Identificati i geni dell’insonnia: le 5 tipologie e le terapie 

martedì 26 febbraio 2019
Gli scienziati sono riusciti a identificare geni e neuroni alla base dell’insonnia: ora esiste un quadro completo dei meccanismi biologici che scatenano questo disturbo 

Essere incapaci di dormire, nonostante l’organismo ne abbia bisogno, è una tortura insostenibile per qualsiasi individuo. L’impatto psicologico non è indifferente: stanchezza cronica, irritabilità, problemi di memoria, scarsa capacità di concentrazione e qualità della vita sempre più bassa hanno un peso enorme su ogni attività diurna dell’insonne. Se ci si sveglia facilmente durante la notte o non si riesce a dormire dopo qualche minuto, bisogna attivarsi subito prima che questo disturbo diventi cronico. Il 10 per cento della popolazione mondiale soffre di insonnia cronica. Le cause dell’insonnia sono diverse, ma alcuni soggetti sono più esposti. Chi soffre di malattie respiratorie, dolore cronico, allergie alimentari, problemi gastrointestinali come il reflusso, problemi endocrini come l’ipertiroidismo, artrite, asma, morbo di Parkinson, ansia, stress e depressione è molto più esposto. Ma queste non sono le uniche cause dell’insonnia: attività lavorativa poco prima di andare a letto, assunzione di alimenti stimolanti, scadente igiene del sonno (orari disordinati), uso di eccitanti o farmaci particolari e uso di dispositivi come computer, smartphone prima di dormire possono procurare insonnia. Si può diventare insonni in seguito a malattie psichiatriche e viceversa. Esiste anche un tipo di insonnia genetica: l’insonnia familiare fatale che conduce alla degenerazione dei nuclei del talamo e della corteccia cerebrale.

I PASSI IN AVANTI DELLA RICERCA 
Un’enorme quantità di dati elaborati in una ricerca del Massachusetts General Hospital, negli Stati Uniti, e dell'Università di Exeter, in Gran Bretagna, che ha visto collaborazione tantissimi partecipanti,  ha messo in luce 57 geni associati ai sintomi dell'insonnia, analizzando i dati di 450.000 persone conservati nella biobanca del Regno Unito, insieme a quelli di 15.000 norvegesi e 2.200 americani. Proprio questi geni scoperti potrebbero diventare il bersaglio di nuovi trattamenti di questo disturbo. Grazie a questa scoperta è ormai certo che disturbi cardiaci e depressione possono essere scatenati dall’insonnia non trattata. I ricercatori hanno identificato 956 regioni del dna che contribuiscono all'insonnia, scoprendo anche che non sono coinvolte nei circuiti cerebrali che regolano il sonno, come ci si potrebbe aspettare, ma in quelli che regolano emozioni, stress e tensione. Dunque, sottovalutare l’insonnia è un rischio enorme, perché “condivide le basi genetiche con disturbi psichiatrici e malattie del metabolismo”. 

I 5 SOTTOTIPI DI INSONNIA CHE EMERGONO DA UNA RICERCA RECENTE

Sono cinque i sottotipi di insonnia e variano a seconda della personalità del paziente. È quello che emerge da uno studio olandese che si è avvalso dei dati di oltre quattromila persone contenuti nel registro del sonno olandese. Sono stati selezionati circa duemila partecipanti con sintomi dell’insonnia di intensità sufficiente per una diagnosi di un disturbo lieve. Attraverso le analisi dei questionari sono stati individuati cinque sottotipi di insonnia, caratterizzati principalmente dai tratti della personalità predominanti nei pazienti, e correlati a una differente risposta alle benzodiazepine, la principale classe di farmaci utilizzata nel trattamento di questo disturbo del sonno. Di questi cinque gruppi solo due hanno mostrato di rispondere positivamente al trattamento con benzodiazepine, mente uno dei gruppi ha mostrato risultati importanti nel caso della terapie cognitivo comportamentali. 

LE TERAPIE CONTRO L’INSONNIA 

Per cominciare una terapia efficace contro l’insonnia è necessario capire qual è la causa scatenante. Nel caso contribuiscano “fattori stressogeni” bisogna eliminarli, rilassarsi prima di andare a letto evitando tutte le emozioni negative. In questo lo yoga può fare la differenza. È necessario seguire uno stile di vita corretto e fare attenzione all’igiene dal sonno. Ne abbiamo già parlato in passato con un esperto: le ore più importanti sono concentrate nella fascia che va dalle 24 alle 7 di mattina. È necessario dormire almeno 8 ore al giorno, ma ci sono soggetti che hanno bisogno di una o due ore in più. È necessario andare a dormire sempre alla stessa ora evitando un’alimentazione pesante e cibi o bevande stimolanti. Quando l'insonnia dipende da alcolismo o tossicodipendenza è necessario seguire una terapia farmacologica specifica, eventualmente associata ad un supporto psicologico. C’è chi consiglia un bicchiere di latte prima di andare a letto perché contiene un amminoacido essenziale (triptofano) che ha un’azione sedativa naturale. Un ambiente rilassante con profumi e colori rilassanti può aiutare. L’attività sessuale prima di dormire fa bene perché stimola meccanismi ormonali che rilassano il corpo. Anche un bagno caldo può essere utile. Per l’insonnia più grave è necessaria la terapia farmacologica o la psicoterapia. Se invece il disturbo è causato da una malattia, è chiaro che bisogna prima intervenire sulla patologia. In ogni caso la medicina non può che essere personalizzata: si guarda al caso concreto e al tipo di organismo su cui intervenire. 

Gaetano Gorgoni

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