Nanotecnologie per "salvare" la statua di Sant'Oronzo: si fa avanti azienda milanese

mercoledì 27 febbraio 2019
La "4ward360" utilizzerebbe le nuove tecnologie di restauro sulla statua a costo zero.

Salvare la statua di Sant'Oronzo con le nanotecnologie. La proposta arriva da Ray Bondin, ambasciatore emerito Unesco che annuncia l'interessamento di un'azienda di Milano- la “4ward360” ad applicare gratis le nuove tecnologie nell'ultima fase del restauro della statua.

“Le lamelle di rame presenti nell’opera - spiega Bondin - soffrono molto gli agenti atmosferici, i trattamenti con le nanotecnologie conserverebbero la statua senza alterarne l’originalità”.

“I vantaggi di applicare ad un restauro le nanotecnologie sono molteplici, innanzitutto perché a differenza di altre tecniche non impediscono all’elemento da conservare di mantenere la propria porosità e la lasciano traspirare, garantendo le caratteristiche della materia trattata – spiega Franco Fazzio, restauratore e componente del comitato scientifico di “4ward360” .

Il progetto per la statua di Sant'Oronzo sarebbe solo la prima applicazione delle nuove tecniche di restauro: “D’accordo con i vertici di 4ward360, abbiamo pensato di aprire una sede in Puglia – spiega Maurizio De Vito, responsabile scientifico e tecnico della società milanese - perché qui è necessario operare per il recupero di molti beni come ad esempio la pietra leccese, gli edifici barocchi, le masserie, i palazzi baronali, le torri costiere o i fregi in marmo e i tanti elementi in legno nelle chiese. Speriamo che le istituzioni comprendano il valore di queste applicazioni tecniche e scommettano su queste innovazioni per preservare i beni culturali”.


Un'opportunità in più per creare lavoro come spiega Sabrina Zuccalà, responsabile tecnologico e amministratore delegato della “4ward360”: “Abbiamo bisogno di giovani che vogliono investire in formazione per essere protagonisti del loro futuro e di quello della loro terra”. Sponsor dell'iniziativa anche l’europarlamentare Lara Comi: “La proposta per la statua di Sant’Oronzo può essere da stimolo per le amministrazioni della Regione Puglia per tutelare e valorizzare il proprio patrimonio culturale. Siamo da sempre vicini alle aziende del Made in Italy, che non sono seconde a nessuno per competenza e innovazione”.

Anche Monsignor Jean Marie Gervais, Prefetto Coadiutore del Capitolo Vaticano e Presidente dell’associazione di promozione delle Arti Tota Pulchra, profondo estimatore delle tecnologie applicate all’Arte commenta: “Sono convinto che l’utilizzo delle nanotecnologie, di cui Sabrina Zuccalà è una vera pioniera, se vengono applicate per studiare, gestire e conservare l’immenso patrimonio artistico, storico e culturale di cui è fecondo il nostro Paese, possono contribuire a ridare una nuova luce, una nuova identità a molte opere d’arte in evidente stato di abbandono. I nano materiali nei prossimi anni assumeranno un’importanza fondamentale nella gestione dei beni culturali”.

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