Santa Caterina, dalla Regione 100mila euro per la messa in sicurezza del costone Capelvenere

venerdì 18 gennaio 2019
Il costone di roccia sarà messo in sicurezza per evitare la caduta di massi. 

Arrivano 100mila euro per mettere in sicurezza il costone di Capelvenere a Santa Caterina. In tutto sono 29 gli interventi su opere pubbliche e di pubblico interesse (realizzazione o manutenzione) finanziati dalla Regione Puglia in tutte le provincie.

Il contributo concesso al Comune di Nardò servirà ad assicurare le condizioni di sicurezza per il transito in un tratto fortemente instabile, da cui in passato si sono staccati blocchi rocciosi di dimensioni più o meno grandi. L’intervento, oltre agli aspetti ambientali, assume notevole importanza per la presenza nel costone della grotta di Capelvenere, che ha particolare interesse storico, archeologico e paleontologico.

“Consideriamo questo finanziamento - evidenzia l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio - il primo, importantissimo, step di un percorso più complessivo attraverso il quale vorremmo riqualificare questo tratto di litorale a Santa Caterina, che oltre ad essere un profilo meraviglioso della nostra costa, costituisce un accesso molto frequentato al parco di Portoselvaggio. È chiaro che è urgente mettere in sicurezza il costone, che è fisiologicamente poco stabile. Un intervento significativo anche per la presenza della preziosa grotta di Capelvenere. Cercheremo di fare in fretta e salvaguardare un altro gioiello della costa neretina”.

Questo ammasso roccioso, alto una quarantina di metri, è costituito da una formazione calcarea fortemente fratturata, i cui cedimenti interessano inevitabilmente anche la sede stradale e la scogliera sottostante. Spesso, a seguito della caduta di alcuni massi, si sono resi necessari sia il transennamento di una porzione del costone, sia il divieto al transito veicolare e pedonale.

Questo nuovo progetto, calibrato sulla messa in sicurezza del costone, prevede nello specifico una serie di indagini preliminari (anche mediante drone) finalizzate ad acquisire informazioni compiute sullo stato del versante. Successivamente si procederà con il cosiddetto “disgaggio” dei massi in equilibrio precario, tramite intervento manuale o l’utilizzo di agenti chimici espansivi e allargatori idraulici. Quindi sarà installato sui settori maggiormente a rischio un rivestimento corticale costituito da reti metalliche integrate e, dove necessario, sistemi di rafforzamento composti di funi in acciaio e chiodature armate.

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