Mal di gola e placche: attenti allo streptococco

venerdì 22 marzo 2019

È un batterio di forma sferica che può provocare tutta una serie di malattie anche mortali. Lo streptococco nei bambini può mettere a rischio cuore e reni, se non curato adeguatamente: tra le conseguenze in tarda età malattie reumatiche. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Patrizia Di Tonno.

Chi ha dei figli potrebbe aver avuto già “incontri ravvicinati” e problemi con lo streptococco, batterio di forma sferica che si raggruppa in coppie o catenelle. Chiariamo subito un equivoco in cui possono cadere i profani: ci sono vari tipi di streptococchi, alcuni dei quali non causano malattie. Comunque, questi batteri possono essere la causa di tutta una serie di guai: faringotonsilliti, otiti, meningiti, polmoniti, sepsi ed endocarditi. Anche la scarlattina, malattie reumatiche e un tipo di glomeulonefrite (infiammazioni del rene) sono causate dallo streptococco. In particolare, lo streptococco beta- emolitico di gruppo A può causare faringotonsillite e malattie del cuore e reumatiche.

È per tutte le problematiche che può generare questo batterio che bisogna tenere alta la guardia quando i bambini in età scolastica (da 3 a 10 anni) hanno faringiti e febbri continue e sospette. È necessaria una diagnosi tempestiva: il tampone fatto dal pediatra può risolvere ogni dubbio. Spesso il mal di gola, la tosse persistente e la febbre in un bambino sono i sintomi di una banale influenza, ma qualche volta si tratta di streptococco: dunque, meglio togliersi il dubbio subito dopo la prima settimana in cui continuano a insistere questi sintomi. Ma anche gli adulti corrono grossi rischi. A dicembre del 2015, nell’ospedale Fazzi di Lecce, è deceduta una giovane paziente per una grave infezione causata da “streptococco pneumoniae”. Nei bambini, negli anziani e tra gli immunodepressi questo germe può fare molti più danni, perché il sistema immunitario non risponde adeguatamente all’attacco. Questo batterio può scatenare la meningite pneumococcica: l’arma di prevenzione consistente nel vaccino antipneumoccico. Lo streptococco produce diversi tipi di tossine, bisogna individuarlo e saper giocare d’anticipo.

MAL DI GOLA DOVUTO ALLO STREPTOCOCCO

Il mal di gola può avere un’origine virale e non aver necessità di alcun tipo di trattamento: può essere un sintomo tipico dei raffreddori stagionali. Quando, invece, ci sono le placche (materiale biancastro e infiammazioni delle tonsille), lo streptococco ha sicuramente colpito: inutile l’antibiotico fai da te, perché in questo casi la malattia si vince solo col farmaco specifico. Ma prima è necessario il tampone orifaringeo per capire bene qual è la situazione. Le faringotonsilliti da Streptococco beta emolitico di gruppo A sono praticamente le uniche faringotonsilliti che richiedono un trattamento antibiotico specifico, che previene il rischio di complicanze e malattie reumatiche. L'antibiotico di scelta è sempre l'amoxicillina. “L'80% degli streptococchi è resistente agli antibiotici appartenenti alla classe dei macrolidi (tipo la claritromicina o l'azitromicina) che quindi vanno evitati. Nei portatori sani il trattamento è inutile”, secondo gli esperti del Bambino Gesù.

INFEZIONI DA STREPTOCOCCO CHE CAUSANO DISORDINI NEUROPSICHIATRICI AUTOIMMUNI

“L'infezione da streptococco provocherebbe la formazione di anticorpi contro il batterio, che agiscono anche verso alcuni tessuti cerebrali - spiegano gli esperti del Bambino Gesù - Si tratta di un meccanismo simile a quello di un'altra manifestazione neurologica dello streptococco: la corea di Sydenham. Anche se il meccanismo ipotizzato sarebbe simile, le manifestazioni cliniche delle PANDAS sono diverse da quelle della corea di Sydenham: i movimenti delle mani e dei piedi sono fini (come se il bambino suonasse il pianoforte) e spesso compromettono alcune capacità motorie come la scrittura, si associano talvolta a disturbi ansiosi o dell'alimentazione, e l'esordio è improvviso”.

INTERVISTA ALLA PEDIATRA PATRIZIA DI TONNO

Dottoressa, nei bambini troppo piccoli contrarre lo streptococco significa quasi sempre andare incontro alla quarta malattia o a problemi più seri?

“La faringite streptococcica ha un’incidenza dal 15 al 50 per cento di tutte le faringiti. Esantema scarlattiniforme non si manifesta sempre, ma solo dopo un’infezione protratta e magari non riconosciuta”.

La cura e sempre unica cioè attraverso l’antibiotico, con la penicillina, per 7 giorni?

“Lo streptococco non è un germe resistente: il trattamento va fatto come prima scelta con amoxicillina, ma anche altre terapie possono essere necessarie, se esiste un’allergia a quel principio. Per eradicare il problema la durata della terapia dev’essere di 8-10 giorni”.

Come si previene lo streptococco, visto che si può contrarre più di una volta?

“Il tampone faringeo è formalmente d’obbligo in tutti i casi all’esordio, possibilmente con test rapido. Poi bisogna fare un nuovo tampone al termine della terapia, se è stata adeguatamente condotta, per verificare la morte del germe, che non è resistente agli antibiotici”.

Come si diagnostica lo streptococco e che complicanze può dare nel caso di diagnosi tardiva? E vero che reni e cuore sono a rischio con una malattia di questo tipo?

“La terapia per la tonsillite da streptococco può essere rimandata fino a 9 giorni dopo l’esordio. Il rischio di malattie reumatiche è basso ed è di un caso su 3mila. Il buon senso suggerisce di non ritardare la terapia per ridurre i tempi”.

Gli adulti possono ammalarsi, se hanno uno stretto contatto con i bambini infettati?

“Anche gli adulti vanno trattati in caso di faringodinia e tampone positivo soprattutto se conviventi col bambino ammalato perché lo possono ricontagiare al termine del trattamento. Ci sono soggetti suscettibili più di altri di contraggono lo streptococco: in questi casi bisogna pulire benissimo l’ambiente e cambiare lo spazzolino”.

Gaetano Gorgoni 

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