Galline felici: il rifugio del Salento salva le più vecchie dal macello

mercoledì 10 aprile 2019
Il progetto di due salentini salva le galline destinate alla morte e regala loro una nuova vita secondo natura.

Ha solo un anno e ha già salvato da morte certa ben mille galline anziane.
Si chiama “Uovo perfetto” ed è il progetto di una coppia di salentini, Giulio Apollonio e Maira Greco, che con un piccolo investimento di 20mila euro hanno dato vita ad un’azienda ecosostenibile, etica e biologica. Nelle campagne di Cutrofiano hanno così utilizzato 25mila metri quadri per accogliere le galline anziane, dismesse dall’industria avicola e destinate al macello. L’idea, come raccontano loro stessi, è nata per caso, quando  - dopo aver visto le uova biologiche in vendita in un market – hanno voluto approfondire e andare a vedere con i propri occhi dove e come fossero tenute le galline.

La scoperta di enormi capannoni, con galline ammassate ed in pessime condizioni, è poi stata determinante. “Gli allevamenti attuali” spiega Giulio Apollonio, “che siano intensivi o biologici, non garantiscono alle galline una qualità di vita accettabile. Che vivano in gabbia o allevate in spazi aperti ammassate tra loro - continuamente attaccate e uccise dai loro simili – vivono poco e male. Per di più, visto che l’industria è interessata esclusivamente al livello produttivo, quando smettono di produrre a regime, le galline dopo solo 13/18 mesi vengono uccise, a fronte di un’aspettativa di vita che potrebbe arrivare persino a 10 anni. Per questo abbiamo pensato ad un allevamento alternativo, dove le galline potessero vivere secondo natura, producendo uova ma secondo il ciclo naturale”.

Un progetto apparentemente semplice, ma senza precedenti. Tanto che nessuno, nemmeno tra i veterinari, è riuscito ad aiutarli per capire bene come realizzare le strutture dell’azienda.
“Qui non c’è una normativa precisa in materia” spiega ancora Apollonio “tanto che abbiamo dovuto farci aiutare dai servizi veterinari dell’Umbria e delle Marche. Ci hanno però dato una mano anche i funzionari della Asl provinciale, per capire come potessimo metterci a norma conciliando le esigenze normative e la qualità di vita degli animali”.

Il risultato è uno spazio enorme a disposizione delle galline fortunelle approdate in questa sorta di “casa di risposo” per galline, con tanto di casette di legno dove gli animali possono scegliere di rifugiarsi quando e se vogliono, e campi dove cibarsi. Da parte loro le felici inquiline, forse grate per questo inaspettato buen retiro, ricambiano producendo uova a tutte le temperature e in tutte le stagioni.

“E’ stata una sorpresa” racconta Giulio Apollonio “negli allevamenti le galline rimangono praticamente tutto il tempo al chiuso, in capanoni riscaldati tutto l’anno a 22° per garantire la produzione continua di uova. Le nostre galline invece, libere sempre, sono sottoposte agli agenti atmosferici e alle diverse temperature. Hanno un rifugio sicuro, certo, ma devono adattarsi al ciclo delle stagioni. Ciononostante producono sempre uova, calando la produzione del 50% solo in inverno, come normale che accada”.

Tra le galline ospiti dell’azienda, anche alcuni esemplari di galline ornamentali, scartate dagli allevatori perché non abbastanza belle. “In realtà siamo ben felici di non accogliere solo ovaiole” spiega ancora Apollonio “perché queste ultime, a differenza delle razze selezionate dall’industria avicola, hanno ancora un senso spiccato per la cova. Per questo le nostre uova hanno gusci di colori anche insoliti, persino verdi”.

Un invito alla biodiversità, dunque, che va in senso ostinatamente contrario alla logica industriale delle galline considerate e selezionate solo come macchine da uova.
“Abbiamo scelto inoltre di prendere le galline più vecchie non solo per salvarle da morte certa, e regalare loro un fine vita dignitoso, ma anche per sottrarci a questa aberrazione che seleziona i pulcini in base al sesso, uccidendo i maschi perché ritenuti non utili” aggiunge Apollonio “ Non vogliamo essere complici di questo sistema”.

Il risultato finale sono galline felici e uova di altissima qualità e biologiche, anche se non certificate. Un modo nuovo di concepire dunque il rapporto con gli animali e il concetto di economia sul territorio. O forse un ritorno - in larga scala – ai pollai casalinghi, nel rispetto dell’ambiente, del ciclo naturale e delle altrui vite.

Altre info, anche sui punti di distribuzione, sulla Pagina Facebook


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