Truffa milionaria all'Inps sui contributi: arrestati due salentini, 90 indagati

venerdì 22 marzo 2019
Le indagini sono state coordinate dalla Procura di Nocera Inferiore. I salentini sono presidenti nazionali di Federaziende ed E.BI.N.

Una truffa milionaria all'Inps e all'agenzia delle Entrate è stata scoperta dai carabinieri di Nocera Inferiore che alle prime luci dell'alba di oggi hanno arrestato cinque persone. Lsd misure cautelari emesse dal gip della Procura campana hanno raggiunto anche due salentini: Eleno Mazzotta di Carmiano, presidente nazionale di Federaziende e Gennaro Capoccia, presidente nazionale ell'Ente Bilaterale E.BI.N. Collegato a Federaziende. Gli altri arrestati sono M.P., di Casoria, Agente della Polizia Penitenziaria, gestore di fatto di Federaziende regionale Campania; S.G., di Sant’Egidio del Monte Albino, consulente del lavoro e responsabile di zona di Federaziende – Pagani; M.A., di Moiano (BN), consulente del lavoro e responsabile di zona di Federaziende – Moiano (BN).

Un sesto indagato è al momento irreperibile anche se attivamente ricercato. Gli indagati sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate ai danni dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate.

L’ attività investigativa è stata avviata nel corso del 2018 e ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale composto da consulenti del lavoro, imprenditori e faccendieri che, attraverso compensazioni fittizie derivanti da importi conguagliati relativi ad arretrati per assegni al nucleo familiare, malattia, maternità e bonus Irpef 80 euro (Bonus Renzi), riuscivano ad ottenere indebite erogazioni previdenziali da parte dell’INPS e crediti di imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate per un totale di oltre 2 milioni di euro.

Le indagini sono partite dagli studi di consulenza del lavoro di S.G. e M.A., in quanto, erano quelli che presentavano più anomalie in relazione al pagamento di arretrati.
Gli accertamenti effettuati a carico dei consulenti del lavoro facevano emergere che gli stessi erano anche responsabili zonali di Federazione Pagani e Moiano e nella loro qualità facevano aderire le ditte da essi gestite a Federaziende e all’Ente Bilaterale E.Bi.N. guidati dai due salentini.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i consulenti ed i legali rappresentanti di 84 ditte anch’essi indagati, hanno dichiarato di aver anticipato fittiziamente a favore dei propri dipendenti oltre 2 milioni e 100mila euro per assegni al nucleo familiare, malattia, maternità bonus Irpef 80 euro al fine di creare un credito inesistente nei confronti dell’erario.

La somma indebitamente percepita è stata utilizzata, per 683mila euro circa per il pagamento dei contributi ai lavoratori e per estinguere altri debiti tributari e per oltre un milione e 424mila euro è stata devoluta a favore di Federaziende e all’ente bilaterale E.Bi.N. Gli indagati avevano individuato una falla all’interno del sistema di controllo dell’Inps e del SISPI (Società Italiana di Servizi per la Previdenza Integrativa) partecipata INPS.

L’adesione a Federaziende ed E.Bi.N. comportava per le società aderenti la possibilità di ottenere per i lavoratori subordinati corsi di aggiornamento e formazione relativi alla sicurezza sul lavoro ma le indagini hanno consentito di accertare che le somme devolute per tali finalità non sono mai state destinate a questo scopo. Il sequestro preventivo e per equivalente ha riguardato 90 indagati ed ha consentito di apprendere somme di denaro quote di società e beni immobili corrispondenti al all’importo indebitamente percepito.

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