Salvemini: "Da Congedo altra fake news. Aumento tasse opera di Perrone"

giovedì 18 aprile 2019

L’ex sindaco smonta i contenuti della conferenza stampa del consigliere regionale e fa chiarezza su conti e numeri, tirando in ballo Perrone. Poi a Congedo dice: “Se vuoi fare sul serio, parla con la tua voce”.

Carlo Salvemini chiede un’operazione verità sui temi della tassazione locale e dell’equilibrio di bilancio: in una conferenza stampa, dal suo comitato elettorale, l’ex sindaco in corsa per la rielezione risponde al consigliere regionale e candidato del centrodestra, che, ieri, gli aveva imputato l’aumento delle tasse comunali.

Salvemini parla senza mezzi termini dell’ennesima “clamorosa fake news” da smentire riferendosi al continuo richiamo che Congedo starebbe facendo al temo e alla suggestione “ragionieristica” sulla sua figura e sulla presunta predisposizione alla “vessazione” dei leccesi: “Come se – afferma -, colto da un improvviso attacco di masochismo politico amministrativo, un sindaco nel pieno dei suoi poteri avesse goduto di oscuri piaceri nel prendersi la responsabilità di predisporre e approvare provvedimenti impopolari tesi al risanamento dei conti del Comune di Lecce. È vero che la campagna elettorale, per chi non ha proposte, è il tempo delle parole in libertà, degli slogan, delle esagerazioni e delle rappresentazioni caricaturali. Per altri lo è stato anche il periodo trascorso all’opposizione: diciotto mesi inediti, vissuti da minoranza dopo vent’anni di governo di Palazzo Carafa e dei suoi bilanci. Ma c’è un limite a tutto, anche alle strategie del consenso più disperate. E il limite è la realtà dei fatti”.

“In questo caso – prosegue - la realtà dei conti, la durezza dei numeri. E la chiarezza delle parole pronunciate da chi già 9 anni fa parlava della necessità di “recuperare una situazione economica disastrosa” per i conti del Comune. E non era Carlo Salvemini”.

L’ex sindaco, infatti, cita in partenza una dichiarazione del 2010 a firma di Paolo Perrone allegata al bilancio di previsione e che recita: "Quando mi fu offerta la candidatura a sindaco di questa città sapevo benissimo che in caso di elezione non avrei fatto una passeggiata, ma anzi avrei dovuto tentare di portare a termine un'opera difficilissima: recuperare una situazione economica disastrosa [...] chiaramente ciò che all'inizio maggiormente mi turbava era sapere di essere quello che avrebbe dovuto evitare che il Comune finisse in dissesto. In questi tre anni abbiamo coperto spese maturate negli anni precedenti per oltre 21 milioni di euro. Se non avessimo messo riparo ai danni del passato il Comune di Lecce sarebbe già da tempo in dissesto".

Le parole dell’ex sindaco Perrone, per Salvemini, hanno descritto la situazione dei conti di Palazzo Carafa all’inizio del suo primo mandato, dopo essere stato vicesindaco e assessore al bilancio nella precedente giunta: “Nel 2010 Perrone – precisa -, dunque, utilizza queste parole tentando di indossare i panni del pompiere di fronte a un incendio che egli stesso aveva contribuito ad appiccare, in quanto membro della Giunta, con responsabilità specifiche”.

Salvemini sottolinea come i rimedi alla “situazione disastrosa” dei conti che Perrone applica dal 2010 al 2017 siano essenzialmente: vendita del patrimonio comunale per 20 milioni, accesso ad un'anticipazione di liquidità dalla Cassa Depositi e Prestiti per 34 milioni, ricorso a provvedimento di cancellazione di crediti inesistenti, con una manovra di riequilibrio della durata di 30 anni, che prevede un taglio della spesa corrente di circa 1.600.000 all'anno, circa 48 milioni. Per un totale di 102 milioni di risorse pubbliche impiegate per scongiurare il dissesto con operazioni straordinarie di riequilibrio dei conti, non tutte andate a buon fine.

Contestualmente, rileva Salvemini, come le amministrazioni di centrodestra a guida Perrone, facciano ricorso alla leva fiscale, portando l'IMU TASI al massimo: 1.06%, introducendo l'addizionale Irpef allo 0.7%, portando la TOSAP permanente al massimo, introducendo i canoni ricognitori e non ricognitori, stabilendo sostanzialmente un doppione della TOSAP; procedendo al procedimento di riclassamento degli estimi catastali. Salvemini spiega ancora, come al momento del proprio insediamento, la situazione sia tutt’altro che in equilibrio, come certificato da dirigenti e funzionari del Comune di Lecce impiegati nel Settore “Servizi Economico-Finanziari” e dal parere dei Revisori dei Conti di Palazzo Carafa e poi la Corte dei Conti, che ha richiamato il Comune sul ricorso sistematico all’anticipazione di tesoreria (finanziamento della Banca per sostenere le necessità di cassa del Comune), tempi medi di pagamento delle fatture pari a circa 120 giorni (30 giorni è il termine per legge) con decorrenza automatica degli interessi di mora; bassissima capacità di riscossione dei residui attivi, ossia dei crediti iscritti in bilancio.

Il Comune di Lecce si trova, dunque, nella necessità urgente di evitare il dissesto dei conti. Negli anni successivi al 2014, infatti, è maturato un ulteriore disavanzo tecnico di circa 30 milioni di euro. Salvemini aggiunge che la sua amministrazione sia costretta a ricorrere, in ossequio alla legge, ad una manovra di riequilibrio pluriennale: è il piano approvato il 7 gennaio scorso, nel giorno delle dimissioni. Per essere validata dagli organismi di controllo, la manovra richiede ai Comuni di ricorrere alla leva fiscale. Nel caso del Comune di Lecce, stante il massiccio ricorso all’innalzamento delle tasse effettuato tra il 2010 e il 2017, c’è ben poco da aumentare, tanto da costringere l’amministrazione, pena il dissesto del Comune di Lecce, ad aumentare dello 0.1% l'addizionale Irpef introdotta dall'amministrazione Perrone (era allo 0.7%, arriva allo 0.8%), aumentare di 1 euro a mq la Tosap temporanea.

“Sono queste le uniche imposte e tasse sulle quali la mia amministrazione – chiarisce – ha operato in aumento. I contenuti diffusi ieri in conferenza stampa e sul web dal candidato Saverio Congedo pongono i cittadini leccesi ancora una volta di fronte a una fake news: talmente spregiudicata da attribuire a Salvemini anche la responsabilità di un provvedimento autonomamente voluto dal commissario Sodano riguardo un aumento della Tassa sulla pubblicità, disposto dal commissario prefettizio e, per amor di verità, inesistente, poiché l’importo delle tariffe è identico al limite massimo stabilito dalle precedenti amministrazioni Perrone, mentre ciò che è cambiato è solo il riferimento normativo”.

Salvemini chiarisce che le tasse comunali attive siano le seguenti: Imu Tasi 1.07% (provvedimento amministrazione Perrone); Addizionale Irpef all’0.8% (0.7% Perrone + 0.1% amministrazione Salvemini); Tosap permanente al massimo (amministrazione Perrone); Tosap temporanea + 1 euro mq (amministrazione Salvemini); Imposta sulle insegne pubblicitarie (introdotta dall’amministrazione Perrone e confermata dal commissario Sodano); Introduzione dei Canoni ricognitori e non ricognitori (introdotti dall’amministrazione Perrone); Avvio del riclassamento estimi catastali (amministrazione Perrone).

Riguardo alla Tosap sui passi carrabili, inoltre, dal 2005 l'esenzione al pagamento è prevista esclusivamente per i portatori di handicap. Fino al 2018 la tassa non è stata riscossa dagli altri contribuenti, procurando una mancata entrata al Comune ed un rischio di danno erariale per gli amministratori dell’epoca. Dal 2019 il Comune ha cominciato la riscossione di questa tassa a partire dall’annualità 2013 senza applicazione di sanzioni e interessi al contribuente. Riguardo ai Canoni ricognitori e non ricognitori (che sono cosa diversa e distinta dalla Tosap sui passi carrabili), Salvemini ha annunciato che in caso di vittoria si potrà procedere alla loro abolizione, in quanto, pur avendo una natura giuridica diversa, finiscono per rappresentare sostanzialmente un doppione della Tosap. Sulla Tari, Salvemini rimanda a quanto chiarito nei giorni scorsi.

“Affermare che la mia amministrazione – ha chiarito Salvemini - ha attivato detti canoni è clamorosamente falso. I canoni o esistono, perché il Comune decide di introdurli, oppure non esistono, così come non esiste il concetto di attivazione di dette entrate. Nel 2012 l’amministrazione Perrone ha deciso di introdurre i canoni (tra i pochissimi Comuni in Italia) approvando il relativo regolamento e confermandolo con appositi atti deliberativi del 2014 e del 2016”.

Da Congedo, dunque, sarebbe arrivato “un clamoroso mix” di “omissioni”, “inesattezze”, “imprecisioni”, “approssimazioni”, “falsità”, “spregiudicatezze”: “Se Congedo intende proporsi come sindaco autonomo dai suoi predecessori – dichiara Salvemini – dimostri non di voler ‘fare sul serio’ ma di voler dire la verità ai leccesi. Ricordando correttamente qual è la causa della grave emergenza finanziaria che l’ex sindaco Perrone, suo cognato, ci ricorda essere nata negli 2002-2007: quando egli stesso era vice sindaco delle amministrazioni Poli, insomma. Una emergenza che negli anni da sindaco non è riuscito a disinnescare. A meno di voler sostenere che tutto scaturisca dai 18 mesi di governo dell’amministrazione Salvemini e che dirigenti e funzionari di Palazzo Carafa e revisori abbiano detto il falso. Congedo, dunque, è ora di fare sul serio: parla con la tua voce, ragiona con la tua testa”.

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