Spiaggia di Porto Badisco, confermato il diritto all'uso pubblico

mercoledì 13 marzo 2019

La Corte d’Appello ha confermato il diritto di uso pubblico sulla spiaggia e sull’insenatura di Porto Badisco.

Spiaggia di Porto Badisco, confermato il diritto all’uso pubblico: a stabilirlo con sentenza odierna, la Corte d’Appello di Lecce (presidente Romano, estensore Brocca, consigliere Marra) ha rigettato l’appello proposto dalla società formale intestataria delle aree coincidenti con la spiaggia e la scogliera nell’insenatura della marina di Otranto, confermando le ragioni dei Comuni di Otranto, Minervino, Giurdignano ed Uggiano la Chiesa, i quali, nel primo grado di giudizio, avevano chiesto ed ottenuto pronuncia di maturata usucapione dell’uso pubblico delle aree attorno alla baia in virtù di possesso pacifico e continuo della collettività da tempo immemorabile.

La situazione che si era creata nella baia appariva paradossale: col passare degli anni, infatti, il moto ondoso aveva eroso buona parte dell’arenile sin oltre l’originario limite demaniale; e questo non era stato mai più rettificato dalla competente autorità marittima. Per cui la porzione di arenile residuo, di fatto coincidente con tutta la spiaggia rimasta disponibile, ricadeva e ricade catastalmente in area formalmente di proprietà privata di una società del luogo, che, negli anni più recenti, aveva periodicamente assunto iniziative pseudo-commerciali, subito lette dalla collettività come tentativi di parziale e progressiva privatizzazione dell’insenatura.

Tali iniziative e la preoccupata reazione dei frequentatori abituali di Porto Badisco avevano indotto i Comuni, attraverso l’avvocato Mauro Finocchito, di promuovere giudizio dinanzi al competente Tribunale di Lecce, affinché fosse riconosciuto l’uso pubblico ab immemorabile sull’intera baia. Ai Comuni si erano aggiunti, poi, la Pro Loco di Uggiano, quella di Porto Badisco e Legambiente.

L’iniziativa giudiziaria si era conclusa vittoriosamente. E tuttavia la società non si era arresa e, nel 2015, aveva impugnato la sentenza dinanzi alla Corte d’Appello di Lecce, per un verso, sostenendo che i Comuni e gli enti costituiti in giudizio non fossero legittimati a rappresentare la collettività diffusa che aveva usato pubblicamente la spiaggia e l’insenatura; per altro verso, negando che fosse stata data adeguata prova del possesso da parte della collettività; e, infine obiettando che il consulente d’ufficio nominato dal Tribunale non avesse adeguatamente individuato i confini delle aree e della scogliera soggette a pubblico uso e che ciò ne impedisse la corretta trascrizione nei registri immobiliari dell’uso pubblico.

La Corte d’Appello, però, ha confermato la pronuncia del Tribunale su tali punti. Sul primo di essi si legge, nella sentenza appena pubblicata, che tutti i Comuni e Enti attori “agivano per far valere il diritto alla fruizione pubblica dell’area da parte del gruppo di cittadini da essi rappresentati, ma non come somma dei singoli interessi particolari dei vari utenti, ma ‘uti cives’, cioè come titolari di interessi generali”; quanto ai presupposti per l’usucapione dell’uso pubblico si legge che “tutti i testimoni hanno dimostrato che da tempo immemorabile, e comunque da molto più di venti anni, la spiaggia di Porto Badisco è stata nel pieno e libero utilizzo della collettività, anche come luogo di ritrovo serale […] e, nel periodo invernale, da parte dei pescatori che hanno sempre tirato a secco le proprie barche al fine della loro protezione dai marosi”; quanto, infine, alla eccepita omessa prova dei limiti precisi dell’area usucapita si legge che è chiaro “il percorso, individuabile facilmente anche tramite foto aeree, maggiormente utilizzato dai pescatori per raggiungere le postazioni più comode sulla scogliera in prossimità del mare […], mentre sulla spiaggia esso si estende a ritroso fino al ponte della litoranea”.  

L’avvocato Finocchito, che in appello ha assistito vittoriosamente i Comuni di Otranto e di Minervino di Lecce (in appello il Comune di Uggiano è stato assistito dall’avvocato Daniela Felline, Legambiente dall’avvocato Anna Grazia Maraschio e la Pro Loco di Porto Badisco dagli avvocati Cesare Lia e Maria Bruno), esprime soddisfazione per il risultato giuridico ottenuto. Tiene a segnalare, tuttavia, come sia stato possibile raggiungere il positivo risultato grazie all’attenzione ed alla lungimiranza dei sindaci dell’epoca e alla pervicacia dei loro successori nel coltivare ed assecondare le originarie iniziative i quali si sono fatti portatori delle fortissime istanze territoriali in tal senso. 

L’unico motivo di appello della società oggetto di accoglimento riguarda un profilo processuale privo di qualsiasi rilievo sulla vicenda sostanziale, quest’ultima confermata in toto dalla Corte d’Appello. 

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