Stop all'università islamica, il Tar dà ragione al Comune di Monteroni

venerdì 11 gennaio 2019
All'origine della decisione la mancanza di disponibilità effettiva da parte dei proprietari dei lotti di terreno dove sarebbe dovuta sorgere. 

Il Tar da’ ragione al comune di Monteroni sullo stop al progetto dell’università islamica. La vicenda risale al 2015 quando un imprenditore locale aveva avanzato l’idea di creare nel Salento un Centro di formazione islamica, e, a tal fine, era stata creata un’apposita Fondazione. Per realizzare tale iniziativa era stato individuato un comparto universitario nel Comune di Monteroni. Su tale comparto i proprietari delle aree avevano presentato al Comune un progetto di lottizzazione.
Esaminando il progetto, il dirigente del Settore urbanistico del Comune aveva opposto un diniego rilevando che i proprietari proponenti non avevano una effettiva disponibilità delle aree. Il provvedimento era stato impugnato innanzi al TAR Lecce sotto il profilo di un comportamento omissivo da parte del Comune e con richiesta altresì di un risarcimento milionario. L’amministrazione di Monteroni si è costituita in giudizio con l’avvocato Pietro Quinto, che ha rilevato l’inammissibilità della pretesa atteso che doverosamente il Comune aveva stoppato il progetto non avendo i proprietari dimostrato la piena disponibilità delle aree oggetto di pignoramenti immobiliari. “Non è sufficiente – ha rilevato Quintp– una dichiarazione del pignorante di sospensione della procedura: per varare una lottizzazione occorre che i proprietari siano in condizione di assumere precisi impegni economico-finanziari nei confronti dell’amministrazione, che si traducono in vere e proprie obbligazioni reali”. Il Tar, condividendo le argomentazioni difensive dell’avvocato Quinto, ha affermato in sentenza, innanzitutto, che non potesse ipotizzarsi alcun silenzio-inadempimento dell’Amministrazione, che aveva comunque provveduto sull’istanza dei lottizzanti. In ogni caso, si legge nella motivazione della decisione del TAR, gli impegni dei creditori alla sospensione temporanea dei procedimenti esecutivi, non formalizzati in sede processuale e non concretizzanti la piena disponibilità di beni pignorati, non possono soddisfare quanto richiesto dal Comune e dalla legge circa la legittimazione dei proponenti un piano di lottizzazione.

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