Messa in sicurezza di Castellino, il Comune diffida il gestore

domenica 21 aprile 2019

Vicina la chiusura del piano di caratterizzazione. Mediterranea ha 30 giorni per adempiere. 

“Sono d’accordo con il consigliere regionale Cristian Casili: la discarica di Castellino deve essere messa in sicurezza al più presto. Ed è proprio per raggiungere questo importante obiettivo che l’amministrazione comunale sta profondendo il massimo impegno”. Così l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio torna sulla questione della ex discarica di Castellino, rispondendo alla sollecitazione del consigliere neretino della Regione Puglia.

Infatti, con la prossima chiusura del piano di caratterizzazione (che rappresenta lo strumento previsto dalla legge per individuare le soluzioni tecniche per porre in sicurezza il sito e quindi propedeutico a qualsiasi altra iniziativa) voluto dal presidente della Regione Michele Emiliano dopo un decennio di rimpallo di responsabilità tra Regione e Provincia sulle competenze degli atti da porre in essere per la messa in sicurezza dopo la cessazione dei conferimenti avvenuta nel 2007, la Mediterranea Castelnuovo 2, soggetto gestore della ex discarica, deve procedere alle operazioni di messa in sicurezza del sito. Per questo, nei giorni scorsi è stata inviata una diffida da parte del Comune di Nardò all’indirizzo della Mediterranea Castelnuovo 2, con cui si invita la stessa ditta a presentare tutta la documentazione relativa alla chiusura definitiva della discarica (così come concordato al tavolo tecnico regionale nei mesi scorsi) e in particolare a produrre il progetto per l’aggiornamento del piano di adeguamento al D.lgs. 36/03 a suo tempo approvato con decreto del C.D. 207/CD del 13 novembre 2006. Alla Mediterranea è stato concesso il termine perentorio di 30 giorni dalla notifica della diffida per adempiere. In caso di inottemperanza il Comune di Nardò attiverà ogni utile iniziativa per provvedere in danno.

“La Mediterranea è avvertita - chiude Natalizio - faccia velocemente quello che le compete. Ora non ci sono più alibi”.

 

 

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