Lea, il Piemonte al primo posto: la Puglia cresce ma deve migliorare la prevenzione dei tumori

martedì 15 gennaio 2019

Nella classifica che vede le regioni del nord primeggiare in campo sanitario la Puglia ha il punteggio più alto della Campania e di tante regioni del sud, ma è dietro la Basilicata: c’è ancora molto da fare nel campo della prevenzione.

La Puglia non è stata bocciata: è al quattordicesimo posto su 21 nella classifica del monitoraggio dei LEA pubblicata dal Ministero della Salute. La nostra sanità è stata finalmente promossa: fino a due anni fa era nell’area dell’insufficienza dove sono piombate ben cinque Regioni (incluse Campania e Calabria). I livelli essenziali di assistenza (LEA) sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Esiste una Commissione, costituita di recente, che ha il compito di garantire il costante aggiornamento dei LEA. C’è anche un comitato incaricato di verificare che l’erogazione dei Lea avvenga nel rispetto delle condizioni di appropriatezza e di efficienza nell’utilizzo delle risorse. Sono stati individuati tre grandi Livelli: prevenzione collettiva e sanità pubblica, che comprende tutte le attività di prevenzione rivolte alle collettività ed ai singoli, assistenza distrettuale, vale a dire le attività e i servizi sanitari e socio-sanitari diffusi sul territorio e assistenza ospedaliera. Periodicamente vengono fatte delle verifiche che rappresentano una garanzia per il contribuente pubblico e uno stimolo a raggiungere standard qualitativi più avanzati rispetto al passato. I Lea non sono altro che prestazioni che il Servizio Sanitario Pubblico ha il dovere di fornire ai cittadini in modo uniforme, ma anche garantendo efficacia, razionalizzazione della spesa e qualità dei servizi.

LA CLASSIFICA

I risultati della Griglia LEA 2017, diffusi in questi giorni dal Ministero della Sanità ci offrono un quadro chiaro sulla sanità italiana: le regioni del sud annaspano ancora con qualche piccola eccezione. Il Piemonte guida le otto Regioni che ottengono un punteggio superiore a 200, altre otto raggiungono il livello minimo accettabile (tra 200 e 160) mentre per cinque Regioni il punteggio è inferiore a 160. La Puglia avrebbe potuto ottenere un risultato ancora migliore, se solo avesse avuto dei dati più confortanti per quanto riguarda la prevenzione dei tumori al collo dell’utero, al colon e al seno. La nostra Regione, però, è stata promossa per le ottime performance nelle coperture vaccinali e per le residenze per anziani.

Nella classifica vengono forniti anche i punteggi delle Regioni a statuto speciale non sottoposte a verifica adempimenti (Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Province Autonome di Trento e Bolzano).

LE VERIFICHE SULL’EROGAZIONE DEI LEA E I FINANZIAMENTI

Le Regioni ottengono maggiori finanziamenti da parte del Sistema Sanitario Nazionale (quota premiale del 3% delle somme dovute a titolo di finanziamento della quota indistinta del fabbisogno sanitario al netto delle entrate proprie) sono tenute a una serie di adempimenti stabiliti nelle intese tra Stato e Regioni.

La verifica di tali adempimenti è a cura del Comitato LEA, al quale è affidato il compito di monitorare l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza in condizioni di appropriatezza e di efficienza nell’utilizzo delle risorse, al fine di promuovere e garantire l’effettiva erogazione e l’uniformità sul territorio.

Tra gli adempimenti, rientra quello relativo all’area “Mantenimento nell’erogazione dei LEA”, che viene certificato attraverso l’utilizzo di un set di indicatori (cd. Griglia LEA) ripartiti tra l’attività di assistenza negli ambienti di vita e di lavoro, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera.

Annualmente vengono presentati i risultati della valutazione dell’adempimento “Mantenimento nell’erogazione dei LEA”. Per l’anno 2017, sono resi noti i punteggi di tutte le Regioni, comprese quelle che non sono sottoposte alla verifica adempimenti per l’accesso alla quota premiale.

Nel 2017 risultano valutate positivamente, ottenendo un punteggio uguale o superiore a 160 (livello minimo accettabile) in base alla Griglia LEA, ben 16 Regioni.

In particolare, le otto Regioni che raggiungono un punteggio superiore a 200 sono: Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Umbria, Abruzzo e Marche. Altre otto Regioni si collocano in un punteggio compreso tra 200 e 160 (livello minimo accettabile): Liguria, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Provincia Autonoma di Trento, Lazio, Puglia, Molise e Sicilia.

Le Regioni Campania, Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria e la Provincia Autonoma di Bolzano si caratterizzano per i punteggi inferiori a 160 e presentano diverse criticità ascrivibili in particolare all’area della prevenzione (screening e coperture vaccinali) e all’area distrettuale (residenziali anziani e disabili).

Le Regioni Calabria e Campania, entrambe sottoposte a regime commissariale, presentano una situazione differente. Mentre la Calabria raggiunge un punteggio inferiore rispetto all’anno precedente, la Campania ha un punteggio migliorativo anche se non raggiunge ancora il livello minimo accettabile. Con riferimento alla P.A. di Bolzano, alla Sardegna e alla Valle d’Aosta si evidenzia il mancato invio di alcuni flussi informativi obbligatori.

IL COMMENTO DI GIANCARLO RUSCITTI, DIRETTORE DIPARTIMENTO PROMOZIONE DELLA SALUTE, REGIONE PUGLIA

“Siamo vicini a quota 180 (siamo a 179): è un risultato importante. Siamo ben al di sopra della sufficienza: ci stiamo avvicinando alle Regioni di testa- spiega il direttore del Dipartimento Sanità della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti - C’è molto da fare sulle cronicità, perché la popolazione è invecchiata e ha delle esigenze diverse rispetto a 10 anni fa. Il nostro sistema sta cercando di adattarsi al cambiamento. Vogliamo dare delle risposte alle cronicità dando una sistemazione più consona a questi pazienti, garantendo qualità e standard alti. Con il progetto Care Puglia e l’accordo con i farmacisti abbiamo migliorato le performance sulla prevenzione: i dati ministeriali sono in ritardo di un anno. Puntiamo a superare i 180 punti”.

Gaetano Gorgoni 

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