Baglivo e l'ambiente: "Voglio una città che produca energia rinnovabile e reddito per i cittadini"

mercoledì 20 marzo 2019

Il candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle a Lecce rilancia il proprio programma per le politiche energetiche.

“Le nuove generazioni ce lo chiedono a gran voce: fermare il global warming. Ma non li stiamo ascoltando. L’ hanno chiesto venerdì scorso, con una bella manifestazione, e in tante altre sedi. Ma ancora si continuano a leggere commenti improponibili, superficiali e riduttivi della manifestazione di chi ancora non comprende il grido d'allarme. Questo grido viene dai nostri figli. Lecce deve iniziare a ridurre l'energia proveniente da combustibili fossili e può farlo solo se iniziamo una seria programmazione di riconversione”. Lo afferma Arturo Baglivo, candidato sindaco del M5s al Comune di Lecce. Baglivo ritorna su uno dei temi della sua campagna elettorale: l’ambiente.

E rilancia: “Luci a led a basso consumo; tetti fotovoltaici su tutti gli stabili comunali; pannelli solari per il termico; minieolico: dobbiamo immaginare una città che non solo non inquina ma produce energia rinnovabile e reddito per i suoi cittadini. I benefici, infatti, saranno per tutti – continua Baglivo - con riduzione della pressione fiscale cittadina perché avremmo ridotto le spese per la bolletta energetica inizialmente, e successivamente avremo un guadagno dall'energia”.

“Dobbiamo pensare – insiste - a una città dove circolano mezzi pubblici elettrici, dove ci siano auto ibride ed elettriche, dove ci siano colonnine per ricaricarle rapidamente, dove non respiriamo lo smog dei diesel in coda al semaforo, dove possiamo circolare in bicicletta senza correre pericoli e abbattendo l’emissione di Co2, dove le case popolari dell'Arca sud si riscaldino con l'energia elettrica prodotta sui loro tetti, dove i piazzali comunali siano ombreggiati con i pannelli fotovoltaici, riparando all'ombra le auto e producendo ricchezza pulita. Questo è il percorso che vogliamo intraprendere”.

“Sogno – conclude - una città che, tra 4-5 anni, sia in grado di raggiungere questo obiettivo. Noi abbiamo le mani libere: non ci importano le poltrone e il consenso immediato, quel consenso miope che sta portando il pianeta alla distruzione. Come direbbe Greta Thunberg: svegliamoci e cambiamo”

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