"Minacciato e picchiato dai parenti del boss" ma si era inventato tutto: arrestato artigiano

mercoledì 10 aprile 2019

Nei guai un 35enne che aveva denunciato presunte minacce per debiti di usura: si era inventato le accuse.

È stato arrestato nella mattinata di oggi Francesco Babila, 35enne di Lizzanello: l’uomo aveva denunciato di essere stato minacciato per debiti di usura della sua azienda di infissi metallici da due individui imparentati con un noto esponente della locale Scu, attualmente detenuto, per gravi reati.

Aveva raccontato di essere stato picchiato con il calcio di una pistola esibendo perfino certificazione sanitaria del pronto soccorso e che i due gli avevano asportato – a garanzia del debito – 20mila euro di profilati metallici dall’officina. Aveva aggiunto più volte di essere destinatario di gravi minacce telefoniche e di aver paura finanche di uscire da casa.

Dalle indagini, però, è emersa la natura calunniosa delle dichiarazioni dell’artigiano. In realtà lo stesso aveva chiesto e ottenuto una grossa somma di denaro quale acconto per i futuri lavori proprio dai presunti usurai che invece erano le vittime della sua truffa.

Pertanto, l’uomo è stato stato ritenuto responsabile di calunnia aggravata e condotto agli arresti domiciliari come disposto dal g.i.p. del tribunale di Lecce Brancato su richiesta del p.m. Carducci della Procura della Repubblica di Lecce.

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