Rete museale neretina, nel 2018 oltre 20mila visitatori

martedì 8 gennaio 2019

Bilancio positivo per il “sistema” dei musei della città. Alla rete dedicato il calendario 2019.

Oltre 20 mila presenze nell’anno 2018 per la rete museale neretina. Il bilancio per l’anno che si è appena chiuso per i musei e gli attrattori della città è più che lusinghiero, anche in considerazione del fatto che si tratta del primo anno di operatività del “sistema” dei musei neretini, attraverso cui la città “espone” la cultura, la storia e le sue peculiarità e attraverso cui si fa scoprire e riscoprire. Per “festeggiare” questo traguardo l’amministrazione comunale ha deciso di dedicare alla rete museale il calendario 2019, in distribuzione in questi giorni, associando le foto dei musei a ogni mese del nuovo anno. Trovano spazio il Museo della Memoria e dell’Accoglienza, l’Acquario del Salento, il Museo della Preistoria, il Museo del Mare Antico, il Museo della Città e del Territorio, il Museo della Civiltà Contadina, il Museo Archeologico dei Ragazzi, l’Ecomuseo dell’Archeologia Costiera, la mostra dedicata a Vittorio Bodini, il Museo della Speleologia e del Sottosuolo, il Museo Diocesano.

“Per un intero anno, mese dopo mese, i nostri musei ci faranno compagnia - dice il sindaco Pippi Mellone - perché siamo convinti che la giovane rete museale sia una delle cose più belle che offriamo a chi viene a visitare la nostra città, “svelando” la storia, il contesto ambientale, l’archeologia, il mare, le tradizioni, la cultura di questo posto meraviglioso che amiamo da morire. Non ci sono i musei, ma c’è la rete museale, un “percorso” unico sul quale abbiamo costruito una efficace sinergia che ha l’obiettivo di migliorare costantemente i servizi, le risposte alle domande dell’utenza e la visibilità. Una rete culturalmente di qualità ed economicamente sostenibile, gestita finalmente in modo moderno, che piace tantissimo, come i numeri dimostrano”.

Nel dettaglio, l’Acquario del Salento di Santa Maria al Bagno ha ricevuto ben 7705 ingressi, di cui 3623 provenienti dagli istituti scolastici di tutta Italia (soprattutto da gennaio a maggio e nel mese di ottobre). Il pubblico di riferimento (60%) dell’Acquario sono le famiglie con figli sino a sedici anni d’età, la provenienza dei visitatori è per il 30% dalla Puglia, per il 60% dalle altre regioni italiane e per il 10% da Paesi europei. L’Acquario ospita pesci, crostacei, molluschi, echinodermi e molte altre forme di vita marina tipica delle acque del Salento. Un “viaggio” alla scoperta dei colori e delle meraviglie del mare del Salento. Il Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno ha fatto registrare 4373 ingressi in totale, di cui 2712 provenienti dagli istituti scolastici. Un dato estremamente interessante è che il 70% dei visitatori del Museo proviene da Israele, Canada, Stati Uniti, Svizzera, Francia e Australia. Il Museo raccoglie le testimonianze di migliaia di profughi ebrei che tra il 1943 e il 1947 trovarono ospitalità nel territorio di Nardò. Al suo interno sono custoditi i murales realizzati da Zivi Miller, l’unica testimonianza di tipo grafico esistente in Europa dell’Aliyah Bet, il viaggio che dopo la guerra condusse i sopravvissuti ebrei nella Terra Promessa. Il Museo della Preistoria (ospitato nel chiostro di Sant’Antonio e aperto da ottobre 2017) ha contato nel 2018 2972 ingressi, di cui 540 in occasione di eventi e laboratori didattici. Interessanti anche i dati sulla provenienza: il 28% circa dei visitatori sono di Nardò, il 53% da Puglia e altre regioni italiane, il 4% dall’estero (mentre il 14% non ha dichiarato la provenienza). Il Museo della Preistoria espone reperti provenienti dalle ricerche archeologiche condotte dagli anni Sessanta in poi nelle grotte di Portoselvaggio, un contesto unico per la ricchezza dei paesaggi e delle testimonianze preistoriche (frequentazioni del Paleolitico nelle grotte, il sito neolitico di Serra Cicora, le fortificazioni dell’Età del Bronzo). Il Museo della Città e del Territorio (ospitato al piano ammezzato del castello), che è aperto solo da giugno 2018, ha fatto registrare oltre 1000 presenze, di cui 300 circa provenienti dalla regioni del Nord Italia e un centinaio da Paesi europei ed extraeuropei. Il Museo è sede di un percorso sulla storia di Nardò dal periodo romano sino all’età contemporanea attraverso quattro sale allestite con pannelli descrittivi, reperti, dipinti e statue, tutti di proprietà del Comune. Infine, il Museo della Civiltà Contadina ha ricevuto circa 4000 ingressi (in questo caso l’ingresso è gratuito). Il Museo si suddivide in cinque sezioni: una dedicata all’attività contadina, una alle arti e ai mestieri, una alla vita domestica, una alle tradizioni popolari e una alla Nardò “sparita”.

“Sono numeri che ci fanno piacere - spiega l’assessore con delega ai Musei Mino Natalizio - perché è un’altra conferma del gran lavoro che stiamo facendo sulla rete, che non bisogna dimenticare ha poco più di un anno di vita e necessita ancora di miglioramenti organizzativi e manageriali o sulla visibilità. Ma i numeri dimostrano anche la bontà della scelta strategica fatta dall’amministrazione a favore dei musei e degli attrattori della città. Ovviamente, oltre ai dati numerici, tutto questo ha una valenza culturale molto importante. Il tema della destagionalizzazione incrocia naturalmente quello della rete museale e oggi su questo fronte ci sentiamo più forti. Ringrazio i gestori dei musei e anche chi ha fornito supporto, come il Gal Terra d’Arneo”.

“Quello dei musei - aggiunge l’assessore al Turismo Giulia Puglia - è un argomento strettamente connesso al turismo e il dinamismo della rete museale ha ripercussioni estremamente positivi sull’appeal della città. I nostri musei, peraltro, per numero e valenza culturale e scientifica sono un fatto non consueto in una città di queste dimensioni. Questo 2018 molto positivo ci impone di lavorare in questa direzione, che senza dubbio è quella giusta”.

                                                                   

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