) può essere occasionale, ricorrente, se si manifesta in maniera cronica (quando abbiamo un regime alimentare completamente sbagliato), e funzionale, quando non ha cause specifiche e i sintomi della cattiva digestione si manifestano almeno due ore dopo aver mangiato. L’indigestione, però, può essere dovuta anche a cattive abitudini: mangiare mentre si lavora in modo veloce e in ansia. 

CONSEGUENZE DEI PASTI PESANTI 

Le quantità abbondanti di cibo costringeranno il nostro stomaco a secernere enormi quantità di acido gastrico per digerire (soprattutto se si mangia in fretta e non si mastica bene). Gli alimenti calorici, grassi o di natura proteica ci gonfiano e dilatano le pareti dello stomaco, mentre i succhi gastrici prodotti in quantità esagerate entrano in contatto con la mucosa e ci danno una sensazione di bruciore spesso intollerabile. “Anche l’alitosi o un singhiozzo ricorrente possono essere scatenati dal reflusso: spesso non immaginiamo che questi problemi abbiano un’unica causa - spiega il chirurgo, gastroenterologo e proctologo Donato De Giorgi - Il reflusso, in tanti casi, provoca angine esofagee: un dolore acuto dell’esofago, che è molto simile al mal di cuore. Fanno pensare a un infarto: un dolore violento che coinvolge la zona retrosternale e giunge fino alla mandibola. Assomiglia tantissimo a un’ischemia al cuore, tant’è che in queste circostanze il nostro consiglio è di escludere che ci sia una patologia cardiaca acuta: una volta escluso questo ci concentriamo sul reflusso. Il reflusso tante volte irrita il nervo vago, che avvolge l’esofago e innerva anche il cuore: per questo i sintomi sono simili a quelli dell’infarto. Anche le allergie possono avere un punto di partenza dal reflusso. un angolo, per spiegarlo in parole semplici, tra l’esofago e l’inizio dello stomaco e una sorta di tirante muscolare, che stringe il cardias quando vi è il rischio di un reflusso: in molte circostanze uno o più meccanismi di questo tipo si interrompono. Quindi, tutto quello che si forma nello stomaco, che è un acido fortissimo, un acido molto più alto dell’acido muriatico, straordinariamente corrosivo (fondamentale per digerire), risale infiammando tutto, perfino la gola”. È questo il problema: lo stomaco è attrezzato per proteggersi da questo acido fortissimo, ma non l’esofago, che è una mucosa delicatissima”. 

PREVENIRE L’INDIGESTIONE 

Ci sono delle regole imprescindibili per evitare problemi allo stomaco: innanzitutto mangiare lentamente, senza ansie o stress (spegnere il cellulare aiuta) e masticare bene. La saliva contiene enzimi digestivi, quindi la digestione dei carboidrati inizia in bocca. Inoltre, bisogna evitare di esagerare o di mangiare cibi che il nostro organismo non tollera: bisogna approfondire se determinati alimenti creano reazioni nocive (è un argomento che abbiamo affrontato più volte). Pesce, carni magre, frutta e verdura sono alimenti da mangiare, olio extravergine di oliva e cereali integrali sono alimenti necessari per una dieta ricca ed equilibrata, ma le abbuffate (anche di cibo sano) sono vietate! Latticini e legumi, invece, devono essere assunti a seconda dei diversi livelli di tolleranza. Fritti, alcol, insaccati, bevande acide (come il caffè) o gassate e cibi spazzatura vari meglio non includerli nelle proprie abitudini culinarie per ovvie ragioni. Un’altra importante precauzione è quella di non arrivare affamati ai pasti principali: meglio degli spuntini sani (soprattutto frutta) nell’arco della giornata (mangiare 4-5 volte nell’arco delle 24 ore). Non abbuffarsi a cena o a pranzo fa sì che il nostro organismo produca meno succhi gastrici. 

CURARE L’INDIGESTIONE 

Anche nel caso dell’indigestione e della pesantezza allo stomaco è meglio non autoprescriversi farmaci. Cerchiamo sempre di rivolgerci al medico. Dobbiamo ricordare che tutta una serie di patologie possono essere associate alla pesantezza: allergie alimentari, calcoli cistifellea, ernia iatale, gastrite, pancreatite, reflusso gastroesofageo, tumore allo stomaco, ulcera gastrica, ulcera peptica e altro. Quando non ci sono malattie più gravi, l’indigestione può essere affrontata con rimedi semplici. 

Le cure possono essere farmacologiche, ma anche alcuni rimedi naturali possono funzionare. Esistono specifici farmaci tra cui antiacidi contro il bruciore, procinetici (in grado di favorire lo svuotamento gastrico) e analgesici. I rimedi naturali possono far regredire il disturbo: le tisane sono efficacissime. Le fibre aiutano: meglio iniziare il pranzo con un pinzimonio di carote e sedano. È consigliabile evitare vino e birra e bere acqua. Passeggiare mezz’ora dopo pranzo consente di abbassare i livelli di zucchero nel sangue e permette di digerire un po’ più velocemente.



Gaetano Gorgoni 

 

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