Telemedicina: in Inghilterra appuntamenti via Skype, Puglia all'avanguardia con la "rete per l'infarto"

mercoledì 9 gennaio 2019

In Inghilterra pronta la rivoluzione via Skype per gli appuntamenti ospedalieri: in Italia avanza la telemedicina.

Ieri è stato pubblicato un articolo sulla prima pagina del “The Times” che parla di una grande rivoluzione sanitaria che sta avvenendo in Inghilterra. Si tratta di qualcosa di simile alla nostra telemedicina, ma esteso a tutti gli accessi in ospedale. Qualcuno è scettico, ma se dovesse funzionare il sistema sanitario risparmierebbe milioni di sterline. 

Milioni di pazienti utilizzeranno Skype per gli appuntamenti ospedalieri: una "trasformazione del NHS (sistema sanitario inglese)" destinata a ridurre di un terzo le consultazioni faccia a faccia e a far risparmiare miliardi di sterline: questa è la notizia riportata ieri dall’autorevole giornale britannico The Times, che ha sede a Londra. Il primo ministro Theresa May punta su consultazioni digitali che diventino prassi, imposte per legge, prima di accedere all’ospedale. Nessun problema sulle emergenze urgenze: in questi casi si va comunque in ospedale, ma questa nuova normativa dovrebbe creare un collegamento immediato con le strutture ospedaliere: un grande aiuto nelle emergenze, come avviene per la nostra medicina, ma anche un filtro capace di controllare meglio gli accessi e snellire le liste d’attesa.  

“Gli appuntamenti digitali con consulenti diventeranno la norma nell'ambito di un piano per il futuro del servizio sanitario – spiega Chris Smyth nel suo articolo - Trenta milioni di visite ospedaliere all'anno saranno evitate con l'uso di chiamate Skype, smartphone e altri modi per parlare con un medico.

Simon Stevens, capo del NHS Inghilterra, ha promesso di porre fine al modello ‘obsoleto e insostenibile’ degli appuntamenti ospedalieri che dura da 70 anni.

Sostiene che l'efficienza online aiuterebbe a colmare il deficit di finanziamento e ad assumere impegni per migliorare l'assistenza e gli interventi per cancro, salute mentale e malattie cardiache”.

Insomma, quella rivoluzione digitale che in Italia, e in Puglia in particolare (Regione che vanta il maggior numero d’interventi di telemedicina cardiaca), si pratica con la rete dell’infarto. Gli inglesi pensano di poter strutturare una solida rete che possa rispondere a tutte le richieste di visita ospedaliere attraverso l’uso della tecnologia. In altre parole sarebbero visite a distanza, che comunque impegnerebbero i medici, ma senza l’accesso ospedaliero, la burocrazia da compiere e con il vantaggio di poter dare subito un indirizzo a quei casi che non richiedono accesso alla struttura ospedaliera. 

È chiaro che in tempi di spending review siamo di fronte a una grande opportunità di risparmio per le casse del sistema sanitario: la parte più difficile, però, è saper organizzare una rivoluzione di questo tipo, perché la prima battaglia da fare è quella contro l’abitudine a fare quello che si è sempre fatto. 

LA TELEMEDICINA IN ITALIA

In Italia si parla da anni di telemedicina e si sono raggiunti obiettivi a macchia di leopardo in diverse regioni. La rete ospedale, medici e territorio basata sul monitoraggio, assistenza e prevenzione per i pazienti cronici comincia a prendere forma, ma c’è ancora molto da fare. Se si riuscirà, in futuro, a evitare che i pazienti cronici accedano ripetutamente alle strutture ospedaliere, grazie alla telemedicina e a strutture dedicate, sarà un enorme passo in avanti e un grande risparmio per il Sistema Sanitario Italiano. La telemedicina è la nuova frontiera: aiuta soprattutto i pazienti cronici ad autogestirsi nella propria casa. Manca una rete integrata ospedale-territorio-domicilio, in cui dovrebbero agire diverse figure professionali. La nuova tecnologia offre occasioni da prendere al volo: si può chiedere un consulto con un medico facendo vedere qual è il problema attraverso un monitor. 

Non è sempre necessario andare di persona a farsi visitare: lo deve stabilire l’esperto, che facendo una consulenza online, potrà anche decidere che è inutile rivolgersi alla struttura ospedaliera. Il medico può prendersi cura a distanza del paziente consigliando farmaci e interventi da attuare. Con il monitoraggio a distanza si può tenere la situazione sotto controllo, ridurre la degenza ospedaliera, consultare più specialisti in tempi brevissimi e ridurre i costi di cura del paziente. 

LA TELEMEDICINA NELLA CARDIOLOGIA È GIÀ REALTÀ IN PUGLIA CON NUMERI RECORD

Lo abbiamo già detto: il servizio della sanità digitale funziona per 24 ore, con uno specialista dietro lo schermo pronto a fare la diagnosi e a indirizzare il paziente nella struttura più idonea. I tempi si accorciano e le spese sanitarie diminuiscono: questo accade anche a casa nostra. 

In Puglia siamo all’avanguardia per la “rete dell’infarto”: abbiamo un sistema di telemedicina nel campo della cardiologia che fa scuola in Italia, ma dobbiamo ancora avviare concretamente la telemedicina con i medici di famiglia e per altri settori. Si parla di un “sistema della realtà aumentata” destinato a rivoluzionare anche la sanità italiana. 

“La telemedicina si basa su strumenti tecnologici che fanno comunicare, attraverso la rete, vari centri su un’unica specializzazione – ha spiegato il professor Ottavio di Cillo in un’intervista realizzata per Salute Sette qualche mese fa - Qui abbiamo un’efficiente rete dell’infarto dove, attraverso il 118, gli ospedali riconvertiti e i punti di primo intervento sono collegati digitalmente con una centrale operativa del Policlinico: una control room che fa diagnosi d’infarto. Il paziente colpito dall’infarto viene poi trasferito in uno dei centri che sono in stand-by: le sale di emodinamica dove si interviene con l’angioplastica sui pazienti che hanno avuto l’infarto. 

Questa è la rete. Se non ci fosse la telemedicina, quindi la possibilità di mandare l’elettrocardiogramma in tempo reale dalla casa del paziente al Policlinico (dove c’è il cardiologo che lo referta in tempo reale), non si potrebbe intervenire subito e il paziente avrebbe un danno enorme. Tra il primo contatto medico o dell’infermiere che gli fa il tracciato e la diagnosi passano solo tre minuti: un risparmio di tempo utilissimo per chi rischia la vita”.

Anche la rete di telemedicina lombarda funziona benissimo, soprattutto sull’ictus. Oggi la scommessa italiana è quella di gestire i casi di pronto soccorso attraverso un sistema digitale, in modo da fare una scrematura a monte, prima dell’accesso ospedaliero. La strada del cambiamento di un sistema è già stata intrapresa: non sarà facile, ma indietro non si torna più.
 

Gaetano Gorgoni






 

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