Rete terapia anticoagulante, in Puglia via libera al tavolo tecnico

mercoledì 27 febbraio 2019
La disomogeneità clinica e organizzativa dei Centri impegnati nel trattamento dei pazienti che rischiano occlusione vascolare ha spinto il governo della sanità regionale a intervenire, ponendo le basi per la nascita di una rete efficiente.

La terapia anticoagulante (orale, sottocutanea o endovenosa) è il trattamento medico che ha l’obiettivo di frenare la normale coagulazione del sangue. Si tratta di un rimedio che spesso salva la vita dei pazienti, ma che presenta complicanze molto gravi. I farmaci anticoagulanti sono necessari per regolare la fluidità del sangue. Attraverso questo tipo di medicinali si cura e si previene la trombosi (occlusione vascolare), perché si scioglie il trombo (coagulo intravasale), oppure si fa una profilassi proprio per impedire che in futuro possa manifestarsi nuovamente un evento trombotico. I farmaci anticoagulanti sono necessari contro la trombosi venosa e l’embolia polmonare, ma anche per la prevenzione dell’ictus cerebrale in pazienti affetti da fibrillazione atriale. La giunta della Regione Puglia, in applicazione delle linee di indirizzo per il miglioramento della qualità e sicurezza dei pazienti in terapia anticoagulante orale, ha istituito il Tavolo tecnico regionale “Rete Terapia anticoagulante”. Le malattie tromboemboliche e le patologie vascolari devono essere trattate attraverso queste speciali terapie e monitorate da esperti in centri dedicati, che offrano le giuste garanzie al paziente.  Le diagnosi strumentali e di laboratorio degli eventi clinici associati alla patologia trombotica, unitamente alla sorveglianza clinica e di laboratorio della terapia antitrombotica, risultano di fondamentale importanza per la gestione di questi pazienti. La somministrazione di farmaci anticoagulanti però potrebbe comportare il rischio di eventi avversi se la gestione della terapia è inadeguata. Il paziente che assume anticoagulanti dev’essere educato al corretto uso dei farmaci e dev’essere cosciente che davanti a un sanguinamento copioso durante la terapia è necessario rivolgersi con urgenza al pronto soccorso. 

La necessità di una rete e dell’omogeneità delle cure

La rete pugliese per le terapie anticoagulanti deve ancora essere organizzata. “In Puglia c’è una grande disomogeneità clinica e organizzativa dei Centri impegnati nel trattamento dei pazienti in Terapia Anticoagulante orale inseriti principalmente nei Servizi Trasfusionali o nelle strutture di Patologia Clinica e proprio per questo si è ritenuto opportuno l’istituzione della rete dei centri di Emostasi e Trombosi (in attuazione dell’Accordo Stato – Regioni 29 aprile 2010)” - chiarisce la delibera di giunta. 

Opzioni terapeutiche 

Tra le scelte che fa il medico ci sono i “NAO”, anticoagulanti orali diretti: il meccanismo d’azione è diverso da quello delle eparine o AVK (warfarin o acenocumarolo). Questi farmaci hanno come bersaglio diretto alcuni fattori della coagulazione del sangue. L’altra opzione è  l’eparina a basso peso molecolare somministrata per via sottocutanea. Si può scegliere anche di puntare sull’eparina non frazionata somministrata (endovena o sottocute) in ambito ospedaliero per il trattamento della trombosi venosa profonda degli arti inferiori (TVP) o dell’embolia polmonare (EP). In questo caso è necessario un continuo controllo di laboratorio mediante un test di coagulazione denominato “tempo di tromboplastina parziale attivato (APTT)”. Tra i farmaci ci sono gli anti vitamina k (AVK), comunemente noti come Coumadin (warfarin) o Sintrom (acenocumarolo) sono farmaci per uso orale. La dose efficace e sicura per il singolo paziente viene prescritta in base ad un controllo di laboratorio continuo e frequente, mediante il quale è possibile “aggiustare” la dose individualizzandola. Il Fondaparinux è un’altra delle opzioni terapeutiche: un inibitore sintetico e selettivo del fattore X attivato (Xa), è un pentasaccaride di sintesi in grado di formare un complesso equimolare con l’antitrombina (AT) di cui determina una modificazione conformazionale del sito reattivo che potenzia l’attività anti Xa.

Il tavolo tecnico regionale 

Il Tavolo tecnico regionale “Rete Terapia anticoagulante” sarà così composto:

Dirigente della Sezione “Strategie e Governo dell’Offerta” o suo delegato, con funzioni di coordinamento;

Dirigente del Servizio “Politiche del Farmaco” (o suo delegato) – Sezione Risorse Strumentali e tecnologie del Dipartimento “Promozione della Salute, del Benessere Sociale e Sport per Tutti”;

Direttore della Struttura Regionale di Coordinamento della Medicina Trasfusionale;

Referente dell’Agenzia Regionale Strategica per la Salute ed il Sociale (A.Re.S..S.);

Direttori sanitari delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere Universitarie;

Delegato Regionale della Società Italiana Medicina Trasfusionale e Immunoematologia (SIMTI);

Delegato Regionale della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare (SIBioC);

Delegato regionale della Federazione Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapie Antitrombotiche (FCSA).

La partecipazione dei componenti al tavolo tecnico è a titolo gratuito.

“Il Tavolo tecnico proporrà il modello organizzativo della rete dei Centri impegnati nel trattamento dei pazienti in Terapia Anticoagulante orale da adottarsi con una successiva delibera di giunta”.

Gaetano Gorgoni

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