Ministero ribadisce strategia energetica: "Entro il 2025 stop al carbone a Cerano"

mercoledì 3 aprile 2019
Il ministero ha risposto con una lettera alle criticità messe in luce da Enel.  

Il ministero dell'Ambiente ha fissato per il 2025 lo stop alle autorizzazioni per tutte le centrali a carbone, compresa la Federico II di Cerano.

Nella lettera che il ministero ha inviato ad Enel - si legge su Nuovo Quotidiano di Puglia - in particolare, si ribadisce che la Sen 2017 (la Strategia Energentica Nazionale) “ritiene l'uso del carbone per la produzione di energia dopo quella data non compatibile con l'esigenza di garantire su scala nazionale un elevato livello di tutela dell'ambiente nel suo complesso. Ne consegue la comunicata esigenza di negare dopo tale data l'Autorizzazione ambientale all'impiego di tale combustibile.
Riguardo al coinvolgimento del ministero dello Sviluppo Economico richiesto da Enel, il ministero dell'Ambiente ha risposti che “il Mise non ha segnalato criticità che possano mettere in dubbio il raggiungimento degli obiettivi della Sen 2017. Ne consegue che le preoccupazioni a riguardo avanzate dalla società nella documentazione Aia risultano allo stato infondate. Ancora riguardo a questo, il ministero evidenzia che gli impegni assunti dal Mise con la Strategia energetica nazionale 2017 sono stati finora sempre confermati e che comunque potranno essere verificati nel corso delle conferenze di servizi per la definizione delle condizioni delle Aia, rassicurano sul fatto che non potrà esserci alcun problema riguardo alla formalizzazione di tale assenso per la messa fuori servizio delle unità a carbone al 2025”. Va chiarito che lo stop alla produzione di energia da carbone non significa lo stop immediato alla centrale. Formalmente - si legge nella lettera del ministero dell'Ambiente - l'assenza di Aia non determina automaticamente la definitiva messa fuori servizio delle unità. Esse difatti, almeno in linea teorica, potrebbero essere chiamate in esercizio in forza di provvedimenti contingibili e urgenti, o essere autorizzate a condizioni di esercizio (limiti alla capacità termica) tali da sottrarsi all'obbligo di detenere un'Aia. Enel aveva manifestato la sua opposizione al decreto del novembre scorso, non perché contraria alla dismissione definitiva del carbone, ma per chiedere la condivisione di un percorso di riconversione della produzione che dovrebbe passare necessariamente, a loro avviso, attraverso uno stop alla capacità produttiva dell'impianto da parte del Mise.

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