Poli Bortone: "Mi candido a sindaco, basta con l'asse Perrone-Marti"

martedì 26 marzo 2019
Sono sei le liste a sostegno della corsa a Palazzo Carafa della senatrice. 

“Sono candidata a sindaco di Lecce”. Adriana Poli Bortone spazza via i dubbi e dà il via ufficiale alla campagna elettorale. Non senza togliersi prima dei sassolini dalle scarpe: “Mi sono un po' seccata del fatto che qualcuno, non avendo temi politici, sostiene che sosterrò Salvemini. Chi lo dice non ha capito nulla e soprattutto non vuole fare un'analisi seria su quella che è la situazione attuale del centrodestra a Lecce”. Questo era l'argomento sul tavolo delle trattative delle scorse settimane con la coalizione che sostiene Saverio Congedo, “e non gli assessorati”- aggiunge – noi non siamo in vendita”.

“La cittadinanza leccese ha bocciato quel centrodestra perché non era contenta delle consiliature targate Perrone ma non si è voluto leggere neanche i dati elettorali. Noi siamo andati con grande disponibilità e umiltà per trovare l'unità del centrodestra ma ci siamo trovati davanti ad una barriera: il candidato sindaco già designato. Entrare dalla porticina o per bontà di qualcuno non era nei nostri progetti- dice - se si fosse premessa la difficoltà del centrodestra negli ultimi anni, si sarebbe potuto portare avanti un dialogo, ma così non è stato”. La Poli poi ripercorre le vicende del 2016: dalla decisione di Fitto di far fare un passo indietro ai quattro candidati in pectore- tra cui il vicesindaco Gaetano Messuti – alla sconfitta di Mauro Giliberti sancita dal voto disgiunto.


“Nessuno si è posto il problema di capire il perché di quel risultato. Al ballottaggio i cittadini di destra e centrodestra ha detto no alla continuità con la giunta di Perrone. Poi alle elezioni politiche, senza alcuna proposta di primarie, abbiamo trovato due persone della stessa famiglia candidate e c'è stato un altro no. Dopo questi due risultati la vogliamo fare un'analisi politica? La risposta è no”.

Le strade non possono che essere divise: “Voglio fare il sindaco di questa città. Ho ingoiato diverse cose in nome dell'unità del centrodestra ma ora basta”.


“Abbiamo urgenza di mettere mano alle politiche commerciali e turistiche di questa città. Lecce non è soltanto chiese nel centro storico. Abbiamo il mare e siamo vicini a Grecia e Albania. Per San Cataldo avevamo lasciato il progetto del porto turistico per rilanciare”.


“Avremmo voluto andare insieme, in tutta sincerità. Ma mentre noi abbiamo dato testimonianza di ciò che abbiamo fatto nel 2012 e nel 2017 pur nelle difficoltà personali e politiche, dall'altra parte c'è l'affermazione di un gruppo di potere targato “Perrone-Marti” che potrebbe portare nuovamente alla vittoria del centrosinistra che nell'ultimo anno e mezzo si è dimostrata incapace di governare la città. Oggi la posizione politica di Delli Noci è molto chiara: sta con la sinistra e con Emiliano. Noi stiamo con la destra e col Centrodestra che non è andata a votare le primarie, e sono 20mila persone. Ma d'ora in poi non parleremo più di chiacchiere, diremo solo quello che vogliamo fare per Lecce che non è più fiorente come l'abbiamo lasciata nel 2007. Abbiamo tanti perché a cui dare le risposte: non significa dare colpe, ma affrontare le criticità. Movimento popolare“Io sarò solo una vecchia traghettatrice per creare quella nuova classe dirigente che qualcun altro non è stato capace di creare”.

Le liste che la accompagneranno nella corsa a Palazzo Carafa sono sei: Movimento Popolare Leccese, Azzurro Popolare, Msi-Fiamma Tricolore, Movimento Regione Salento, Giovane Lecce e la lista del sindaco.

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