Sandali infradito, slime e giocattoli contraffatti, maxi sequestro nel porto di Brindisi

giovedì 18 aprile 2019

Scoperte 57.600 paia di calzature “taroccate” del tipo Havaianas ed oltre 82mila giocattoli e gadget elettronici privi del marchio “Ce”.

I militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Brindisi, insieme ai funzionari dell'Agenzia delle Dogane, hanno effettuato una serie di controlli nei confronti degli autoarticolati sbarcati da una motonave proveniente dalla Grecia presso il porto di Brindisi.

I finanzieri ed i doganieri hanno scoperto, all’interno di un Tir, 57.600 paia di sandali infradito recanti i segni distintivi contraffatti della nota azienda brasiliana Havaianas, destinati ad una ditta di un soggetto di nazionalità cinese con sede a Napoli. La merce, illecitamente introdotta sul territorio nazionale, del valore commerciale stimato di oltre 500 mila euro, è stata sottoposta a sequestro, insieme al rimorchio utilizzato per il trasporto.

I rappresentanti legali della società mittente greca e quello della ditta destinataria con sede a Napoli (W.T., cittadino cinese di 50 anni), oltre all’autotrasportatore di nazionalità greca (N.K. di 42 anni), sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica per il reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.

Sempre nella stessa giornata le “Fiamme gialle” ed i funzionari doganali, nel corso di un ulteriore controllo effettuato su un secondo camion condotto da un cittadino greco (M.G. di 29 anni), hanno scoperto 82.096 giocattoli e vari gadget elettronici con il contrassegno “CE” (Comunità Europea) falso e destinati ad un’azienda spagnola attraverso uno spedizioniere ungherese.

Tra la merce sequestrata erano presenti numerosissimi barattoli contenenti la sostanza gelatinosa, denominata “Slime”, (famoso gioco per bambini), che non presentavano gli elementi distintivi propri che certificano la conformità dei prodotti alle prescrizioni comunitarie in materia di salute e sicurezza dei consumatori.

Anche in questo caso, l’autotrasportatore greco e i rappresentanti legali della società ungherese mittente e di quella spagnola, destinataria della merce, sono stati segnalati alla locale Procura della Repubblica per il reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.

 

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