Rinasce l'Abbazia di Cerrate

mercoledì 28 dicembre 2011
La Provincia di Lecce, proprietaria della struttura, ha presentato il progetto di riqualificazione insieme al Fondo Ambiente Italiano 
 
C’era anche la presidente nazionale del Fondo Ambiente Italiano, Ilaria Borletti Buitoni, lunedì scorso a palazzo Adorno nella giornata-evento che ha sancito la rinascita dell’Abbazia di Cerrate. La struttura, di proprietà della Provincia di Lecce, ritornerà al suo antico splendore dopo decenni di degrado ed incuria. Un progetto ambizioso quanto improcrastinabile, voluto dalla Giunta di Antonio Gabellone per operare un radicale intervento di riqualificazione funzionale per il ripristino artistico, culturale ed architettonico di una struttura tra le più importanti e caratteristiche del territorio salentino. Insieme a Gabellone e Borletti Buitoni, hanno presenziato alla manifestazione la vice presidente della Provincia ed assessore alla Cultura, Simona Manca, e l’assessore al Patrimonio, Pasquale Gaetani. 
L’Amministrazione provinciale di Palazzo dei Celestini ha avviato l’iter della riqualificazione dell’intera area nello scorso mese di agosto, con la pubblicazione di un bando pubblico la cui procedura è stata ultimata appena un mese fa con l’affidamento del programma di recupero al Fondo Ambiente Italiano. Il Fai ha presentato un progetto “di notevole spessore”, come ha sottolineato lo stesso presidente della Provincia, sia dal punto di vista degli interventi di restauro sia dal punto di vista del programma di gestione. Una massima garanzia per l’amministrazione provinciale sia per la qualità progettuale che per la valorizzazione e fruizione finale della struttura una volta terminati i lavori.
“Già in passato -ha sottolineato il presidente Gabellone- la Provincia di  Lecce aveva tentato di avviare le procedure per valorizzare l’importante complesso architettonico, abbandonato al degrado da tanti anni e finalmente pronto a risplendere con il nostro intervento, tempestivo e qualificato. Nel 2006 ci aveva provato con una gara di “Project Financing” sulla base di un progetto definitivo dei lavori di restauro per un milione e mezzo di Euro, ma la procedura andò deserta. Successivamente -continua Gabellone- l’amministrazione Pellegrino aveva deciso di ritornare ad occuparsi del bene a fine 2008, ma la pratica si è arenata a causa della mancata copertura finanziaria e della scadenza del mandato”.
Ora il nuovo tentativo sembra aver dato i frutti sperati. “La Giunta provinciale -conclude il numero uno di Palazzo dei Celestini- ha programmato nell’ambito di un più ampio programma di valorizzazione del suo patrimonio di affidare in concessione di servizi la gestione dell’Abbazia di Cerrate. Un gioiello che presto potrà essere goduto dall’intera collettività salentina e dai tanti turisti che scelgono  la nostra provincia per trascorre le loro vacanze e per il tempo libero”.
“Cerrate è un bene importante non solo per il territorio salentino, ma anche e soprattutto per l’intera Puglia -ha confermato l’assessore al Patrimonio, Pasquale Gaetani-. Grazie alla collaborazione del Fai, all’interno dell’Abbazia si potrà dare vita ad una serie di importanti eventi e manifestazioni in modo da recuperare in tutto un tesoro che, purtroppo, è stato abbandonato a sé stesso per troppo tempo”.
 
 
Nel programma della Giunta Gabellone c’è anche il recupero di Masseria Torcito, Convitto Palmieri e Villa Mellone 
 
Nel programma di intervento stilato dalla Provincia per il recupero funzionale dei “tesori di famiglia” non figura soltanto l’Abbazia di Cerrate. Tra le proprietà di Palazzo dei Celestini che arricchiscono il patrimonio storico-culturale dell’ente territoriale figura anche Torcito (nella foto), i cui lavori di riqualificazione e gestione sono già stati affidati per 18 anni con una spesa di  poco inferiore ai 5 milioni di euro; il Convitto Palmieri, per restaurare il quale sono stati stanziati 2 milioni e 800mila euro, e Villa Mellone, da restaurare con 500mila euro.
La Masseria di Torcito sorge a pochi chilometri dal mare, sul territorio del Comune di  Cannole. Inizialmente costruita per rappresentare una torre di guardia, essendo un buon punto di avvistamento per gli attacchi che provenivano via mare dall’Adriatico, Torcito per questo da semplice abitazione di “massari” via via è diventata una masseria fortificata, Caratteristica l’annessa chiesetta di gusto settecentesco dedicata a San Vito che, come la masseria sorge nel cuore di un parco naturale che si estende per circa 203 ettari immersi nel verde.
L’ex Convitto Palmieri, dopo il restauro, è destinato invece a diventare un polo polifunzionale aperto alla cultura. Interessati nel progetto il recupero dell’ex Istituto “Scarambone”, della biblioteca “Bernardini”, del teatrino, della Chiesa di San Francesco della Scarpa e dei giardini, riqualificati come nuova piazza verde nel cuore di Lecce.
Quanto alla rivalorizzazione di Villa Mellone, casina ubicato a Lecce sulla via per San Pietro in Lama, la Provincia con i 500mila euro stanziati intende recuperare i dipinti murari del primo piano (alcuni dei quali rimasti nascosti a cause delle successive tinteggiature delle pareti intervenute nel corso degli anni) e procedere alla manutenzione delle pavimentazioni solari dei due piani. Un intervento necessario in modo da garantire l’impermeabilizzazione dei locali sottostanti. Villa Mellone è una delle testimonianze più significative del processo di riqualificazione del paesaggio agrario salentino, frutto di una radicale trasformazione, avvenuta nel 1762, di un precedente complesso masserizio. Di impianto rettangolare, si sviluppa su due piani composto da sette stanze superiori con galleria e otto inferiori. E presenta una monumentale facciata a doppio ordine.
 
Daniele Greco 

(fonte: Belpaese
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