Influenza, un morto e 6 casi gravi, la responsabile Asl: "Chi è cagionevole si faccia visitare"

sabato 26 gennaio 2019
L’influenza ha già fatto, fino ad oggi, un morto e 4 ricoverati gravi nel sud Salento, 2 nell’area nord leccese ed è in aumento in tutta la provincia. Nelle prossime due settimane dovrebbe manifestarsi il picco più alto, secondo gli esperti. Ecco i consigli per evitare guai e tutti i dati aggiornati.

L’influenza anche quest’anno ha costretto diverse persone a rivolgersi alle cure ospedaliere per le complicanze causate da virus molto resistenti. Il pericolo non è ancora scampato, come spiegano al telefono i responsabili delle aree nord e sud del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl leccese, rispettivamente il dottor Alberto Fedele e la dottoressa Giuseppina Turco. Per tutt’e due gli esperti siamo nella fase del picco influenzale: bisognerà attendere i primi di febbraio per tirare un sospiro di sollievo e non è detto che marzo sarà più tranquillo, perché anche in quel periodo è possibile una propagazione del virus. Per ora, comunque, la situazione è sotto controllo: i più colpiti sono sempre ultrasessantenni con malattie sottostanti.

I DATI DA OTTOBRE 2018 A OGGI

Il portale dell’epidemiologia, Epicentro, dall’inizio della sorveglianza (ottobre 2018) a oggi registra 125 casi gravi di influenza confermata in soggetti con diagnosi di Sari (gravi infezioni respiratorie acute) e/o Ards (sindromi da distress respiratorio acuto) ricoverati in terapia intensiva, 23 dei quali sono deceduti. Questi sono i numeri segnalati da 16 regioni italiane. La seconda settimana di gennaio è stato registrato un decesso anche nel Salento: un uomo
ultrasessantenne è stato ricoverato nell’ospedale di Tricase in condizioni gravissime e non ce l’ha fatta. Sempre nel sud Salento si registrano altri 6 ricoveri: 4 molto gravi e due dimessi velocemente. Nell’area controllata dal SiSp (Asl Lecce) del nord Salento si registrano due ricoveri molto gravi causati dall’influenza. Il rapporto Epicentro spiega che il 57 per cento dei
casi d’influenza grave è di sesso maschile e l’età mediana è pari a 62 anni (sul range che va da
0 a 91 anni).
Il 77 per cento dei casi di ricovero riguarda le persone dai 50 anni in su. I deceduti sono tutti ultrasessantenni. In tutti i soggetti che hanno avuto gravi problemi e si sono dovuti rivolgere agli ospedali italiani era già presente una condizione di rischio: diabete, tumore, malattia cardiovascolare, malattia respiratoria, obesità e altro. Nell’83 per cento dei casi chi ha avuto problemi molto seri in seguito a un’influenza non era vaccinato. Tre casi gravi hanno interessato donne in stato di gravidanza. In 87 casi è stato isolato il pericoloso virus A/H1N1 pdm09, di cui vi abbiamo già parlato in questa rubrica, in sedici casi il virus A(H3N2) e in 20 il virus A/non sottotipizzato. Tutti i casi sono stati ricoverati in un’unità di terapia intensiva e/o subintensiva: per due pazienti è stato necessario l’ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana) e 91 sono stati intubati.

INTERVISTA A GIUSEPPINA TURCO, RESPONSABILE SERVIZIO IGIENE E SANITÀ PUBBLICA AREA SUD SALENTO

Dottoressa, qual è l’andamento del virus influenzale nella zona sottoposta al suo controllo?
«Nell’area sud il numero di persone influenzate è in aumento: le curve crescono come in tutta Italia».

Avete registrato casi di complicanze?
«I ricoveri registrati ufficialmente nel sud Salento a causa dell’influenza sono, fino ad oggi, quattro con complicanze gravi. Due ricoveri sono stati risolti in maniera positiva. Quelli con complicanze sono finiti in rianimazione: spesso si tratta di pazienti con altre malattie croniche ai quali una forte influenza dà il colpo di grazia. Ecco perché suggeriamo sempre di vaccinarsi ai soggetti più a rischio”.

Erano molto anziane le persone ricoverate?
«Non tanto anziane: diciamo ultrasessantenni. Tutti, però, avevano patologie di base. Questa è una caratteristica comune nei soggetti che poi vengono ricoverati in seguito a un’influenza. Purtroppo uno dei soggetti che è stato ricoverato in condizioni estreme è deceduto nei primi giorni. Il bilancio, per ora, è di un decesso e 4 gravi”.

Quando e dove è deceduto questo paziente?
«La seconda settimana di gennaio. In Rianimazione, nell’ospedale di Tricase. Quando l’anziano è giunto nel nosocomio, non c’era più nulla da fare. Una grave influenza trascurata, unita a una malattia sottostante, può essere letale se non ci si rivolge subito al medico fin dall’esordio dei disturbi».

Dobbiamo fare una premessa: i dati in vostro possesso sono solo quelli che vengono registrati. Quindi, tutti quei casi di influenza che vengono risolti in casa voi non li registrate. Quali sono, invece, i dati ufficiali complessivi nell’area Sud?
«La percentuale viene fuori da alcune stime che fanno parte del sistema di sorveglianza regionale, che non dà stime provinciali o locali. Siamo sullo stesso orientamento della Regione, anche se in aumento. Otto persone su mille hanno contratto l’influenza secondo i dati ufficiali, ma sicuramente sono molti di più: i nostri dati rispecchiano solo in parte la realtà, perché noi consideriamo i casi più gravi».

Come va la vaccinazione?
«Percepiamo un leggero incremento. Ma sarà necessario del tempo per i dati ufficiali».

Anche chi fa il vaccino può contrarre l’influenza, ma in maniera più lieve, vero?
«Potrebbe essere così, ma comunque protegge da un’influenza più violenta e pericolosa».

Arriva una nuova ondata influenzale?
«Queste sono le settimane in cui è previsto l’incremento influenzale: fino ai primi di febbraio».

A marzo il pericolo è scampato?
«Questo è da vedere: c’è sempre il colpo di coda. Siamo nella fase epidemica, definita (per il momento) a bassa incidenza, che dovrebbe durare fino ai primi di febbraio. L’alta incidenza l’abbiamo avuta l’hanno scorso, ma quest’anno speriamo che non ci sia».

Quali sono i consigli da seguire oltre a vaccinarsi per tenere lontano il contagio?
«Sono quelli che dà di solito la nonna: lavarsi le mani bene, non prendere antibiotici se si è influenzati e stare a riposo. L’influenza si previene rispettando le norme igienico-sanitarie ed evitando i posti affollati. Inoltre, consiglio a chi ha già problemi di farsi visitare subito, appena compaiono i sintomi influenzali».


Gaetano Gorgoni
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