Risolta vertenza call center Planet Group. SLC Cgil: "Restituita dignità a mille giovani"

venerdì 8 febbraio 2019

La trattativa tra Regione, sindacati e proprietà ha avuto esito positivo: aumento dei salari e diritti previdenziali.

Vertenza Planet Group: si chiude con un successo il confronto tra sindacati, Regione e proprietà per ristabilire limiti salariali e garanzie per circa mille giovani impiegati nei call center della provincia di Lecce, Brindisi e Taranto.
“In Puglia quasi mille lavoratori impegnati in questa azienda sono stati al centro di una vertenza sindacale complessa nella quale come Cgil abbiamo denunciato la retribuzione non a norma, le anomalie contrattuali ed il mancato riconoscimento dei contributi previdenziali che hanno determinato il blocco di prestazioni come maternità o disoccupazioni - Andrea Lumino - SLC CGIL Taranto; Tommaso Moscara - SLC CGIL Lecce e Brindisi; Rocco Rossini - SLC CGIL Puglia - siamo riusciti a chiudere un accordo con l’azienda, ratificato oggi in Regione Puglia in sede istituzionale, con cui abbiamo ridato dignità a tantissimi giovani e donne di questa Regione.

L’intesa sottoscritta dalle parti, con un ruolo importante svolto dalla Task Force per l’occupazione, in primis dal presidente Leo Caroli, e dall’Assessore allo Sviluppo Economico Borraccino, con l’azienda rappresentata dalla dottoressa Mina Missere sancisce l’adeguamento immediato alla normativa nazionale dal 1 Febbraio 2019(la retribuzione sale da 5 euro lordi a 6,51 sino al 31 dicembre 2019, da cui poi si passa a 6,61), la ricognizione e normalizzazione delle situazioni previdenziali riconoscendo quanto negato ai lavoratori come maternità o disoccupazioni, apertura trattativa su welfare e produttività.

Partendo da questa vertenza, rilanciamo auspicio che si apra presto un tavolo regionale di confronto sul settore per fare in modo di concertare una strategia di lotta a questo ‘caporalato’ che schiaccia cittadini e lavoratori in nome del ricatto occupazionale: noi siamo pronti a fare la nostra parte”.

L'accordo, come precisato in una comunicazione da Massimo Passabì, è stato anche siglato e sottoscritto da Uilcom-Uil. 

 

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