Vaccini, da oggi a scuola solo con il certificato: aumentano le coperture

lunedì 11 marzo 2019

Da oggi non si transige più: negli asili si entra solo dopo aver esibito la certificazione vaccinale. Intanto, il Ministero della Salute registra un aumento delle coperture vaccinali nel 2018: le nuove leggi funzionano. 

Senza il vaccino non si entra in classe: è quello che prevede la legge Lorenzin del 2017, che i dirigenti scolastici sono determinati a rispettare. Da oggi non si transige più: la certificazione vaccinale diventa un requisito indispensabile per poter stare in classe con gli altri bambini. È una legge dura, ma necessaria visto che la propaganda “No vax” ha creato più di qualche problema. Il morbillo sta diventando sempre più diffuso e ci sono tante malattie che potrebbero essere sconfitte con i vaccini, ma che tornano a mietere vittime.

La legge, che prende il nome dall’ex intransigente ministro della Salute, prevede l'obbligo della vaccinazione per le iscrizioni all'asilo nido e alla scuola materna e, con modalità diverse, riguarda anche le scuole elementari, scuole medie e i primi due anni delle superiori, fino ai 16 anni.

Quindi, i bambini da zero a sei anni non in regola con le vaccinazioni non possono accedere agli asili nido e alle scuole dell'infanzia; bambini e ragazzi nella fascia d'età da 6 a 16 anni potranno entrare a scuola. In entrambi i casi, se i genitori rifiuteranno ripetutamente di far vaccinare i figli, nonostante solleciti e incontri con i responsabili Asl, saranno sanzionati (sanzioni pecuniarie). Intanto il governo sta studiando il cosiddetto 'obbligo flessibile', cioè una legge che punti sulla vaccinazione obbligatoria solo ‘in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell'immunità di gruppo’, ossia della protezione indiretta che si ha quando la vaccinazione di una parte significativa di una popolazione tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l'immunità. Oggi, però, resta in campo la legge Lorenzin, che i dirigenti scolastici sono obbligati a rispettare: negli asili, i bambini sprovvisti di certificato non potranno entrare. Nelle altre scuole, invece, in questi casi è prevista solo una sanzione pecuniaria, e gli alunni potranno entrare lo stesso. Il problema resta nella scuola primaria dove il non vaccinato che entra in contatto col bambino immunodepresso può mettere seriamente in pericolo la vita di quest’ultimo. 

BUONE NOTIZIE DAL MINISTERO DELLA SALUTE: AUMENTANO LE COPERTURE 

Il Ministero della Salute segnala un confortante aumento, nei primi sei mesi del 2018, delle coperture vaccinali dei bambini in Italia rispetto ai dati al 31 dicembre 2017: in diversi casi è stata raggiunta e superata la soglia minima raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità (pari al 95%). E’ quanto risulta da una rilevazione di medio termine effettuata appositamente per valutare l’impatto della Legge sulle vaccinazioni obbligatorie nelle coorti di bambini nati negli anni 2015, 2014 e 2010. 

I DATI NAZIONALI 

In particolare, la copertura nazionale relativa ai bimbi nati nel 2015 nei confronti della polio supera il 95% (95,46%), guadagnando un +0,85% rispetto alla rilevazione al 31 dicembre 2017; superano la soglia del 95% anche le coperture registrate in 13 regioni. Il dato sulla polio è utilizzato per misurare anche la copertura della vaccinazione esavalente (polio, difterite, tetano, pertosse, Hib, epatite B).

L’aumento è ancora più marcato nel caso della copertura per la prima dose di vaccino contro il morbillo, che arriva al 94,15%, con un +2,30%; sei le regioni che superano il 95% e altre tre vi si avvicinano.

In aumento anche le coperture nei confronti delle vaccinazioni non obbligatorie, come anti-pneumococcica (90,90% al 31 dicembre 2017 vs 91,98% al 30 giugno 2018) e anti-meningococcica C (82,64% vs 87,77%).

Il trend generale positivo è confermato anche dalle coperture vaccinali nazionali dei bambini nati nel 2014: la copertura vaccinale anti-polio passa dal 95,05% registrato al 31 dicembre 2017 al 95,81% (+0,76%) osservato al 30 giugno 2018; l’aumento è ancora più marcato nel caso del morbillo, che cresce dell’1,97%, passando da 92,38% a 94,35%. Anche le altre vaccinazioni obbligatorie superano il 95%.

Riguardo alle vaccinazioni in età pre-scolare, generalmente somministrate a 5-6 anni (relative ai bambini nati nell’anno 2010), si registra un +3,63% per la quarta dose di anti-polio (88,69% al 31 dicembre 2017 contro il 92,32% al 30 giugno 2018) e un +4,35% per la seconda dose (ciclo completo) di anti-morbillo (85,74% vs 90,09%).

DIFFERENZA TRA REGIONI 

Purtroppo le differenze tra le diverse Regioni italiane persistono al 30 giugno 2018, anche se meno marcate del passato.

Solo per fare alcuni esempi:
la copertura nella coorte 2015 contro la polio è inferiore al 90% solo nella P.A. di Bolzano (89,36% al 30 giugno 2018 vs 85,87% al 31 dicembre 2017), mentre nelle altre regioni si va dal 92,40% della Sicilia al 98,37% del Lazio, con 13 regioni che superano la soglia del 95%, e solo tre regioni (Friuli Venezia Giulia, Sicilia e P.A. di Bolzano) sotto il 93%;

la copertura vaccinale per morbillo nella medesima coorte è inferiore al 90% solo nella P.A. di Bolzano (82,18% al 30 giugno 2018 vs 71,86 al 31 dicembre 2017), mentre nelle altre si va dal 91% della Sicilia al 97,51% del Lazio; sei regioni superano il 95% e altre tre vi si avvicinano;

la copertura nella coorte 2014 contro la polio è superiore al 90% in tutte le regioni (range: 91,44% nella P.A. di Bolzano – 99,10% in Basilicata), con 12 regioni che superano la soglia del 95%, 5 regioni con una copertura tra il 93% e il 95% e solo 2 regioni (Friuli Venezia Giulia e P.A. di Bolzano) sotto il 93%.

“Ancora evidente è l’eterogeneità nel caso della copertura per morbillo nelle coorti 2014 e 2010, della copertura contro la varicella e delle coperture per le vaccinazioni non obbligatorie, su cui sarebbe necessario un maggiore impegno, soprattutto in termini di comunicazione alla popolazione e accesso ai servizi, in quanto rientrano tra i livelli essenziali di assistenza e devono, quindi, essere offerte in maniera attiva e gratuita alle popolazioni target.

Il monitoraggio delle coperture vaccinali

Le coperture vaccinali rappresentano l’indicatore per eccellenza delle strategie vaccinali, poiché forniscono informazioni in merito alla loro reale implementazione sul territorio e sull’efficienza del sistema vaccinale.

In Italia esse vengono monitorate annualmente, in maniera routinaria, richiedendo alle regioni e province autonome i dati, relativi ad alcune specifiche coorti di nascita, al 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui viene effettuata la richiesta.

I dati forniti dalle regioni e province autonome vengono, poi, elaborati ai fini del calcolo della copertura vaccinale dall’ufficio 5 della direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute”.  

Gaetano Gorgoni

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