Diffida contro la consigliera provinciale eletta, l’accusa: "È Ineleggibile"

domenica 21 aprile 2019

A sollevare la questione Paola Mita nei confronti di Stefania Oltremarini: ufficializzato l’atto di diffida con revoca della proclamazione da consigliera.

Provinciali, Paola Mita ha presentato ricorso contro l’ineleggibilità di Stefania Oltremarini nel consiglio di Palazzo dei Celestini: è stato ufficializzato l’atto di diffida con la richiesta di revoca della proclamazione da consigliera e contestuale proposta di surroga. Nella sostanza, Oltremarini sarebbe dipendente di una partecipata, ma da avvocata, avrebbe un ruolo di rappresentanza che la renderebbe incompatibile col ruolo di consigliere.

“La sottoscritta, Dottoressa Paola Mita – si legge in una nota -, è consigliere comunale di Nardò, cosi come precedentemente comunicato, informa che nella giornata odierna ha proceduto ad inoltrare al segretario Generale della Provincia di Lecce dottor Caretto, al Presidente Stefano Minerva e per conoscenza al il Prefetto, dottoressa Maria Grazia Cucinotta, formale atto di ‘significazione e diffida’ per revoca proclamazione a Consigliere della Lista n. 1, ‘Insieme per il Salento’ in autotutela decisoria. L’art. 41 citato prevede, infatti, che nella prima seduta il Consiglio, prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, ancorché non sia stato prodotto alcun reclamo, deve esaminare la condizione degli eletti e dichiarare l’eventuale ineleggibilità di essi quando sussista alcuna delle cause previste nel Capo II del Titolo III, provvedendo secondo la procedura indicata dall’art. 69. Compiendo un richiamo a tutte le cause comprese nel Capo è da ritenersi che il sindacato del Consiglio ricada anche sulle ipotesi di incompatibilità, anche se la lettera della legge menziona espressamente solo la dichiarazione di ineleggibilità”.

“La ratio – si legge ancora - di detto art. 60 D.Lgs. 267/2000 (è)quella di prevenire una possibile incidenza sulla libertà di voto da parte di chi rivesta un ruolo influente, tale da arrecare un ‘vulnus’ alla ‘par condicio’ con gli altri. Per questo, e per altri motivi meglio dettagliati nell’atto di autotutela; ancor prima della seduta di insediamento del Consiglio provinciale ex art. 41, laddove saranno i singoli Consiglieri a pronunciarsi sulle situazioni di ineleggibilità ed incompatibilità, confidando nella  buona fede e nel buon  senso dell’avvocata Oltremarini chiedo, venga  ripristinata la trasparenza e la legalità delle cose, in via autonoma e spontanea, evitando così riverberi giudiziari che finirebbero inevitabilmente col portare nelle aule giudiziarie l’intera e più complessiva questione”.

 

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