Stop del Tar alla nuova discarica Ugento: "Avrebbe compromesso il paesaggio"

martedì 26 marzo 2019

Nessuna nuova discarica: è quanto stabilito dalla seconda sezione del Tar di Lecce. 

Nessuna nuova discarica nel Comune di Ugento. Lo ha stabilito la seconda sezione del TAR di Lecce respingendo il ricorso proposto dalla società Ugentocava Grandi Lavori. L'azienda, con sede ad Acquarica del Capo, intendeva realizzare un impianto di recupero e smaltimento di rifiuti speciali in località Casino Arto, con capacità annua di oltre 50.000 tonnellate, su un sito già compromesso dall’esercizio negli anni passati di una attività estrattiva che aveva creato un buco di oltre 40 metri di profondità, che la società aveva proposto di colmare conferendovi rifiuti.

Contro il progetto si era schierato il Comune di Ugento - e in particolare il sindaco Massimo Lecci difeso dall’avvocato Luigi Quinto – e la Provincia di Lecce difesa dall’avvocato Pietro Quinto.

I legali hanno evidenziato come il progetto avrebbe compromesso la salvaguardia ambientale e paesaggistica di un’area di particolare pregio, già gravata da fenomeni di inquinamento accertati dalla magistratura con riferimento alla vicina località Burgesi, ove è in corso un’opera congiunta di monitoraggio e bonifica del territorio da parte della Regione Puglia e del Comune di Ugento a seguito delle rivelazioni del pentito Gianluigi Rosafio, secondo cui in passato sarebbero stati smaltiti illecitamenti fusti di PCB nella vecchia discarica gestita dalla Monteco.

I giudici amministrativi, condividendo questa impostazione difensiva, hanno ritenuto ostativa alla realizzazione della nuova discarica la presenza di un fattore escludente secondo il piano regionale dei rifiuti rappresentato dalla presenza di una strada a valenza paesaggistica a posa distanza dal sito proposto per l’intervento.

Grande soddisfazione per la decisione del Tar è stata espressa dal sindaco Lecci: “Sin dal mio primo insediamento mi sono battuto per la tutela del paesaggio ugentino, che merita di essere liberato da tutti gli insediamenti che rappresentano una ferita del territorio. Le eccezionali bellezze naturali, insieme alla naturale vocazione turistica dell’intera area, meritano maggiore attenzione non solo da parte delle istituzioni locali, che certamente non manca, ma anche da quelle sovra comunali. Non è pensabile che dopo aver subito la presenza per oltre vent’anni di una discarica di rifiuti urbani, con tutto quello che ne è conseguito in termini di sacrifici ambientali, si debba anche solo ipotizzare la contemporanea presenza di una discarica di rifiuti speciali”.

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