Unisalento Aperto e Solidale: appello del mondo accademico per la mobilitazione antirazzista

martedì 12 febbraio 2019
L'Università aderisce con un proprio appello alla grande mobilitazione antirazzista del 16 Febbraio a Lecce. Docenti, Studenti e Personale Tecnico-Amministrativo in piazza sabato 16 febbraio insieme alle associazioni.

L'università scende in piazza. E questa volta non per protestare sui tagli alla ricerca, ma per sostenere la causa antirazzista e mettere in discussione un sistema che fonda le sue radici sulla paura dell'altro, sulla creazione di un nemico - il debole di turno - che giustifichi le proprie miserie e la propria precarietà. Lo farà sabato prossimo, il 16 febbraio, aderendo al corteo per un Salento aperto e solidale indetto da Arci e altre sigle dell'associazionismo.
Non una semplice adesione, ma una vera e propria convocazione diretta al mondo universitario - studenti in primis - portatori di quel cambiamento consapevole, indispensabile per riaffermare i principi della solidarietà sociale. All'appello - primi firmatari Fabio de Nardis, Katia Lotteria, Rosanna Carrieri e Tamara Scarciglia -  hanno aderito docenti, studenti e personale Tecnico-Amministrativo, oltre agli stessi studenti

"In seguito ai recenti avvenimenti che hanno visto 47 persone tenute in ostaggio a bordo della nave Sea Watch e agli episodi di violenza xenofoba drasticamente aumentati a causa dello sdoganamento delle più becere categorie di pensiero per mano della stessa classe politica attuale, è nata l’esigenza di strutturare una contro-narrazione, che sappia anteporre i principi di solidarietà e fratellanza a quelli di chiusura e paura dell’altro da sé" scrivono. "Il sapere, l’università e la partecipazione studentesca devono essere le armi principali da utilizzare per combattere l’odio, l’indifferenza e la discriminazione. È necessario ripartire dall’Università, centro di cultura e formazione, per ricostruire quella coscienza civile e sociale che risulta essere violentata e insultata. È fondamentale che siano gli studenti e le studentesse ad essere protagonisti di questo cambiamento che solo attraverso una reale partecipazione ed un costruttivo attivismo può essere portato a compimento. Rimanere inermi e passivi di fronte alle violenze perpetrate significa essere complici di un sistema che accentua diseguaglianza ed esclusione".

"È ora di dire basta, di partecipare e di pretendere una società che basi i suoi principi sulla giustizia sociale" continuano. "Pretendiamo una reale inversione di rotta nel nostro Paese, ripartendo da temi centrali quale il 
lavoro, l’istruzione e la ricerca. Per questo vi invitiamo a scendere in piazza il 16 febbraio per rivendicare l’identità del Salento come aperto e solidale, per chiedere porti aperti, un welfare adeguato ed universalistico che risponda ai bisogni delle persone, adeguato soccorso alle persone in difficoltà, corridoi umanitari, diritto ad una vita e accoglienza per tutte e tutti e canali di ingresso regolari per la ricerca del lavoro".


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