Dal Progetto Libera a “Libera Libere”: racconto delle pratiche femministe per le donne vittime di tratta

mercoledì 27 febbraio 2019
Sabato 2 marzo, alle 17.30 Officine Culturali Ergot, presentazione del volume che racconta l’esperienza del progetto Libera, che per anni ha combattuto al fianco alle donne vittime di tratta, accompagnandole in un percorso virtuoso di riconoscimento e integrazione sociale.

"Sono tornata da Verona perché lì avrei solo potuto lavorare e cadere in depressione, mentre qui devo adattarmi a lavori peggiori ma almeno posso ridere con voi. Il futuro sembra meno minaccioso così, se una è già solo felice di vederci. X. e J. mi hanno portato una zuppa di pollo mentre ero a casa con la febbre”.

Un giorno qualunque, dal diario di bordo delle operatrici, è già il simbolo di quanto avvenuto in anni di appassionato lavoro durante il progetto Libera. Storie di riscatto, di libertà faticosamente ritrovata, di sofferenze e gioia, di centinaia di donne vittime di tratta, di sfruttamento sessuale, di indicibili torture fisiche e psicologiche. Un’esperienza segnante per le utenti e per le stesse operatrici, che al progetto Libera della Provincia - nato proprio per tutelare le donne che arrivavano sul territorio per essere sfruttate sessualmente - hanno donato tutta la loro passione, la loro esperienza, il loro tempo e la loro sensibilità. Ora, a progetto chiuso “Per volontà politica”, come spiegano le stesse operatrici del progetto, quell’esperienza diventa un libro. All’interno, il racconto di un percorso faticoso, di lotta e pratica femminista, ma anche di denuncia di un sistema che vede ancora le donne, soprattutto le più deboli, al centro di un meccanismo di “oggettivazione”, di mercificazione del corpo e dell’assenza di sufficienti tutele istituzionali.

Ines Rielli, Monia Denitto, Francesca De Pascalis, Diana Doci, Laura Gagliardi, Maria Argia Russo, Olga Smirnova e Irene Strazzeri hanno quindi messo su carta le riflessioni frutto di quella lunga esperienza, una sorta di resoconto di pensieri e pratiche femministe nell’ambito della tratta di esseri umani, della violenza sulle donne, delle varie forme di sfruttamento e di riduzione e mantenimento in schiavitù e in servitù, che ruotano intorno a “Libera”, che ha funzionato dal 2000 al 2016. Un lavoro che è un atto di responsabilità verso le persone incontrate e verso il proprio territorio, perché tutti siano messi a conoscenza della storia, i vissuti, le prassi, i risultati, le difficoltà e le conseguenze della fine del progetto.

Gestito dalla Provincia di Lecce, con il finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Pari Opportunità, e il cofinanziamento dell’Ente provinciale, aveva tra le sue finalità la promozione di percorsi di emancipazione, garantendo protezione sociale e sicurezza per le donne immigrate vittime di tratta, violenza, sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio, puntando alla loro inclusione sociale e lavorativa. Le donne, dopo orribili storie di sfruttamento e violenza, trovavano così una “casa” all’interno del progetto: dalla prima assistenza all’ospitalità in case rifugio a indirizzo segreto; dalla protezione sociale, alla regolarizzazione; fino all’orientamento, la formazione e l’inserimento lavorativo. Valore aggiunto del progetto, il modello teorico e metodologico adottato dall’equipe: lo staff tutto femminile, ha difatti messo al centro la pratica della relazione tra donne. Donne che aiutano altre donne a ribellarsi alla schiavitù, alla cultura della sottomissione e a riscattarsi, a ritrovare una propria dignità, una propria identità, una propria autonomia. Il libro che può dunque essere considerato, come spiegano le otto autrici, “una sorta di vademecum di resistenza e sopravvivenza femminista, utile a chiunque pensi e sogni servizi pubblici e privati a orientamento di genere”.

Dopo una prima presentazione a Palazzo Adorno, sabato 2 marzo il volume sarà alle Officine Culturali Ergot di Lecce.  

Introduce Katia Lotteria, dialoga con le autrici Marilù Mastrogiovanni

Inizio ore 17.30

Appuntamento sabato 2 marzo, Officine Culturali Ergot – piazzetta Falconieri - Lecce

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