Asi, il presidente Tondo rimane al suo posto: “Solo la Regione può commissariare l’ente”

sabato 2 febbraio 2019

Dopo il blitz della Provincia e di alcuni sindaci, la replica del direttivo che ha respinto al mittente le accuse e le iniziative.

“L’assemblea dell’Asi non può revocare il direttivo”. Il presidente Angelo Tondo ha respinto al mittente il blitz della Provincia e di alcuni sindaci che nel corso della serata di ieri, avevano dichiarato decaduti i vertici del consorzio. Per Tondo il potere di revoca delle cariche spetta alla Regione e non può avere una colorazione politica: nell’assemblea di ieri, la deliberazione aveva portato alla decadenza non solo del presidente ma anche del direttore Antonio Fitto. Tondo ha ribadito che al momento, l’unica ipotesi in campo, è quella del commissariamento, per giustificati motivi.

Sulla vicenda è intervenuto anche Pippi Mellone, sindaco di Nardò:

 “Una situazione non tollerabile – ha commentato il leader di Andare Oltre - ma evidentemente gli azzurrofittiani considerano l'Asi una questione di famiglia, personale. Un proprio orticello. Per noi, sia ben chiaro a tutti, l'Asi è uno strumento di crescita del territorio. A noi di Andare Oltre non interessa se un manager, un presidente, un direttore, sia di destra o di sinistra. Se uno è bravo lavora. Se non lo è va rispedito a casa sua. L'Asi è uno strumento per agire sullo sviluppo delle zone industriali. E le nostre zone industriali, come denunciano da sempre le associazioni di categoria, sono martoriate.

La decisione di decapitare i vertici dell'Asi è venuta dalla maggioranza assoluta dei sindaci, i quali hanno posizionamento politico variegato e sensibilità anche molto diverse. Archiviare la decisione come iniziativa politica è un falso storico. Siamo di fronte ad una legittima scelta dei primi cittadini, insoddisfatti dell'andamento dell'Asi e del comportamento dell'ex presidente”.

“A margine di ciò – commenta Massimo Fragola – c'è l'importante questione delle elezioni amministrative a Lecce. É sconfortante che il blocco azzurrofittiano utilizzi ogni pretesto per disaggregare le forze alternative all'ex sindaco. Così come avvenuto per le provinciali, attraverso un sottile gioco delle parti, gli azzurri e i fittiani, sempre più marginali ed isolati, applicano una strategia suicida, che sacrifica i rappresentanti politici locali come soldatini al fronte. Con una logica da vetusti feudatari – conclude il coordinatore provinciale di Andare Oltre - i signori delle segreterie tentano di applicare una sorta di Ius Primae Noctis, di diritto di prelazione, nella scelta del candidato sindaco. Quindi se ci sono alcuni che devono fare chiarezza. sono proprio loro! D'altronde chi non ricorda la genesi della candidatura di Marra? Un agnello sacrificale destinato a perdere! A quanto pare la storia si ripete, con una costante: osteggiando e mettendo veti contro Andare Oltre le segreterie azzurrofittiane hanno già perso la Presidenza della Provincia ed ora si dimostrano pronte a perdere anche Lecce, dove il nostro movimento è determinante”. 

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