Sindrome delle gambe senza riposo, sonno disturbato e cuore e rischio

venerdì 19 aprile 2019
Secondo uno studio pubblicato su Neurology questo disturbo aumenterebbe i decessi cardiovascolari oltre a causare una pericolosa insonnia. Ne abbiamo parlato con un neurologo esperto, che ha curato diversi pazienti salentini.

Il disturbo delle «gambe senza riposo» è caratterizzato dalla necessità di muovere gli arti inferiori: non si riesce a stare fermi nel letto e gli stessi pazienti non riescono ad avere un quadro chiaro di questo problema. Si avverte prurito o solletico, formicolio alle gambe e dolore. Solo muovendo le gambe si riesce ad avere un sollievo. La caratteristica di questo disturbo è che il fastidio arriva la notte, quando si è seduti o sdraiati. Anche tra i medici c’è chi ne sa poco di questa sindrome che porta all’insonnia. È un disturbo raro, ma si registrano diversi casi in ogni provincia d’Italia. Si tratta di un problema spesso non curato e non diagnosticato, quindi i dati non sono certi, ma si stima che ne soffra dal 3 al 9 per cento della popolazione globale. Questa sindrome colpisce perlopiù le donne per motivi ormonali e a causa dell’abbassamento della ferritina (specie in concomitanza con i cicli mestruali) verso i 40 anni, anche se può manifestarsi in rarissimi casi a 20 anni. Il paziente affetto da questo disturbo neurologico del sonno (definito RLS) ha dolore e fitte alle gambe e l’unico modo per vincere questo fastidio e muoversi: un’irrefrenabile esigenza di muovere le gambe devasta il riposo notturno.

LE CAUSE E I SOGGETTI PIÙ COLPITI

Gli esperti spiegano che il disturbo può essere ereditario (soprattutto quando si manifesta prima dei 30 anni: nel 50 per cento dei casi ci possono essere altri familiari affetti dallo stesso problema), ma si sa che la variante secondaria di questa sindrome può essere causata da tutta una serie di malattie: artrite reumatoide, celiachia, diabete, carenza di ferro, malattia di Lyme, malattie renali, Parkinson e altro. Ci sono molti soggetti che soffrono di questa sindrome anche a causa dell’uso di alcuni medicinali: i farmaci neurolettici e antidepressivi possono esacerbare la sintomatologia. La valutazione della ferritina è importante: se è molto bassa, il problema può essere dovuto a questa carenza, quindi è necessario fare delle infusioni di ferro in vena che attutiscano i sintomi. Il ferro è un cofattore essenziale per la formazione di L-dopa, precursore della dopamina, sostanza deputata alla trasmissione di messaggi contenuti nei distretti cerebrali, che a loro volta controllano movimento e coordinazione. Le varianti della sindrome della «gambe senza riposo» sono due: quella dovuta all’invecchiamento e all’ereditarietà e quella che è espressione di particolari condizioni cliniche dopo i 40 anni. In quest’ultimo caso l’esordio del disturbo è veloce e si fa sentire anche durante le ore diurne, ma non è presente quando il soggetto è in piedi.

LO STUDIO SUGLI EFFETTI DELLA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO

La Fondazione Veronesi riporta sul suo sito ufficiale la ricerca dell’équipe del professor Xiang Gao della Pennsylvania State University, pubblicato su Neurology, in cui è merso che questo disturbo può innalzare i decessi per motivi cardiovascolari. Le donne, che sono le più colpite dal disturbo, come abbiamo detto, a causa dei cali di ferro, hanno dimostrato un’altissima mortalità dovuta a questa sindrome (nel gruppo di 57mila unità esaminate dalla squadra di studiosi): il 43 per cento in più di morti per motivi cardiaci rispetto alle pazienti non malate di «gambe senza riposo». Le donne più anziane sono a rischio: l’igiene del sonno diventa ancora una volta importante. Il buon sonno fa abbassare il cortisolo e l’ormone dello stress, evitando sindromi dolorose come la RLS.

INTERVISTA AL DOTTORE GIOVANNI CAGGIA, NEUROLOGO

Dottore, qual è la diffusione della sindrome delle gambe senza riposo a Lecce?

«Difficile dare dei numeri perché non sempre i pazienti si rivolgono agli specialisti, ma ho curato alcune persone con questo disturbo. Non è rarissimo, ma non è nemmeno frequente. Bisogna rivolgersi sempre al neurologo, quando si manifestano determinati sintomi: mai trascurare questi disturbi».

Cosa succede nel cervello?

«È un problema di neuromediatori: si può intervenire con dei farmaci molto efficaci. Il fastidio alle gambe, che è prevalentemente notturno, può essere superato in questo modo. Ma i farmaci dipendono dal soggetto: non c’è un farmaco che possa andare bene per tutti».

Possiamo definire la sindrome delle gambe senza riposo come un disturbo del sonno?

«Di riflesso c’è anche un disturbo del sonno».

La diagnosi è complicata? Si va per esclusione?

«Bisogna fare degli accertamenti neuroradiologici, come la risonanza. Bisogna fare anche una diagnosi di esclusione, oltre a basarsi sulla sintomatologia del paziente».

I guai si affastellano con la perdita del sonno, vero?

«Un sonno disturbato scatena tutta una serie di problemi, spesso anche gravi».

 Gaetano Gorgoni

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