Giordano: "Stacchiamo la spina a Salvemini dopo 18 mesi di agonia. Centrodestra pronto a ripartire"

lunedì 7 gennaio 2019

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, che si è occupato della raccolta delle firme del centrodestra davanti al notaio, interviene sulla fine dell’amministrazione Salvemini.

“Staccare la spina era un dovere dal quale non potevamo esimerci, dopo 18 mesi di agonia dell’amministrazione Salvemini e di Lecce”: esordisce così in una nota Michele Giordano, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, che si è occupato della raccolta firme del centrodestra, in contemporanea con le dimissioni del sindaco.

“Abbiamo raccolto le firme – spiega - per fare uscire dal coma la città che noi amiamo. È stata una giunta raccogliticcia, inciuciona e nata male e il suo epilogo non poteva essere che quello di una sfiducia. Il centrodestra non si farà portare a passeggio da Carlo Salvemini, che parla di dimissioni da tanto, mentre i suoi cercavano di carpire la disponibilità di qualche consigliere di centrodestra. Il centrosinistra non ha mai avuto i numeri per governare, ma è riuscito a farlo solo grazie agli errori prima della Commissione elettorale e poi di chi la maggioranza l’ha sempre avuta. Avrebbe fatto bene Salvemini a coinvolgere in ogni scelta tutto il Consiglio comunale individuando alcuni provvedimenti bipartisan nell’interesse della città invece di tirare a campare”.

“Una palese anatra zoppa – prosegue - si è trasformata in maggioranza per una errata interpretazione della Commissione elettorale. Abbiamo dovuto aspettare la giustizia amministrativa per ristabilire quello che avevano scelto i cittadini: lo dicevamo da mesi che il centrosinistra non aveva i numeri per governare, ma Salvemini negava pure l’evidenza. Nel frattempo i mesi trascorrevano e il sindaco incassava una serie di flop sconcertanti: dalle chiusure delle vie centrali che scatenavano il caos nel periodo natalizio ai parcheggi che diminuivano clamorosamente (con la chiusura di Piazza Libertini), senza che si sbloccassero Ex Enel ed Ex Massa”.

“Pressappochismo nel piano traffico, immobilismo in altri settori e caos – insiste - hanno caratterizzato una Giunta nata da un accordo con una parte del centrodestra che aveva governato con Paolo Perrone per 5 anni. La città non ha dimenticato che il vice di Salvemini è un uomo nato è vissuto nel centrodestra ma che da tempo flirta col presidente della Regione Puglia. La scelta del predissesto, le tasse che schizzano al massimo con la reintroduzione della tassa sui passi carrai sono la ciliegina sulla torta di un’amministrazione che non ha saputo dare nulla di nuovo alla città, ma che abdica al suo ruolo per lasciare tutte le decisioni in mano alla Corte dei Conti”.

“I tre consiglieri di Prima Lecce – aggiunge -, credendo di fare il bene della città, avevano tenuto in vita con le bombole d’ossigeno la giunta Salvemini ma il sindaco non li ha considerati, credendo di essere il depositario della verità assoluta e perdendo anche la loro fiducia. Oggi possiamo dire che la città ha sprecato quasi due anni in cui si sarebbe potuto fare molto di più.  Ma ora un centrodestra unito è pronto a porre rimedio agli errori fatti nel passato restituendo la parola ai leccesi. Saranno loro, com'è giusto che sia, a prendere una decisione per il futuro della nostra città”.

 

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