Mercatone Uno, chiesto il concordato preventivo: a rischio 123 dipendenti

giovedì 11 aprile 2019

Shernon Holding annuncia il concordato preventivo. Filcams: “Pagano sempre i lavoratori”.

Sono arrivate alla spicciolata le lettere che annunciano un altro periodo buio per i lavoratori di Mercatone Uno. L’amministratore delegato della Shernon Holding, proprietaria della catena di grande distribuzione, ha inviato una comunicazione che ha raggelato il sangue a 256 lavoratori pugliesi, 123 dei quali impiegati nei centri commerciali di San Cesario (42), Surano (35) e Matino (46): “Nelle prossime ore, Shernon Holding presenterà presso il Tribunale di Milano la domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo”, si legge nelle missive. Una decisione che lascia basiti ad appena 8 mesi dal passaggio dall’amministrazione straordinaria alla nuova proprietà. La Filcams Cgil annuncia una mobilitazione nazionale per dare visibilità e risposte ai lavoratori del Gruppo.

La Filcams Cgil Puglia sottolinea come i lavoratori ancora attendano la liquidazione del Trattamento di fine rapporto (Tfr) dalla vecchia gestione. Agli stessi lavoratori si preannunciano ulteriori sacrifici, dopo quelli sopportati per mesi al fine di mantenere un posto di lavoro attraverso la riduzione dei contratti. Ora tutti si domandano quale futuro li attende, anche alla luce di quanto si apprende dalla lettera: “Comprendo bene come tutto ciò possa determinare nuova ansia e preoccupazioni per te, per i tuoi colleghi e per le vostre famiglie: ma ancora una volta credendoci insieme, possiamo farcela”. Un appello vago che getta nello scoramento i dipendenti. "È davvero paradossale ritrovarsi dopo così poco tempo ancora una volta senza una prospettiva”, dice Barbara Neglia, Segretaria Generale della Filcams Cgil Puglia. “È inaccettabile che gli organi di vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, che appena la scorsa estate avevano permesso l’acquisto da parte della nuova società di quel che rimaneva di Mercatone Uno, non abbiano verificato la sostenibilità aziendale degli acquirenti. Oggi, con una lettera contraddittoria che bypassa le organizzazioni sindacali, si annuncia da un lato il concordato preventivo e dall’altro una ‘curva del fatturato in lento ma costante rialzo’. Qualcuno dovrà dare delle risposte a questi lavoratori e alle loro preoccupazioni”.

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