Conigli si riproducono troppo in fretta, è allarme: "A rischio habitat dell'Isola Grande"

lunedì 15 aprile 2019

La denuncia arriva dai carabinieri forestali che hanno informato le autorità giudiziarie del fenomeno a Porto Cesareo e dagli esperti: il numero elevato di esemplari starebbe causando un pesante deterioramento degli habitat protetti.

Troppi conigli abbandonati da ignoti su un sito di notevole importanza naturalistica come l’Isola Grande di Porto Cesareo: a denunciare il fenomeno sono i carabinieri forestali, che hanno informato l’autorità giudiziaria, sottolineando come l’elevata presenza di esemplari potrebbe mettere a rischio gli habitat protetti, trovandosi l’isola all’interno del Parco Regionale “Palude del Conte e duna costiera” e della Zona Speciale di Conservazione, oltre ad essere lambita anche dall’Area Marina Protetta.

L’Isola grande di Porto Cesareo è (impropriamente) denominata “isola dei conigli”, in quanto si narra che nel secolo scorso sulla stessa, siano stati allevati per brevi periodi ed a scopo alimentare, alcuni esemplari di conigli, poi scomparsi dall’isola: sarebbe forse anche per questo motivo, che per suscitare maggiore fascino ed interesse turistico verso l’isola, alcuni ignoti avrebbero introdotto diverse coppie di conigli domestici sull’isola, con conseguenze che potrebbero risultare devastanti per la conservazione degli habitat protetti.

Infatti, rapidamente si è assistito ad un aumento considerevole del numero dei conigli, che si sono riprodotti sull’isola in assenza di antagonisti o predatori, esercitando un carico ormai insostenibile sulle comunità vegetali protette di cui si nutrono.

I carabinieri del Nucleo Tutela Biodiversità di San Cataldo, con la consulenza scientifica del botanico Pietro Medagli dell’Università del Salento, in questi giorni, hanno accertato che il numero spropositato di conigli attualmente presenti (oltre 100), sta causando seri danni alla vegetazione erbacea ed arbustiva protetta, minacciando anche specie rare o habitat prioritari per la conservazione della biodiversità, come l’endemismo Iris revoluta o le praterie di Salicornia glauca, tanto da rendere doveroso l’invio di una informativa di reato alla competente Procura della Repubblica di Lecce.

I reati ipotizzati dai carabinieri forestali sono quelli relativi ad abbandono di animali, deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto e introduzione di specie animali estranee, che possano alterare l'equilibrio naturale dell’area protetta.

I controlli dei carabinieri forestali saranno intensificati per individuare gli autori di tali condotte illecite, che stanno mettendo a rischio gli habitat di particolare pregio naturalistico dell’isola. Intanto, il mondo accademico e le autorità competenti stanno cercando di individuare il modo per poter intervenire a salvaguardia dell’isola, nel pieno rispetto delle norme nazionali ed europee. 

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