Un tweet di Bray rallentò i lavori nella piazza a La Spezia, ministero condannato al risarcimento

martedì 12 febbraio 2019

La vicenda risale al 2013 e riguarda un progetto che fu bloccato dalla Soprintendenza e poi sbloccato dal Tar Liguria. 

Un tweet dell'allora ministro Massimo Bray costa caro al ministero per i Beni Culturali condannato a risarcire il Comune di La Spezia con 73mila euro. La vicenda risale al 2013 e riguarda i lavori di rifacimento di piazza Verdi, una delle principali della città: l'allora ministro salentino con un tweet preannunciò che la Soprintendenza ligure era in procinto di sospendere i lavori e dichiarare l’interesse culturale della piazza e degli alberi, annullando d’ufficio l’autorizzazione limitatamente alle opere che prevedevano la rimozione dell’alberatura. Tali provvedimenti finirono poi sul tavolo del Tar della Liguria che diede ragione al Comune di La Spezia annullandoli.

Da qui la richiesta di risarcimento danni da quasi 2 milioni di euro presentata nel 2016 per “eccesso di potere per sviamento”. Il tweet del ministro, infatti, sebbene non sia un atto amministrativo e dunque non può essere giudicato in sé, ha comunque avuto un valore nella vicenda in quanto si legge nella sentenza del Tar del 2014 “gli organi decentrati del MIBAC sembrano essersi determinati a sospendere i lavori – oltretutto in palese contrasto con le proprie recenti determinazioni- non già sulla base di una meditata valutazione di nuovi elementi istruttori circa l’epoca di piantumazione del filare dei pini ma al fine di assecondare gli impegni ormai pubblicamente assunti dal Ministro, di sospendere i lavori di realizzazione del progetto Vannetti-Buren”.


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