La sedentarietà uccide più del fumo, 88mila vittime ogni anno: come combatterla

lunedì 14 gennaio 2019

Chi non fa sport e si muove poco rientra tra i soggetti più a rischio di malattie cardiovascolari, tumori, diabete, obesità, sovrappeso e problemi posturali. Alcune imprese hanno brevettato la scrivania e la poltrona per muoversi mentre si lavora.

Chi non fa sport e si muove poco rientra tra i soggetti più a rischio di malattie cardiovascolari, tumori, diabete, obesità, sovrappeso e problemi posturali: secondo alcune ricerche la sedentarietà uccide circa 88 mila persone all’anno. Alcune imprese hanno brevettato la scrivania e la poltrona per muoversi mentre si lavora.

L’uomo era un “cacciatore-raccoglitore”: non è fatto per stare seduto tutto il giorno davanti a una scrivania o per mangiare cibo spazzatura davanti alla tv per ore. Gli esperti hanno lanciato già l’allarme: chi fa una vita sedentaria si ammala molto più facilmente e può andare incontro anche a malattie fatali. In Italia, secondo quanto emerge dal rapporto Istisan, realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute e Coni, si stima che la vita sedentaria faccia circa 88.200 vittime ogni anno: i mali più ricorrenti scatenati da questo scorretto stile di vita sono il tumore al seno, il tumore al colon-retto, diabete di tipo 2 e coronopatia. 

Attività fisica e uno stile di vita sana, come ci hanno spiegato i numerosi esperti intervistati per questa rubrica, fanno la differenza. La ricerca scientifica ci spiega che l’assenza di attività fisica danneggia il corpo e anche la mente, perché si riduce il flusso di sangue che irrora il cervello, soprattutto nelle aree indispensabili per la memoria (esponendoci al rischio di Alzheimer). Bambini e anziani devono muoversi: è importantissimo dedicare almeno 30 minuti durante la giornata alle passeggiate e al movimento. È di pochi mesi fa la notizia che per l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’Italia è uno dei venti Paesi più pigri a livello globale: in troppi fanno una vita pericolosamente sedentaria. 

LO STUDIO CHE INQUIETA: ADDITIVI E CONSERVANTI PROVOCANO LA SEDENTARIETÀ

L’Ansa nei giorni scorsi ha lanciato una notizia che ha colto tutti di sorpresa: uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Circulation sostiene che additivi e conservanti potrebbero provocare la sedentarietà. I fosfati presenti in molti cibi confezionati ridurrebbero la capacità di movimento degli animali su cui sono stati fatti gli esperimenti impoverendo i muscoli di energia. Cibi pronti surgelati, wurstel, salsicce, alcune bibite, carni lavorate e tanti altri prodotti contengono molti fosfati: ne dovremmo mangiare solo 700 milligrammi al giorno, secondo gli esperti, ma ne fagocitiamo molti di più. 

La dieta ricca di fosfati, insomma, secondo questi studi ci renderebbe più pigri, meno capaci di muoverci, con meno energia e con un alterato funzionamento di geni importanti  per il metabolismo dei muscoli. Più aumenta la concentrazione di fosfati e più si è sedentari. È chiaro che queste ricerche meritano ulteriori approfondimenti perché svelano uno scenario inimmaginabile fino a poco tempo fa: sapevamo già che tutto quello che mangiamo ci cambia la vita, ma avevamo sottovalutato gli effetti dell’eccesso di fosfati nella nostra alimentazione. 

ALCUNI PROBLEMI DELLA SEDENTARIETÀ E I DANNI POSTURALI

Siamo nell’era del web, sempre più lavori si svolgono davanti a un computer per tante, troppe ore. Immobili su una sedia e concentrati davanti a uno schermo facciamo invecchiare velocemente il corpo, perché ci abituiamo alla sedentarietà, alla mancanza di movimento, se non quelli bruschi e pericolosi delle attività casalinghe quotidiane. Tutto questo genera aumento di peso a causa delle minori calorie che il poco movimento consente di bruciare. La sedentarietà può generare un aumento d’insulina ed esporre al rischio diabete, senza contare i problemi di carattere cardiocircolatorio. Quello che difficilmente i profani mettono in conto è il problema posturale che scaturisce da una scarsa attività fisica. Troppe ore sulla sedia causano una postura a C che può produrre lo schiacciamento delle vertebre a lungo andare. Non facendo sport i muscoli si trovano impreparati e fragili anche di fronte al rischio ernia. Inoltre si può creare un irrigidimento muscolare che accorcia il passo quando i muscoli si inflaccidiscono. Le caviglie si possono atrofizzare e le contratture del collo sono la normalità, senza contare i possibili problemi di cervicale. 

COME SCONFIGGERE LA SEDENTARIETÀ E IL SISTEMA SIT-STAND

La sedentarietà è abitudine, ma spesso anche pigrizia: i primi nemici della nostra salute siamo noi stessi, quando facciamo una vita non sostenibile per il nostro organismo. Abbiamo bisogno di almeno 150 minuti settimanali di movimento, secondo il parere dell’OMS. Si potrebbe cominciare scegliendo un’attività che ci appassiona: ci sono innumerevoli sport da fare, ma si può anche optare per delle passeggiate all’aria aperta, magari al mare o in campagna nell’arco della settimana. 

Chi passa ore in ufficio davanti a un pc deve dedicare a sé stesso, almeno tre volte a settimana, degli appuntamenti per muoversi. È tutta una questione di abitudine: una volta che si prende il ritmo tutto diventa più facile. Ci sono essenzialmente due cose da fare: vincere la pigrizia e mangiare più pulito possibile (cibi meno grassi e più genuini). Imbattersi in un nuovo sport o in un’attività fisica gradevole, magari in buona compagnia, potrebbe essere un buon inizio. Secondo una ricerca pubblicata sul The Lancet, per compensare le 8 ore al giorno seduti davanti a una scrivania ci vorrebbe un’ora al giorno di sport o, meglio ancora, una passeggiata a ritmo sostenuto. 

Insomma, basta prendere l’abitudine di camminare: se poi lo si fa in un parco o all’interno di un “polmone verde”, allora è perfetto. Bisogna, inoltre ricordare che la normativa sulla sicurezza sul lavoro prevede che non si possa stare più di due ore di seguito davanti a un computer: ogni 120 minuti bisogna fare 15 minuti di pausa, comminare e guardare altrove. La sedentarietà si può combattere anche in ufficio alzandosi dalla sedia ogni 30 minuti. 

Inoltre esistono delle postazioni di lavoro “sit-stand” che permettono di stimolare il movimento: con una scrivania più alta, capace di seguire il movimento, si può passare rapidamente, mentre si lavora, da una posizione seduta a quella in piedi. 

In alcuni uffici stanno sperimentando questo sistema. Ci sono, inoltre, tutta una serie di movimenti che possono aiutare la circolazione mentre si è seduti per ore in ufficio: alzarsi sulle punte, riposizionarsi sui talloni, flettere le gambe. Insomma, c’è sempre un modo per sconfiggere la sedentarietà. Buon movimento a tutti!


Gaetano Gorgoni  

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