"Operazione Bon Jovi", detenuti al lavoro per il restauro: da scafo per il traffico di esseri umani a strumento di legalità

venerdì 22 febbraio 2019

Presentato oggi, nella Casa Circondariale di Lecce Borgo San Nicola, il progetto “Mi rifiuto di affondare”, dell’Associazione Calasanzio Cultura e Formazione. 

E' stato presentato oggi nella Casa Circondariale di Lecce Borgo San Nicola, il progetto “Mi rifiuto di affondare”, dell’Associazione Calasanzio Cultura e Formazione. Con l'operazione Bon Jovi - che prende il nome dell'imbarcazione oggetto dei lavori di restauro - lo scafo, un tempo sequestrato per immigrazione clandestina e traffico di esseri umani, verrà restaurato dai detenuti di Borgo San Nicola, diventando strumento di legalità e recupero sociale. La barca tornerà poi a solcare il mare con a bordo ragazzi difficili, a cui verrà trasmesso il vero significato della vita: lavorare in squadra, affrontare le difficoltà e rispettare le regole. Il progetto, coraggioso e visionario, è dell’Associazione Calasanzio Cultura e Formazione, e vedrà coinvolti i detenuti del Carcere di Lecce Borgo San Nicola. Bon Jovi solcherà quindi di nuovo il mare con una nuova missione: diventare ambasciatrice di legalità e speranza. La barca sarà dunque il cuore del laboratorio avviato all’interno della Casa Circondariale di Lecce, tramite il progetto “Operatore/operatrice per la realizzazione di manufatti lignei”, finanziato dalla Regione Puglia.

Alla conferenza di presentazione di questa mattina hanno preso parte Sebastiano Leo, assessore Formazione e Lavoro Regione Puglia; Rita Russo, direttrice Casa Circondariale di Lecce Borgo San Nicola; Tonio Cantoro, Associazione Calasanzio Cultura e Formazione, capofila del progetto e Antonio Dell'Anna, vicepresidente Alba Mediterranea .

“Abbiamo stravolto un progetto normale di formazione professionale e abbiamo deciso di puntare su questa imbarcazione” ha spiegato Tonio Cantoro, dell’associazione capofila del progetto “L’imbarcazione tornerà in mare, in modo da impiegarla per fini culturali. Dopo qualche mese di teoria in cantiere, verranno trasmesse loro delle competenze, così da ottenere una qualifica professionale da poter utilizzare una volta fuori”.

“E’ un’occasione importante per fare una formazione qualificata” ha aggiunto la direttrice Rita Russo. “Sono ben 11 i corsi cui abbiamo dato vita in carcere, una cosa mai accaduta prima. Anche grazie alle altre istituzioni, siamo diventati un'eccellenza in questo senso. Questo progetto si inserisce in queste piccole strategie per migliorare la falegnameria del carcere di Lecce, una delle migliori in Italia. Portare la barca qui non è stato facile, ma è importante che questa iniziativa faccia parlare del carcere. È un istituto molto grande e pieno di problemi ed è quindi un bene che se ne parli. Non è facile trovare gente che se ne occupi”.

Spiega poi Antonio Dell'Anna, vicepresidente Alba Mediterranea  “Volevamo fare qualcosa di importante, divertente e piacevole. Con Alba Mediterranea abbiamo cercato di fare questo. Bisogna dare alle persone la possibilità di sperimentarsi per qualcosa di positivo. Questa iniziativa costituisce per loro una opportunità”.

“Questa è una iniziativa sperimentale unica in Italia” commenta l’assessore Sebastiano Leo. “Abbiamo messo a disposizione quasi 9 milioni di euro e abbiamo ritenuto giusto farlo perché un detenuto deve scontare una pena ma deve farlo da essere umano. E poi perché è bello insegnare un mestiere e si dà la possibilità di avere una attività nuova una volta fuori di qui. Inoltre è un progetto che ha sottratto alla mafia un bene che sarà utilizzato per fini sociali. Qui nel carcere a Lecce” conclude “abbiamo assegnato 10 corsi. Quello di Lecce è un carcere pieno di progetti. Siamo davvero soddisfatti, soprattutto se pensiamo al periodo che stiamo attraversando. Se noi diamo fiducia ai detenuti, potrebbero non delinquere più. Questo è un messaggio importante”.

La storia dell’imbarcazione
Era il 26 maggio del 2018 quando un’imbarcazione con a bordo 60 migranti di nazionalità curda, pakistana e indiana giunse al largo di Santa Maria di Leuca, a 11 miglia dalla costa. Stipati in sottocoperta, nelle cabine di bordo, uomini, donne e tanti bambini.
Localizzata dalla Guardia di Finanza, impegnata nell’operazione “Poseidon Sea 2018”, il veliero chiamato Bon Jovi (lunghezza circa 12 metri, di colore bianco e scafo blu, battente bandiera statunitense) viene posto quindi sotto sequestro.
Poteva finire così una delle tante e tristi pagine di cronaca del fenomeno migratorio che coinvolge il Salento, da sempre terra di frontiera. Oggi invece trova un finale migliore.

Il progetto
Grazie alla firma di un protocollo d’intesa tra Associazione Calasanzio Cultura e Formazione, Alba Mediterranea, Casa Circondariale di Lecce, Assonautica provincia di Lecce, i detenuti diventeranno i protagonisti della rinascita dell’imbarcazione. Il motto Mi rifiuto di affondare indica la seconda vita del veliero, ma anche il monito per gli stessi detenuti in cerca di una seconda chance.
Una volta ristrutturata grazie alla guida dei maestri dell’azienda Schiavone, Bon Jovi  sarà rimessa in mare e utilizzata per fini sociali e culturali.
L’imbarcazione è stata infatti affidata, in custodia giudiziale, con facoltà d’uso, dalla Procura della Repubblica di Lecce all’Associazione di Promozione Sociale Alba Mediterranea.
Scopo del restauro è il riutilizzo di Bon Jovi per l’integrazione e l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati, utilizzando quali “strumenti” educativi e terapeutici il mare e la navigazione. A bordo ci saranno ragazzi in esecuzione penale che, grazie all’aiuto di Alba Mediterranea, impareranno che l’umiltà, il senso del limite, il sacrificio sono valori necessari.

 

L’Associazione "Calasanzio - Cultura e Formazione" ha partecipato all’Avviso Pubblico  n 1/2017 “INIZIATIVA SPERIMENTALE DI INCLUSIONE SOCIALE PER PERSONE IN ESECUZIONE PENALE” Linea 1, emanato dall'Assessorato Regionale alla Formazione Professionale; con A.D. n. 472 del 03.05.2018, pubblicato sul BURP n. 68 del 17/05/2018, è stata riformulata la graduatoria e l'Ente Calasanzio risulta assegnatario di n. 1 percorso formativo per la realizzazione,  di un corso di formazione per Operatore/operatrice per la realizzazione di manufatti lignei, interamente finanziato dalla Regione Puglia da svolgersi nella Casa Circondariale di Lecce e destinato ad allievi detenuti nella stessa struttura.

Alba Mediterranea, Associazione di Promozione Sociale, nasce, grazie a giovani pugliesi di diversificata estrazione culturale e professionale (skipper, psicologi, volontari, esperti nel campo socio-educativo e della nautica sportiva e da diporto, esperti del mercato del lavoro, ecc.), con l’intento di promuovere il mare e la navigazione a vela come strumenti di educazione, formazione, orientamento lavorativo e di inclusione sociale. L’associazione promuove esperienze legate alla conoscenza del mare, della vela e della nautica in genere; sviluppa attività attraverso la navigazione a vela, volgendo attenzione all’area del disagio, mirando non solo a favorire l’acquisizione di abilità tecniche, ma anche alla realizzazione di programmi e progetti di coesione sociale, di inclusione sociale e di solidarietà.

Assonautica provincia di Lecce. Esercita a livello provinciale tutte le attività necessarie allo sviluppo della nautica da diporto, promuove il turismo nautico e tutte le attività economiche, produttive e sociali ad esso collegate e collabora a qualificare e incrementare con la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Lecce le attività nel settore nautico. Ha realizzato, in partnership, con Alba Mediterranea, il progetto VEROBLU per la tutela, salvaguardia e valorizzazione dell’Area Naturale SIC Torre dell’Orso.

 

 

 

 

 

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