Tagli ai rimborsi per i celiaci: dal 1° dicembre la Regione sborsa il 20% in meno

giovedì 17 gennaio 2019
Il Decreto del ministro Grillo è stato emesso a giugno: per gli over 60 50 euro in meno al mese.

La “mazzata” è arrivata puntuale il primo dicembre, anche se i celiaci pugliesi se l'aspettavano già da qualche mese. Il decreto del Ministero della Salute che introduce il taglio ai tetti di spesa è stato emesso infatti nel mese di agosto: le Regioni avevano tempo fino a maggio per recepire le direttive ministeriali ma la Puglia- e con lei molte altre Regioni – hanno applicato le riduzioni ai rimborsi per i soggetti celiaci entro la fine dell'anno. L'abbassamento del limite mensile dei rimborsi – con distinzioni dovute alla fascia d'età e al genere- raggiunge un picco del 20%: i più penalizzati sono i celiaci over 60 i cui tetti di spesa passano da 140 euro mensili a 89 euro per gli uomini e 75 euro per le donne.  Le spese per i minori sono,invece, state ritoccate al rialzo.

L'AIC, Associazione Italiana Celiaci si è seduta più volte al tavolo con il Ministero per contrattare l'entità dei tagli che inizialmente si paventava potesse arrivare al 50%.

In Puglia in queste settimane è in corso la trattativa per il ripristino del bonus di 11 euro per le donne che, come spiega Fernando Mercuri, coordinatore provinciale di Aic, ristabiliva la parità tra i due sessi, negata sulla base di una diversa capacità di consumo alimentare stimata dai tecnici ministeriali: “L'informatizzazione del servizio rimborsi mensile ha consentito al servizio sanitario regionale di risparmiare in un anno 1 milione e 800mila euro, ha abbattuto costi burocratici e “spese morte” e molte Regioni italiane ci prendono come modello di best practise. Ci aspettiamo che il presidente Emiliano decida di utilizzare questi fondi risparmiati per ripristinare l'extra bonus alle donne”.

Se i tagli dei sussidi si fanno sentire, c'è da dire che le tasche dei celiaci che rappresentano l1% della popolazione italiana, soffrono un po' meno rispetto al passato: con il passare degli anni il numero di prodotti senza glutine immessi sul mercato sono aumentati in maniera esponenziale determinando un crollo significativo dei prezzi.

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