Ictus giovanile in aumento: fattori di rischio e prevenzione

martedì 12 marzo 2019

La morte di Luke Perry a soli 52 anni, famoso protagonista nella serie televisiva Beverly Hills 90210, ha posto all’attenzione il problema dell’ictus giovanile. Una patologia che riguarda soprattutto i soggetti anziani sta colpendo troppo spesso persone sotto i 60 anni: in Italia si stima che circa 12 mila soggetti sotto i 55 anni siano colpiti da ictus ogni anno.  

La malattia cerebrovascolare interessa la fascia di popolazione anziana, ma sempre più casi di giovani colpiti da questa patologia si stanno affastellando negli ospedali italiani. Le statistiche parlavano di cento casi d’ictus giovanile ogni un milione di abitanti, ma i numeri tendono a salire negli ultimi tempi. L’ictus cerebrale consiste nella chiusura o rottura di un vaso cerebrale, che provoca un danno alle cellule cerebrali dovuto alla mancanza di ossigeno e nutrimenti portati dal sangue (ischemia) o dalla compressione dovuta al sangue uscito dal vaso (emorragia cerebrale). L’ictus, in altre parole, è dovuto a due cause principali: l’ischemia cerebrale, in cui una delle arterie che porta il sangue al cervello si restringe causando l’interruzione di sangue in una parte del cervello, oppure un coagulo di sangue all’interno del cuore prende la via delle arterie e andrà a chiudere l’arteria che porta il sangue al cervello. Quest’ultimo, non riceve più sangue e smette di funzionare causando la paralisi de corpo o altri problemi. Questa patologia si scatena improvvisamente, senza dolore: solo nel caso di emorragia si fa sentire il mal di testa. L’ictus è uno dei casi di morte più frequenti, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. L’incidenza dell’ictus giovanile è analoga a quella della sclerosi multipla in ambito neurologico. 

Quando l’ictus colpisce un giovane, sono necessarie competenze specifiche e una diagnostica molto accurata. I fattori di rischio sono depressione, ansia, uno stile di vita sedentario, ma anche il fumo, il diabete e altre malattie. Tra le cause dell’ictus giovanile ci sono la dissecazione delle arterie cervico-encefaliche (dovuta anche a microtraumatismi o incidenti), le cardiopatie emboligene e anche il “forame ovale pervio”, una specie di pericoloso “buco” al cuore che interessa il 30 per cento della popolazione adulta (il caso più famoso è stato quello del calciatore barese Antonio Cassano, operato nel 2011). Naturalmente, non è sempre necessario chiudere questo “foro”: bisogna valutare caso per caso. Ma ci sono anche cause più rare di ictus giovanile. Esistono tutta una serie di malattie rare, persino dermatologiche capaci di scatenare l’ictus in età giovanile: tra queste bisogna ricordare le patologie metaboliche, la malattia di Fabry (rara patologia genetica ereditaria, oggi potenzialmente curabile) e la CADASIL, una rara malattia delle arteriole cerebrali di origine genetica, che comporta un decadimento cognitivo. Dunque, sono necessarie delle competenze specifiche e multidisciplinari per prevenire l’ictus giovanile.

I CAMPANELLI D’ALLARME

L’ictus cerebrale è una delle principali cause di disabilità. Ogni anno vengono colpite migliaia di persone. I sintomi si sviluppano rapidamente, ma possono passare ore o giorni per capire che qualcosa non va. I campanelli d’allarme sono diversi: l’alta pressione sanguigna (ipertensione), che danneggia i nervi del cervello e indebolisce i vasi sanguigni, un coagulo nel sangue, che spostandosi nel cervello può scatenare un attacco ischemico transitorio (una sorta di avvertimento che impone di tenere sotto controllo la pressione sanguigna). Tra i campanelli d’allarme ci sono anche i problemi alla vista: doppia visione, vista offuscata e perdita della vista: è necessario rivolgersi subito a un medico quando ci si accorge di questi sintomi. Anche l’intorpidimento del corpo, la debolezza del viso, di un braccio o di una gamba sono altri importanti campanelli d’allarme. Vertigini, giramenti di testa, stato confusionale o l’affaticamento senza motivo sono altri campanelli d’allarme di un ictus. Tra i segnali ci sono anche l’emicrania improvvisa e forti mal di testa: il flusso di sangue può essere bloccato dallo squarcio di un vaso che si trasforma in un insopportabile dolore. La rigidità nel collo e il dolore alla spalla non devono essere sottovalutati, perché anche questi possono essere i segni premonitori dell’ictus (soprattutto quando diventa difficile toccarsi il petto con il mento). 

COME SI PREVIENE L’ICTUS GIOVANILE

«Prevenire l’ictus giovanile significa identificare principalmente i fattori di rischio – spiega il professor Paolo Cerrato, esperto neurologo – come l’abuso di droghe. Attraverso la diagnostica precoce di alcune cardiopatie emboligene si può prevenire questa patologia. Occorre una diagnosi precoce dell’ipertensione arteriosa, bisogna invogliare i giovani pazienti ad astenersi dall’abuso di tabacco. È necessario tenere sotto controllo due grossi fattori di rischio che sono il diabete e l’alterazione del colesterolo. Tutto questo nell’ottica della prevenzione primaria, ma nell’ottica della prevenzione secondaria sono necessari i farmaci antitrombotici (aspirina oppure farmaci anticoagulanti)». Ogni anno si verificano 200 mila nuovi casi di ictus: è importante cambiare lo stile di vita scorretto.  

Gaetano Gorgoni

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