Giornata nazionale del fiocchetto lilla contro i disturbi alimentari: 10 morti al giorno, 3 milioni di italiani colpiti

venerdì 15 marzo 2019

I disturbi dell’alimentazione sono devastanti perché colpiscono pesantemente il corpo, ma anche la salute psichica del paziente. Il Ministero della Salute, oggi, ha organizzato un importante incontro. Esiste ancora una disomogeneità delle cure sul territorio italiano e non sempre gli operatori degli ospedali sono preparati ad accogliere questo tipo di pazienti.

All’anoressia, alla bulimia e agli altri disturbi dell’alimentazione è dedicata la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla. Oggi è una giornata importante per tutte quelle famiglie che soffrono a causa dei disturbi dell’alimentazione che affliggono un proprio familiare. Il fiocchetto lilla è un simbolo di una campagna nata alcuni anni fa per prevenire e curare tutto ciò che attiene i disturbi del comportamento alimentare. L’iniziativa è giunta all’ottava edizione e punta a educare e informare fin dalla più tenera età. 

Il Ministero della Salute organizza in occasione della Giornata un workshop per un confronto tra associazioni dei familiari, esperti del settore e istituzioni, che si è svolto dalle ore 10 alle 13.30, a Roma, presso l’Auditorium Cosimo Piccinno. Ha aperto i lavori il ministro della Salute Giulia Grillo. Il workshop è organizzato nell’ambito della Settimana dell'amministrazione aperta 2019, terza edizione nazionale (11- 17 marzo). Si lavora a una guida per le famiglie e a un registro per monitorare questa vera e propria “epidemia sociale”: si verificano 10 morti al giorno per malattie esplose a causa di disturbi dell’alimentazione. I disturbi dell’alimentazione sono problemi molto seri che riguardano 3 milioni di italiani. «Anoressia e bulimia sono la prima causa di morte tra i 10 e i 12 anni – ha spiegato un’esperta intervenuta durante il workshop – Il disturbo dell’alimentazione è la punta dell’iceberg di un malessere più profondo».

Il professor Ettore Corradi ha fatto una panoramica delle criticità: «Bisogna educare gli operatori del pronto soccorso. È necessaria la formazione del personale. Anche una parola sbagliata con questo tipo di pazienti può complicare le cose». La professoressa Donatella Ballardini ha spiegato che il trattamento ottimale è sempre multidisciplinare e dev’essere fatto da professionisti con un’esperienza sul campo: «Il problema è fisico, ma anche a livello cerebrale: le malattie possono essere a carico di tantissimi organi del nostro corpo. La monoterapia non funziona. Non serve utilizzare solo lo psicofarmaco. La psicoterapia è fondamentale. È importantissimo il sostegno alla famiglia e il caregiver. Psichiatra, psicoretapeuta e tutta una serie di altre figure mediche devono lavorare insieme. Ci sono persone con disturbi dell’alimentazione che si rivolgono ai Centri preposti troppo tardi, quando sono esplosi già problemi molto seri nell’organismo. Esiste un progressivo deterioramento psicofisico e neurosociale. Bisogna costruire percorsi personalizzati in un progetto globale con obiettivi condivisi. Bisogna saper gestire contemporaneamente le patologie del corpo e le problematiche psichiatriche. Infermieri, educatori, tecnici della riabilitazione lavorano insieme alle varie figure mediche. Oggi si studiano nuovi laboratori intensivi per evitare i ricoveri. Bisogna avere una cartella condivisa dal team, che coinvolge la famiglia nel progetto terapeutico, e dei ruoli chiari». Le reti dei disturbi dell'alimentazione non sono omogenee in tutta Italia, spesso non è facile trovare strutture dedicate per i ricoveri notturni e qualche volta manca la connessione, la preparazione e il dialogo tra gli operatori e i centri che insistono sul territorio. 

PROTOCOLLO D’INTESA TRA MINISTERO DELLA SALUTE E MIUR PER IL CONTRASTO ALLA MALNUTRIZIONE

Esiste un protocollo d’intesa per il contrasto alla malnutrizione e ai disturbi dell’alimentazione siglato dai ministeri che si occupano di salute e di pubblica istruzione: una vera e propria alleanza tra scuola e sanità. C’è l’intento di inserire nel curriculum formativo degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado la “Promozione della Salute”. Non come una nuova materia, ma come proposta continuativa e integrata che informi e sensibilizzi i giovani anche sulla questione dei disturbi dell’alimentazione, perché parlarne, informare e spiegare a quali strutture rivolgersi può salvare tanti adolescenti. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale: per fare prevenzione ci vuole una buona programmazione e l’impegno della scuola. Promozione dei corretti stili di vita, contrasto ai principali fattori di rischio delle malattie croniche non trasmissibili (scorretta alimentazione, inattività fisica, tabagismo, uso dannoso di alcol e tanto altro), contrasto alla malnutrizione, promozione della salute orale e prevenzione di tutta una serie di malattie e dipendenze.

L’INIZIATIVA LECCESE “PENSA DIFFERENTE”

In occasione della VIII Giornata nazionale del fiocchetto lilla di sensibilizzazione sui disturbi dell’alimentazione, sancita il 19 giugno 2018 dalla Presidenza del Consiglio, l’Asl leccese è presente nel panorama nazionale con l’evento di Poetry On Air “Trovare parole”:  una campagna di sensibilizzazione che utilizza la poesia e la copy art prodotta all’interno dei Laboratori espressivi del Centro per la Cura e la Ricerca sui DIsturbi del Comportamento Alimentare.  

Oggi su questa pagina Facebook, “Trovare parole” usa la poesia, tra arte e gioco, per togliere l’assedio del disagio e moltiplicare valori e messaggi in interpretazioni che svelano il sentire. 

Le differenti possibilità espressive e creative della identità/corporeità di ognuno, laddove questa non risponde a meri canoni estetici standardizzanti ma è intesa come parte comunicativa della personalità tutta, offrono una nuova “lingua” all'incontro, una lingua che costruisce nuovi strumenti per dire, donarsi, esserci: poesia di trincea che inventa strategie per scomodare i luoghi comuni e ritrovare senso. 

L’evento, promosso per la prima volta in Italia nel 2012 in memoria di Giulia, si pone quale obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni su patologie gravi che interessano il sé corporeo in continuo aumento nella popolazione giovanile. Il 19 giugno del 2018, la Giornata del Fiocchetto Lilla è stata finalmente sancita dalla Presidenza del Consiglio e il 15 marzo è riconosciuto istituzionalmente come Giornata Nazionale contro i disturbi dell’alimentazione.

Il Centro leccese per la Cura e la Ricerca sui Disturbi del Comportamento Alimentare, guidato dalla dottoressa Caterina Renna, è stato attivato nel 1998 all’interno del DSM, è stato il primo Centro pubblico territoriale italiano a offrire una risposta in termini di prevenzione, diagnosi e cura integrata e multidisciplinare dei disturbi dell’alimentazione ed è oggi punto di riferimento per tantissimi pazienti del territorio pugliese e di altre regioni. La mission del Centro è quella di erogare attività diagnostica, terapeutica e riabilitativa, di ricerca clinica, eziopatogenetica e dei trattamenti appropriati ed efficaci, attività di formazione e informazione, attività di prevenzione e sensibilizzazione. 

TOVARE PAROLE

Devi esser tu 
il tuo primo amore 
per far sì che 
tutte le tue aspirazioni 
siano realizzate
nel fare nuovo 
il Mondo che ti accoglie!

Questo è un estratto della campagna di sensibilizzazione prodotta all’interno dei Laboratori espressivi del Centro per la Cura e la Ricerca sui Disturbi del Comportamento Alimentare, per l'VIII Giornata nazionale del #fiocchettolilla. 


Qui la locandina dell'evento

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