Di Gioia, dopo le dimissioni critiche a Emiliano e commenti politici

sabato 12 gennaio 2019

Dopo la conferenza di ieri con cui l’assessore pugliese all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, ha confermato le proprie dimissioni in dissenso con la gestione del governatore Emiliano, si sprecano i commenti politici.

Mario Pendinelli, capogruppo regionale del gruppo Misto, che evidenzia come poco interessino i rapporti dell’ex assessore con il presidente: “Le parole dell’assessore, ascoltate e riascoltate attentamente da molte persone e da molti operatori del settore agricolo, stigmatizzano alcune problematiche e fissano alcuni aspetti della vita degli ultimi anni dell’agricoltura pugliese che i concetti generali e i convenevoli non hanno nascosto. La criticità di alcune azioni sin qui svolte, i dubbi sull’effettiva volontà di considerare l’agricoltura un settore determinante per la Puglia e sulla reale esistenza di risorse finanziarie, tutti concetti riportati in conferenza stampa, pongono i consiglieri regionali di fronte alle domande degli agricoltori. Soprattutto per il territorio leccese, primo e più colpito dalla xylella, le parole dell’assessore sono risuonate come campane e non possono restare senza una risposta che fughi qualunque dubbio. Questa domanda va diretta al Presidente Emiliano perché, mentre poco ci importa dei suoi rapporti con Di Gioia, abbiamo a cuore solo il futuro della nostra terra”.

Cinque consiglieri regionali, ovvero Paolo Pellegrino, Alfonso Pisicchio, Giuseppe Romano, Giuseppe Turco e Sabino Zinni, chiedono all’assessore in una nota congiunta di ritirare le dimissioni per riaprire un serio confronto sul comparto agricolo: “Si mettano da parte – chiedono - le polemiche politiche. E si riparta da uno spirito nuovo, aprendo un confronto maturo su un tema che nella nostra agenda politica deve essere prioritario: la tutela e il rilancio del comparto agricolo, uno dei pilasti portanti dell’economia pugliese. Per questo anche noi rilanciamo un appello al collega consigliere Leo Di Gioia: ritiri le dimissioni e ritorni alla guida del suo assessorato”.

Il capogruppo di Direzione Italia, Ignazio Zullo, invece, punzecchia Emiliano, invitando a risentire meglio le dichiarazioni di Di Gioia: “Emiliano di fatto ‘commissaria’ i suoi assessori con suoi ‘fedelissimi’ sia per aver il controllo della materia, sia per acquisire il consenso clientelare senza badare al buon andamento dell'azione amministrativa. L’ultimo della lista è Massimo Cassano nominato illegittimamente commissario Arpal. Se Emiliano ha compreso, quindi, dovrebbe cambiare registro: agenzie subordinate agli assessori e con persone scelte per competenza e non persone pronte a cambiare casacca e ad allestire palcoscenici elettorali”.

Per Cristian Casili del Movimento Cinque Stelle, le parole del dimissionario Di Gioia, confermerebbero un dato: “Per Emiliano l’agricoltura pugliese non è mai stata una priorità. Si è compreso, una volta per tutte, che è il presidente il principale responsabile del tracollo del comparto agricolo pugliese, non il suo capro espiatorio Di Gioia. Non so con quale pudore Emiliano sia andato dai gilet arancioni a raccontare solo bugie”.

“Si è cercato – prosegue - di mettere una toppa provando a scaricare, come al solito, responsabilità del governo regionale su quello nazionale chiedendo risorse aggiuntive al ministro Lezzi. Ci aspettavamo da tempo quest’operazione verità da parte di Di Goia, dal momento che dall’inizio della legislatura non solo non si è fatto niente per risolvere i problemi degli agricoltori pugliesi, ma le criticità sono addirittura peggiorate, come dimostra la gestione disastrosa del Psr, la ‘scarsa credibilità della Regione’ (come ha letteralmente affermato Di Gioia in conferenza stampa) sulla gestione della Xylella e il fallimento della gestione di Arif e Consorzi di Bonifica. Purtroppo, da qui alla fine della legislatura, si potrà fare poco per porre rimedio al baratro in cui Emiliano ha fatto precipitare la nostra agricoltura”.

“Ora auspichiamo - conclude Casili - che il vero colpevole, il presidente, non faccia ulteriori danni e riorganizzi la struttura dell’assessorato all’agricoltura il cui personale, come denunciamo da sempre, è stato ridotto e impoverito a fronte di altri dipartimenti che si sono potenziati. A poco servirà, a fine legislatura, individuare un altro assessore”. 

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