Identità Fluide: da Koreja focus e teatro sulla diversità di genere

venerdì 8 febbraio 2019
Coinvolti nel progetto 2 istituti scolastici e 70 ragazzi. Per combattere la povertà educativa, convegno, teatro e incontri per una scommessa culturale che parla ai ragazzi e gli adulti.

Esiste una parola nella lingua di Samoa, che definisce coloro che sin da bambini non amano identificarsi in un sesso o nell'altro. Fa'afafine vengono chiamati: un vero e proprio terzo sesso cui la società non impone una scelta e che gode di considerazione e rispetto.

È attorno a questo argomento che ruota Identità fluide, il focus di Koreja sulla diversità di genere organizzato nell’ambito de Le case speciali dei ragazzi e delle ragazze - progetto selezionato dall'impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Una scommessa pedagogica e culturale che parla ai ragazzi perché sentano anche gli adulti, gli insegnanti e i genitori.

Primo beneficiario del progetto, un gruppo di 70 ragazzi provenienti I.I.S.S. Galilei-Costa-Scarambone e dall’I.C. Istituto Comprensivo "Alighieri-Diaz" di Lecce soggetti a povertà educativa e condizione di marginalità; bambini e adolescenti che frequentano scuole periferiche di quartieri disagiati e vivono in contesti sociali svantaggiati, caratterizzati da disagio familiare, precarietà occupazionale e deprivazione materiale.

La giornata, quindi, non vuole affrontare solo un problema di lesione del diritto allo studio, ma, più in generale, della mancanza di opportunità educative a tutto campo. Minori opportunità che incidono negativamente sulla crescita del minore: ecco perché risulta fondamentale parlare di diversità di genere in contesti in cui il diritto ad apprendere, formarsi, sviluppare capacità e competenze, coltivare le proprie aspirazioni e talenti è privato o compromesso.

Come accompagnare i genitori di un bambino ‘arcobaleno’? Come affrontare il tema dell’identità di genere e, soprattutto, dell’identità tout court, la ricerca e la realizzazione di sé, che si costruiscono sin da piccoli?

Questi i temi affrontati nel convegno di domenica 10 febbraio 2019, ore 17.00 organizzato in collaborazione con Agedo Lecce (Associazione di genitori, parenti e amici di persone LGBT) imprescindibile punto di riferimento, ascolto e confronto sul territorio per quelle famiglie che vivono con disagio l’omosessualità dei propri figli o questioni inerenti l’identità di genere.

Intervengono: Nadia Durante tirocinante psicologa e neo-donna; Valeria Pace, Psicologo Clinico e Psicoterapeuta Policlinico di Bari; Giancarlo Visitilli, giornalista de La Repubblica.

E proprio a una madre è ispirato FA’AFAFINE Mi chiamo Alex e sono un dinosauro in scena ai Cantieri Teatrali Koreja, ore 18.30 la produzione firmata CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e Teatro Biondo di Palermo.

Si chiama Lori Duron e ha deciso di raccontare la sua esperienza con il figlio di genere “non conforme” sul suo blog Raising my Rainbow seguito in 173 paesi da oltre un milione di lettori, tra cui 50 college e università solo negli Stati Uniti, culla dei Gender Studies e diventato libro nel 2013 Il mio bellissimo arcobaleno, edito in Italia da Castelvecchi.

Il testo, dagli 8 anni in su, scritto e diretto da Giuliano Scarpinato, con Michele Degirolamo protagonista strabiliante per grazia, generosità e immedesimazione, racconta attraverso una drammaturgia per parole, attori e immagini, di come la vita sia più complessa dell’ideologia e che quindi esistano anche bambini che non si riconoscono nella propria identità biologica.

Vincitore dell’Eolo Awards 2016 come miglior spettacolo di teatro ragazzi e giovani; del Premio Infogiovani 2015 - Fit Festival Lugano e del Premio Scenario Infanzia 2014, FA’AFAFINE, manifesta l’amore incondizionato che ogni genitore dovrebbe dare ai propri figli, accettando la loro personale ‘diversità’, qualunque essa sia, e incoraggiandoli a esprimerla senza giudizi né riserve.

Alex non vive a Samoa, ma vorrebbe anche lui essere un "fa'afafine"; è un "gender creative child", o semplicemente un bambino-bambina, come ama rispondere quando qualcuno gli chiede se è maschio o femmina. La sua stanza è un mondo senza confini: ci sono il mare e le montagne, il sole e la luna, i pesci e gli uccelli, tutto insieme.

Oggi per Alex è un giorno importante: ha deciso di dire ad Elliot che gli vuole bene, ma non come agli altri, in un modo speciale. Cosa indossare per incontrarlo? Il vestito da principessa o le scarpette da calcio? Occhiali da aviatore o collana a fiori? Oggi vorrebbe essere tutto insieme, come l'unicorno, l'ornitorinco, o i dinosauri. Fuori dalla stanza di Alex ci sono Susan e Rob, i suoi genitori.

Lui non vuole farli entrare; ha paura che non capiscano, e probabilmente è vero, o almeno lo è stato, fino a questo momento.

La casa che inizia da quella porta chiusa è un corridoio dritto, stretto, con una sola via d’uscita: non hanno altra possibilità eccetto che guardarsi negli occhi e trovare il coraggio di sostenersi a vicenda. Susan lo capisce prima di Rob (è pur sempre la madre), ma poi anche lui comprende che fare un passo indietro sulle proprie e altrui aspettative ‘normali’ è la scelta necessaria per crescere un figlio che non sia un infelice, vittima di paure, pregiudizi, violenze.

Alex, Susan e Rob. Questo spettacolo è il racconto di un giorno nelle loro vite, un giorno che le cambierà tutte. Quando Alex aprirà la porta, tutto sarà nuovo.

Testo e regia Giuliano Scarpinato 
Interpreti Michele De Girolamo, on video Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori 
Scene/Luci Progetto scenico Caterina Guia 
Luci Giovanna Bellini 
Visual Media Daniele Salaris - Videostille
Illustrazioni Francesco Gallo - Videostille

Info e prenotazioni: Cantieri Teatrali Koreja

tel. 0832/242000 - www.teatrokoreja.it

 

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