Diagnosi e terapie all'avanguardia: l'evoluzione della medicina con l'intelligenza artificiale

mercoledì 30 gennaio 2019

Per la prima volta in Italia il massimo evento scientifico europeo dedicato all’uso dell’intelligenza artificiale, big data e machine learning in Medicina intensiva, intitolato “Milan Critical Care Datathon and ESICM’s Big Datatalk”, che si terrà all’Humanitas. 

Con i sensazionali progressi delle nuove tecnologie e del digital in medicina, si stanno sviluppando metodi avanzatissimi di diagnosi e terapie all’avanguardia. Ingegneri, scienziati e medici nelle grandi realtà della sanità d’eccellenza lavorano insieme: dall’1 al 3 febbraio si confronteranno per le applicazioni in Terapia Intensiva. Sarà un incontro basato anche sullo scambio di informazioni utili per l’uso dei grandi database in grado di supportare l’applicazione alla clinica. Con le tecnologie si migliora la qualità delle cure del paziente in un’area clinica particolarmente delicata come la terapia intensiva. Sfruttando i dati raccolti si possono avere informazioni chiare e dettagliate, anche sulla storia clinica del paziente, studiando un intervento basato sulle caratteristiche organiche del singolo soggetto. In altre parole, la tecnologia rende più efficace e rapida la medicina personalizzata. “In Medicina Intensiva si incontrano i casi più delicati e complessi: ad esempio pazienti che hanno subito traumi o interventi chirurgici importanti - spiegano gli esperti dell’Humanitas - Per questo il supporto dell’Intelligenza artificiale e dei big data può essere fondamentale per il medico nell’identificare trattamenti o timing ancora più accurati”. Lo sviluppo di queste tecnologie richiede, però, lo sforzo congiunto di medici e ingegneri, che devono sempre più imparare a dialogare per condividere esperienze e trovare un terreno comune per accelerare l’adozione di queste nuove tecniche. 

LE TECNOLOGIE CHE RIVOLUZIONANO LA MEDICINA 

Genomica, biotecnologia, nanotecnologie, i sensori indossabili e l’intelligenza artificiale (IA) stanno gradualmente cambiando la medicina: tutti i pazienti vengono curati con un metodo diverso, partendo dalle loro caratteristiche fisiche, con interventi specifici. Inoltre, l’enorme quantità di dati che si crea con questi nuovi approcci richiede analisi avanzate difficilmente attuabili da esseri umani, anche se molto competenti. Questa tecnologia pone le fondamenta della medicina di precisione: si può studiare e intervenire sul singolo caso sfruttando un fiume di dati, approfondendo le specificità e caratteristiche bio- psico-sociali del singolo paziente e aggregando le competenze. Intelligenza artificiale e medicina di precisione entro pochi anni cambieranno la pratica quotidiana superando l’approccio generalista, dove si applica a una generalità di pazienti la stessa terapia senza fare attenzione alle loro diversità e al fatto che una medicina su un organismo può avere effetti diversi rispetto a un altro che ha caratteristiche differenti. Ottenere esperienza e prove empiriche su base generalizzata è stato l’unico metodo di lavoro della medicina per secoli, ma oggi le cose sono cambiate. La medicina basata sull’evidenza, cioè su quanto attecchisce una determinata terapia generalista sulla massa, è superata da tecnologie e medicina di precisione. Tutti gli approfondimenti richiesti da questa nuova pratica medica (sequenziamento genomico a basso costo, le biotecnologie avanzate, la sensoristica personale a basso costo e la raccolta di informazioni sulla storia clinica dei pazienti mediante il digital -smartphone e tracker) sta producendo un’enorme quantità di dati. Tutte queste informazioni non possono essere gestite da una figura sanitaria classica come il medico clinico: è necessaria una squadra che si avvalga dell’intelligenza artificiale e che sappia utilizzarla. 

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE 

Ognuno di noi ha dei geni differenti e risente delle influenze ambientali e della scelta del proprio stile di vita: tutti questi dati, però, quando ci rivolgiamo a un medico, sono utili per fare una diagnosi e studiare una terapia mirata al caso concreto. I sistemi informatici possono aiutarci a gestire un flusso enorme di informazioni e a raggiungere quella capacità di calcolo che un uomo da solo non può avere. La potenza di calcolo dei computer è la grande opportunità: algoritmi di deep learning e machine learning hanno dimostrato di fare diagnosi precise ed efficienti. Gli algoritmi, comunque, devono essere affiancati dalla conoscenza dei medici: il professionista della sanità deve essere formato e preparato per gestire l’intelligenza artificiale e metterla a frutto nel proprio campo. 

L’EVENTO TARGATO HUMANITAS PER SCAMBIARSI INFORMAZIONI E COLLABORARE

L’evento nasce dalla collaborazione tra Humanitas e Humanitas University, Politecnico di Milano, Società Europea di Terapia Intensiva (ESICM) e il MIT di Boston. “Abbiamo radunato a Milano i maggiori esperti mondiali nell’ambito Big Data e Medicina Intensiva. Durante l’evento avremo modo di confrontarci tra medici, scienziati e ingegneri per sviluppare assieme nuove tecnologie digitali al servizio dei nostri malati critici. L’evento, primo in Italia, nato da un’idea Humanitas e Politecnico, in partnership col MIT di Boston e ESICM, è uno dei più grandi, se non il più grande al mondo mai realizzato su questo tema. Speriamo di uscire da questi tre giorni con nuove idee e nuove collaborazioni internazionali per migliorare gli esiti per i nostri malati e le loro famiglie” - spiega il prof. Maurizio Cecconi, Responsabile Anestesia e Terapie Intensive Humanitas e docente Humanitas University. Durante l’evento si farà il punto sulle ultime tecnologie legate ai sistemi intelligenti, sulla loro diffusione nella sanità e su come queste influenzeranno la pratica medica.

In parallelo si svolgerà il Datathon: team di medici, ingegneri e scienziati di tutto il mondo dovranno creare in 24 ore una “macchina intelligente” capace di risolvere alcuni scenari che si verificano generalmente in terapia intensiva, utilizzando dati anonimi di quasi 200.000 mila pazienti, messi a disposizione dal MIT di Boston.

Ad esempio l’uso dell’intelligenza artificiale, tramite l’analisi di dati, potrebbe in futuro indicare la giusta dose di antibiotico da somministrare e anche suggerire il preciso momento in cui iniziare, considerando necessità, stress, fattori predisponenti del paziente, massimizzando l’efficacia e minimizzandone i rischi. 


Gaetano Gorgoni

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