Disturbo ossessivo compulsivo, gelosia patologica: i meccanismi mentali che minano le relazioni

lunedì 25 febbraio 2019
Oggi torniamo a parlare di ossessioni e comportamenti incontrollabili che si scatenano nella mente umana e che fanno saltare molte relazioni. Si tratta di disturbi che producono enormi sofferenze e incapacità di uscire fuori dalle sabbie mobili mentali in cui si è finiti. L'unica soluzione è intervenire per evitare che il problema si cronicizzi. 

All'amore non si comanda, è vero, ma nemmeno a certi disturbi, ossessioni, pensieri velenosi e gelosie scarnificanti: i questi casi bisogna farsi aiutare prima che la relazione diventi un inferno mentale quotidiano. Oggi ci soffermeremo di più sul disturbo ossessivo-compulsivo da relazione: problema spesso sottovalutato, ma che ha tantissimi risvolti negativi. Si tratta di ossessioni che tormentano l'anima e la mente di chi le vive. Le relazioni a rischio possono essere quelle con il proprio partner o con i propri figli, ma a volte anche con Dio (se si tratta di persone fortemente credenti). La gelosia patologica è sempre un'ossessione, ma è molto diversa dal disturbo ossessivo compulsivo da relazione. Certo, il risultato è sempre lo stesso: angoscia, immobilizzazione interiore, pensieri negativi e ripetitivi e qualità della vita che si abbassa sempre di più. Nel caso della gelosia patologica c'è la necessità di costruire un controllo su ideali o reali concorrenti: si vive in uno stato di guerra continuo che risucchia ogni energia vitale. Tutti sono sospettati quando si hanno questi disturbi e le emozioni negative si affastellano ogni giorno. Nel caso della gelosia bisogna interrogarsi sui veri motivi che scatenano queste pulsioni e sul perché si sia scelto un determinato tipo di partner: la soluzione è sempre da ricercare dentro, nel nostro vissuto e nelle nostre scelte. 

Tornando al disturbo ossessivo compulsivo da relazione, possiamo dire con certezza che una volta esploso può essere invalidante e può diventare anche cronico: l'unico mezzo per combattere questa disfunzione del nostro comportamento e dei nostri pensieri è rivolgerci a uno psicoterapeuta. Questo tipo di disturbo si potrebbe descrivere come una "tempesta di ossessioni d'amore": continui dubbi su partner (Mi ama? È la persona giusta?). Il pensiero che ruota sempre su questi interrogativi si ammala e può far ammalare anche il corpo. Tra gli interrogativi più ricorrenti, anche in un rapporto di coppia consolidato, ci possono essere semplicissime domande: «È la persona giusta per me? È sufficientemente bravo o buono? Si possono fare paragoni con altre persone o altro. Piccoli particolari si possono trasformare in dubbi che avvelenano ogni momento della giornata. A volte è un semplice pensiero che consiste nel dubbio che forse avresti potuto trovare un partner migliore: un tarlo che si prende ogni momento della giornata. Può essere un disturbo anche preoccuparsi in continuazione di ferire il partner rimanendo coinvolto in una relazione anche se non lo si ama. 

LE CAUSE DEL DOC DA RELAZIONE

Le cause possono essere diverse: a volte si tratta di convincimenti errati: la ricerca ha dimostrato che chi soffre di disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo ha delle credenze che portano a reagire ai pensieri in modi ossessivi: tendenza a controllare i pensieri, eccessivo senso di responsabilità, intolleranza verso l'incertezza o tendenza a sovrastimare i pericoli. Inoltre i disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo hanno una base genetica. Questo significa anche che tendono a essere maggiormente presente nei parenti di chi ne soffre. A volte i sintomi nascono a seguito di decisioni importanti per la coppia: un matrimonio oppure la nascita di un figlio. Alcune persone, invece, iniziano a sviluppare un pensiero ossessivo sulle relazioni di coppia proprio dopo la fine di una relazione.

TERAPIA

La psicoterapia resta la principale arma contro questo tipo di disturbi. In alcuni casi si associa la terapia farmacologica. Alcuni psicoterapeuti tendono a coinvolgere la famiglia per risolvere il problema, ma bisogna capire che non esiste una cura uguale per tutti. Anche per la psicoterapia il trattamento è soggettivo e si costruisce caso per caso. Oggi ne parliamo con un'esperta psicoterapeuta: la dottoressa Annalisa Bello

INTERVISTA ALLA PSICOTERAPEUTA ANNALISA BELLO

Quando le tensioni di una relazione si trasformano in un calvario angosciante, possiamo parlare di Relationship Obsessive Compulsive Disorder? Quali sono i segnali che ci dicono che ci stiamo ammalando? 

«Più che gelosia, il cosiddetto DOC da relazione si manifesta per tramite di sofferti dubbi e preoccupazioni riguardanti i sentimenti provati verso il partner e dal partner o verso la relazione sentimentale. 
Eccessivi e ripetuti interrogativi, con ritmo martellante, abitano la mente della persona con DOC, intrappolata e invischiata in tormentati dubbi sulla relazione con il proprio partner tanto vivere un significativo disagio personale e di coppia. 
La gelosia può, piuttosto, porsi come uno stimolo scatenante il pensiero ossessivo. A tal proposito, mi viene in mente una mia paziente che era ossessionata dal timore di non essere abbastanza gelosa del proprio partner e, quindi, di non amarlo davvero tanto da essere tormentata, per intere giornate, con questo doloroso dubbio».

L’eccessiva gelosia, il controllo sulle attività (soprattutto social) del partner per monitorare ogni mossa sono già un disturbo?

«Questa eccessiva gelosia potrebbe essere, probabilmente, sintomatica di qualche problematica ma per parlare di disturbo ossessivo compulsivo da relazione occorre far rimando ad ossessioni e compulsioni. Il DOC da relazione, nella fattispecie,  si manifesta con la presenza di dubbi ossessivi e preoccupazioni riguardo le relazioni sentimentali e con condotte compulsive messe in atto per alleviare l’ansia e il disagio scatenati dalle ossessioni».

In cosa consiste e quali sono le radici del disturbo ossessivo compulsivo (doc da relazione)? 

«Per comprendere meglio in cosa consiste, immaginiamo di mettere in dubbio i nostri sentimenti verso il partner, interrogandoci con frasi del tipo “Ma lo/a amo davvero?”. Questo dubbio ci fa provare ansia e disagio e ogni riposta non è mai abbastanza convincente tanto che l’ansia e la sofferenza crescono sempre più e ci sentiamo costretti a cercare una risposta assoluta, una risposta che possa sollevarci da quella sofferta incertezza e dal pesante timore di poter commettere  uno sbaglio, un grosso sbaglio. Così per alleviare la nostra ansia e per cercare una risposta al dubbio ossessivo, immaginiamo di iniziare a cercare delle vere e proprie prove del sentimento che proviamo per per il/la nostro/a  compagno/a. In che modo? Controllando, ad esempio, i nostri  pensieri durante il giorno, sperando che quelli relativi a lui/lei siano costantemente presenti. Oppure, prestando attenzione ai nostri stati interni quando siamo in sua compagnia. Peccato, però, che questi test non aiutano, anzi, complicano la situazione, alimentando ancor più il dubbio ossessivo. Infatti, ogni qualvolta che ci si accorge che il pensiero non è rivolto a lui/lei, l’ansia aumenta e il dubbio di non amarlo/a si irrobustisce».

Quando la relazione viene vissuta con costanti emozioni negative e tensioni cosa bisogna fare? 

«Bisognerebbe cercare di comprenderne la motivazione e, nel caso in cui la relazione fosse viziata dalla presenza di DOC da relazione, è raccomandabile cercare di agire tempestivamente. Il DOC, in tutte le sue forme, è un disturbo che tende a cronicizzarsi. Pertanto, è consigliabile cercare il consulto di un esperto, uno psicoterapeuta esperto nel trattamento del DOC».

Come si cura chi ha continui disturbi d’ansia dovuti al rapporto col proprio partner?

«Come per ogni tipologia di DOC, anche per quello da relazione, la terapia più efficace, secondo la letteratura scientifica, è quella di matrice cognitivo-comportamentale finalizzata a breve termine a ridurre la quantità e la frequenza dei sintomi e, più a lungo termine, a rendere il soggetto meno vulnerabile ai temi e ai meccanismi cognitivi che hanno contribuito alla genesi e al mantenimento del disturbo ossessivo compulsivo».

È vero che la soluzione è sempre dentro di noi? Perché cerchiamo di cambiare l’atteggiamento del partner senza capire che le uniche soluzioni sono cambiare noi stessi e trovare un’altra persona?

«Non abbiamo potere sugli altri. Il cambiamento di ciò che ci circonda passa da noi. Il cambiamento è faticoso, spaventa e disorienta ma pensare che dipenda dall’altro, a mio parere, è ancor peggio. Azzardato cimentarsi nell’impresa (irraggiungibile!) di cambiare l’altro. Per una miriade di motivazioni, l’altro potrebbe non essere disposto al cambiamento. Ci avevi mai pensato a questo? E noi cosa faremmo in quel caso? Rimarremmo fermi a sperare, ad aspettare e, magari, nel frattempo, soffrire? E’ molto più stimolante e fa ben sperare, pensare che il cambiamento dipenda da noi stessi: spaventa, sì, ma accorcia le distanze da ciò che desideriamo cambiare e raggiungere». 

Gaetano Gorgoni


 

 

 

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